lunedì 30 giugno 2008

Stockholm syndrome
«We like you Swedes. You are Communists. You're not part of the NATO. You've never had war on China, and you have wonderful melodies in songs».
Il migliore articolo che mi sia mai capitato di leggere sulla scena musicale svedese e sulle ragioni della sua prosperità.
Adam Sachs della rivista Spin analizza il successo di un mercato musicale, andando a vedere dove e come si decide che un mercato esiste, ovvero nei Ministeri e nelle sedi delle Agenzie governative.
Senza però dimenticare che "it's the music that will stand on its own", e che alla fine si tratta di "come" far arrivare alla gente band come Knife, Shout Out Louds o Loney Dear.

>>>(mp3): The Last Party - Come Back To Stockhom
>>>(mp3): Most Valuable Players - Stockholm Doesn't Belong To Me (Viktor Sjöberg remix)

2 commenti:

a. ha detto...

nell'articolo si dice che la fotta di esportare la musica viene da un mercato interno molto piccolo. peggio di quello italiano insomma. il fatto che poi noi si riesca ad esportare in spagna e america latina sarà la spiegazione del perchè ci concentriamo sulla musica di merda invece che su qualcosa di sensato?

e. ha detto...

Non riesco a immaginare quali disastri potrebbero succedere se provassimo a replicare un sistema del genre in Italia.