venerdì 20 giugno 2008

Hurricane Kids



Il caso Black Kids è emblematico di questi tempi.
Hype esagerato l'anno scorso sulla scorta di un solo ep digitale di quattro pezzi, entusiasmo già smorzatissimo quando viene annunciata la lussuosa collaborazione con Bernard Butler, e backlash a piena potenza quando esce il mediocre video tratto dall'inno I'm Not Gonna Teach Your Boyfriend How To Dance With You. Il relativo singolo, primo prodotto su supporto fisico dei cinque ragazzi di Jacksonville, viene stampato nelle ormai canoniche tre/quattro versioni diverse mangiasoldi, e da queste parti campeggia il poster un po' ovunque. Insomma, ho visto puristi perdere interesse per molto meno. E l'album esce solo a luglio...
Comunque: il sottoscritto li aveva già assaggiati nel dicembre scorso in un piccolo pub di Holloway Road, ma era decisamente il caso di ricontrollare la situazione.

Lo show di mercoledì all'ULU, capienza 1100 persone, era esaurito già da prima che nascessero i dilemmi cool/non cool, ma il pubblico è visibilmente del tipo che va riconquistato quasi da zero.
Il primo pezzo è accolto con freddezza.
Il secondo è Hit The Heartbrakes: suono finalmente bello pieno, una bomba.
Il terzo è di nuovo accolto con imbarazzante gelo, nonostante il reparto femminile tenti attivamente di coinvolgere la folla con qualche coreografia standard.
Il quarto è I've Understimated My Charm (Again): un'altra bomba eseguita impeccabilmente. Qualcosa inizia a cedere.
Il quinto è ancora inedito.
Il sesto è Hurricane Jane, e la gente inizia finalmente a scatenarsi sul serio. Reggie acquista sempre più confidenza, ma è soprattutto sua sorella Ali a prendere in mano la situazione piazzandosi di prepotenza al centro del palco a ballare e provocare con l'occhio di chi la sa più lunga di quello che voleva farti credere.
Segue un'altro paio di pezzi nuovi, poi entra a sorpresa Bernard Butler in persona, annunciato da un emozionato Reggie che mette decisamente a tacere certe vecchie voci destabilizzanti.
Al turno di INGTYBHTDWY (è eccessivamente lungo pure l'acronimo...) la situazione è questa:



Tempo per un altro pezzo, per un totale di undici, e tutti a casa sudatissimi, mentre i buttafuori sedano una rissa scoppiata durante il pogo.
Da imbarazzante gelo a trionfante caos in 40 minuti.

Verdetto: cool? uncool? Se questo tipo discorso vi interessa, mi sa che le cose saranno schizofrenicamente altalenanti ancora per un po'.
Ma da quello che ho sentito, l'imminente Partie Traumatic (Almost Gold UK / Columbia US) è almeno per 3/4 un album da potenziale top ten, con parecchie influenze soul/disco 70s, in cui INGTYB (...) - che personalmente ho sempre trovato moscia e fin troppo ruffiana - suona fortunatamente come caso stilistico a parte. Al che Mr. Butler era davvero l'uomo perfetto per il lavoro.
Ultima nota per Ali Youngblood, una Beth Ditto meno scriteriata e più panterona, che ci mette un po' a scaldarsi ma quando lo fa mina ogni certezza. Qui lo dico e qui lo nego. Ma fate in modo di vederli quando vi degneranno della loro presenza.

>>>(video): Hurricane Jane
>>>(mp3): Hurricane Jane (Cansecos remix)

2 commenti:

Sara ha detto...

ma quale pub di holloway road, il big red?

Valido ha detto...

No, il Nambucca