martedì 29 dicembre 2009

"The art is in the selling"


Arrivati a questo punto, ne avrete ormai abbastanza delle classifiche dei dischi di fine anno. Un'ultima segnalazione, però, mi pare il caso di farla: la settimana scorsa Matthew Perpetua ha postato un interessante confronto fra la Top10 di Pitchfork e le vendite reali degli album. Si tratta - forse non troppo a sorpresa - di cifre abbastanza considerevoli. Qui stiamo a parlare tanto di nicchia, di fine del mercato, e poi nei primi dieci posti di una classifica presa più o meno a riferimento da tutti, il disco che ha venduto di meno, quello dei Girls, (uscito comunque nella seconda parte dell'anno), ha fatto 19 mila copie. I "campioni" dell'indie del 2009, gli Animal Collective, 131 mila; i Grizzly Bear mille in più. L'abbattimento delle differenze tra quello che una volta si chiamava underground e quello che si crede mainstream è anche (o soprattutto?) una questione di soldi.

>>>(mp3): The Sound - Music Business

(grazie a Jonathan per il link - foto di Chiara)

5 commenti:

JR ha detto...

la cosa impressionante è un gruppo francese che canta in inglese e vende in tutto il mondo.

noi continuiamo a giustificarci con il fatto che il rock e' culturalmente distante dallo spirito italiano.

ramjac ha detto...

Non si capisce se sono vendite di cd/lp o nel numero sono compresi anche gli mp3.

Se sono compresi i download, a me sembrano numeri considerevolmente bassi, a parte qualche eccezione.

e. ha detto...

Jukka: forse è lo spirito italiano che è culturalmente distante un po' da tutto?

Ramjac: ci avevo pensato anch'io, ho guardato un po' su google e mi pare d'aver capito che non siano comprese le vendite digitali, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

a. ha detto...

però non mi sembrano cifre da far tremare le gambe, purtroppo

interessante tra i commenti al post questa nota: you have to consider the amount of money that has gone into selling that many Phoenix, Raekwon, YYYs, Passion Pit, etc albums. the major labels can spend like the wind (say with promo costs of $6-8 a unit) vs. those titles above that are on indies (which will try to keep a promo spend sub $2-4 a unit).

e. ha detto...

No, le cifre non sono da miliardari, e sarebbe interessante anche capire se rappresentano una tendenza crescente oppure no. Però visto che parli di promozione, secondo me sono comunque notevoli per il tipo di diffusione e target che questi dischi hanno (ovvero un pubblico che sa come procurarsi i dischi senza pagare).

ps: I commenti al post di Perpetua sono quasi tutti interessanti, mentre in giro per la rete non ho visto articoli rilevanti che riprendevano la discussione.