mercoledì 31 marzo 2010

Electric eel


Il video del momento è senza dubbio Flash Delirium dei sempre più sciabolati MGMT. Una enigmatica e morbosa via di mezzo tra Cronenberg, Lynch e il Rocky Horror Picture Show. I fan si sono sbizzarriti a scovare e interpretare riferimenti nascosti, dai cartelli stradali sullo sfondo alla "electric eel" (eh? colto l'allusione?) che viene estratta da Ben Goldwasser (sarebbe una metafora della liberazione dal proprio passato di band... uhm...).
Ma quello che mi ha incuriosito di più è stato il commento di Matteo, che ha segnalato una citazione da Black Hole di Charles Burns (vedi tavola).
Così ho subito chiesto un parere al nostro Emanuele EhiUomo!, il mio consulente personale per tutto quel che riguarda i fumetti.
Non so se parlerei proprio di una citazione, certo è che lo spunto della bocca sul collo è di sicuro un riferimento a Black Hole. Ma non c'è molto altro. In Black Hole le diverse mutazioni che subiscono i protagonisti, tutti adolescenti, sono dovute a una malattia che si trasmette sessualmente (non tutti hanno la bocca, c'è la ragazza con la coda, chi perde la pelle...). La cosa affascinante e respingente di quel fumetto forse sono proprio i sentimenti contrastanti che genera la malattia. I ragazzi ancora sani sono consapevoli del rischio, ma non sempre riescono a resistere ai richiami della carnalità, anzi la mutazione diventa un richiamo sessuale essa stessa. È un fumetto davvero strano, ipnotico, coinvolgente, ma anche estremamente glaciale e disturbante, per il suo modo di entrare dentro le pulsioni adolescenziali, dentro la società di provincia americana. Gli adulti compaiono poco in proporzione ai ragazzi, altra differenza con il video degli MGMT, dove "lo strano" è un solo individuo, e la sua diversità viene comunque estirpata. In Black Hole il malessere scorre sotterraneo, e non c'è salvezza, al massimo la fuga, o l'accettazione.

>>>(mp3): MGMT - Flash Delirium

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