mercoledì 25 novembre 2009

"Inebriato dal potere e da una vocazione messianica un po' hard degna dei pre-Matia Bazar"

La discussione intorno alla copertina di Rolling Stone mi sembra abbastanza mortificante. Si può dire che ci sono tutte le ragioni per indignarsi, così come si può dire che in realtà quell'immagine è già dissacrante di per sé; si possono sottolineare i passaggi più ironici dei vari editoriali impegnati a sostenere la paradossale tesi che Berlusconi sia la rockstar dell'anno (firmati da nomi quali Vincenzo Cerami, Silvia Ballestra, Stefano Pistolini, Alberto Piccinini e Francesco Bonami, oltre a quello del direttore Carlo Antonelli), così come si può notare quanto sappia di stantio l'intera faccenda.
Preso atto di tutto, lette le varie voci, e sperando di cogliere il messaggio in maniera meno grossolana di quella di un lettore del Giornale (e non solo), mi resta ancora la domanda: "perché?".
Per far parlare di sé? Per vendere più copie? Sarebbe una strategia di così breve respiro che non è possibile credere l'abbiano pensata.
E quindi? Era solo una battuta o si vuole sul serio utilizzare una forma di cultura popolare come metro per misurare il disastro di questo Paese? E a che scopo?
A un certo punto la Ballestra scrive di provare "nausea per l'invadenza nelle nostre vite di un certo tipino fino che continua a spuntare dai posti inaspettati". Leggendola non ho potuto fare a meno di pensare proprio al numero di Rolling Stone che avevo tra le mani, il quale sembra giocare la mossa della "denuncia" di tale invadenza e poi la asseconda con clamore.

update: Una bella analisi su Buoni Presagi.
update 2: Il commento di Fabio De Luca

18 commenti:

and ha detto...

che altro aspettarsi da un giornale come Rockstar?

Anonimo ha detto...

State tutti ingigantendo una cosa veramente piccola che non conta niente. A chi interessano ancora questo tipo di riviste?

and ha detto...

che non conti niente, hai ragione.

ma per uno come me, che ama di più la carta che internet, è un bel problema non avere nulla o così poco da leggere in edicola.

e. ha detto...

And, per quanto mi riguarda non è vero che non conti niente. E come (piccola piccolissima) parte in causa, la cosa mi coinvolge. Altrimenti non mi sarei andato a leggere un po' di post in giro e non avrei cercato di scriverci due righe. A dire il vero non mi sono fatto una grande idea, se non che quella copertina se la potevano risparmiare. Forse non è una riflessione molto profonda, ma oggi la sento così.
ciao, e.

and ha detto...

lo so bene. ma da un giornale del genere ci si può aspettare anche di peggio, oh no? poi lo so che sei coinvolto ma forse il problema è a monte, insito proprio nel giornale.

e. ha detto...

Sì il mio ragionamento era "da un giornale del genere ci si può aspettare anche di meglio", e per molti motivi diversi :-)
ciao, e.

leonardo ha detto...

La cosa che mi incuriosisce, più della polemica della scelta, è che tanti siano ancora così legati al concetto di "rockstar".

Voglio dire che uno che legge polaroid e simili, dove si propone l'ascolto di un certo tipo di musicisti, mi sembra davvero molto lontano dal mito della rockstar classica, il canone elvis-lennon-dylan-bowie, per intenderci.

A parte che il canone era già discutibile in sé; che poi col punk è andato a brandelli; che è stato ricostruito da gente comunque interessante ma tutto sommato non molto interessante per i lettori di polaroid (parliamo mai di u2 o di Springsteen o per dire della Whinehouse? Dico, a parte Valido che comunque è uno che lavora sulle icone, ma noialtri non siamo quelli che preferiscono ascoltare musica suonata approssimativamente da gente che è impazzita prima di avere successo o che dopo tre dischi meravigliosi e sconosciuti ha aperto una rosticceria?)

E allora, sul serio, se Rolling Stone avesse nominato Berlusconi coleottero dell'anno io non mi sentirei emotivamente molto più turbato. Non ho niente contro le rockstar e i coleotteri, forse anni fa mi davano un certo fastidio ma ormai mi lasciano indifferente.

Cioè, forse è il solito problema che sono il più vecchio della cumpa e ormai sragiono sulla panchina, in tal caso non replicate, fate finta di niente.

mitaperecorder ha detto...

Vabbe', ma il nuovo album dei Club quando cavolo esce..

mytaperecorder ha detto...

ovviamente parlavo dei Club8...

Anonimo ha detto...

Berlusconi è uno che sta trascinando nella merda il Paese e sta condannando alla Tristezza Eterna chi non la pensa come lui. E allora come si può "prenderla in ridere" come fa Mr.Antonelli? Che poi, gli addetti ai lavori sanno che quest'uomo, pur avendo matrici culturali di sinistra, c'è stato un momento(quando era l'uomo "stava dietro Bocelli")che era molto stimato negli ambienti forzitalioti (memorabile una sua intervista in ginocchio al fetido Carlo Rossella!). Comunque sia, non capisco questa voglia, dopo fatta la frittata, di MINIMIZZARE, della serie cosa vuoi che sia etc etc. Con buona pace degli intellettuali e dei giornalisti fighi che su Rolling Stone ci scrivono per la pagnotta. Secondo me adesso certi giornalisti dovrebbero farsi un "esamino" e DISSOCIARSI da quel direttore (persona che ho sempre trovato "poco chiara" sin da quando lo vedevo ai dibattiti del vecchio MEI alla Fortezza da Basso a Firenze: lui sempre ridanciano e ambiguo, proprio come i suoi editoriali sul suo mensile, fulgidi esempi di cerchiobottismo rock e non solo rock..)
Antonelli, stavolta è una furbata dal fiato corto. Le luci della ribalta dei Tg in più, qualche copia venduta in più...e qualche grammo di dignità in meno. Meno male che Silvio c'è (per Rolling Stone).

e. ha detto...

Leo: ma infatti a me non ha dato fastidio la parola "rockstar", quanto il resto. Cioè tipo anche "Berlusconi è stato il Berlusconi dell'anno" ci avrebbe ricordato che la sua figura ha occupato ogni categoria e ogni nostro tempo. Cosa che si può e si deve anche denunciare, ma RS questa volta l'ha fatto in un modo che (anche dopo il ragionamento di Fabio De Luca) continuo a sentire antipatico a pelle, ambiguo, poco - per così dire - rock'n'roll.
ciao, e.

and ha detto...

"Nella storia dell'umanità non c'era mai stato nulla, dopo la divinizzazione dei faraoni nell'Antico Egitto, di paragonabile al culto che la gioventù europea e americana dedicava alle rock star. "
(Michel Houellebecq)

Dr Kiko ha detto...

nel tuo breve commento hai spiegato tutto. per il resto ho visto le solite pippe dialettiche di pseudo-giornalisti musicali (perche' esiste ancora qualcuno in italia che campa di musica???)..... continuassero a masturbarsi su blog e giornaletti. noi pensiamo all'atp ora...

Minchialdo ha detto...

Sei riuscito a non prendere una posizione e (peggio) a non dire nulla per più o meno trenta righe: un record.
Paura che Rolling Stone non ti faccia più scrivere se dici qualcosa di sbagliato?

e. ha detto...

Minchialdo, leggi meglio, c'è scritto che non mi piace.
ciao, e.

Anonimo ha detto...

Sborra.

Anonimo ha detto...

...era un imperativo, un esclamativo, o un presente in terza persona tipo "egli sborra" ?

Anonimo ha detto...

personalmente nella copertina dedicata al Berlusca ci ho letto soprattutto una provocazione, ben riuscita se ha scatenato tutte queste reazioni. L'immagine di Berlusca come oggetto pop, svuotata di ogni significato, e criticata neanche tanto sottilmente.
By the way - anche Time mise in copertina Hitler come uomo dell'anno nel 1936 (mi pare).
Chiudo qui questo diciottesimo commento, messo cosi' anche per scaramanzia. Saluti dal Belgio,
Alessio