venerdì 23 febbraio 2007

Quasi in tour con Uzi & Ari

 Uzi & Ari Per una curiosa coincidenza mi troverò a mettere i dischi dopo i concerti di Uzi & Ari sia questa sera qui a Bologna, a Villa Serena, all'interno della rassegna Murato, sia domani a Modena, al Vibra.
Così in questi giorni ho ascoltato a lungo It is Freezing Out, ultimo lavoro della band di Salt Lake City, pubblicato dalla piccola etichetta Crying Girl.
Ero partito con un po' di diffidenza, dato che il termine di paragone più ricorrente nelle recensioni del gruppo sono i Radiohead, per quanto quelli epoca Kid A. E invece mi sono dovuto ricredere, e quasi senza accorgemene mi sono ritrovato a seguire la voce dolente di Ben Shepard, con l'occasionale contrappunto di quella della bassista Catherine Worsham, anche lungo i suoi sentieri più cupi.
Sarà che la sensibilità di fondo di Uzi & Ari mi pare resti comunque folk, per quanto un folk oramai sradicato. Sarà che provengono dallo Utah, e da quelle parti l'elettronica minima e i glitch che costellano queste canzoni, io me li immagino prodotti di quegli spazi sconfinati e desolati, suono da pali del telegrafo abbandonati più che da laptop.
Forse potrà sembrare poco allegro, ma quello di Uzi & Ari è davvero un bel modo di coniugare cantutorato classico con forme più contemporanee e sperimentali. Mountain/Molehill per esempio, suona quasi come una versione acustica dei Postal Service, mentre in altri momenti (nella traccia d'apertura, o in Trainwreck, per esempio) prevalgono gli aspetti più acustici, sempre di grande intensità.
Come tutto questo, infine, possa conciliarsi con la scelta di un nome quale "Uzi & Ari", ovvero quello dei due fratellini in perenne tuta da jogging rossa, perseguitati dal padre, Ben Stiller, nel film The Royal Tenembaums, non è dato sapere. Ma conto di scoprirlo in questo weekend tra Bologna e Modena.


Asleep In Armor (directed by James Barlow, 2007)


>>>(mp3) Don't Black Out

N.B.: Tra l'altro, il concerto di questa sera a Murato vedrà in apertura i nostri amati Amycanbe, da Ravenna (il nuovo sito è veramente bello). Imperdibili come sempre. Ci si vede a banco.


Update del mattino dopo: ma quali Radiohead, ma quale folk, io non capisco niente di musica, so solo che è stato un gran concerto, il nome che ho avuto in mente tutto il tempo era quello dei Broken Social Scene, e nelle cavalcate strumentali del finale anche quello dei loro progenitori Do Make Say Think. Ma davvero, che bel concerto questi Uzi & Ari, "tight" e per niente autoindulgente. Questa sera a Modena non perdeteveli, e non fate come sempre, che state a sei metri dal palco, stavolta avete anche un buon motivo, ovvero Catherine, che qui e là canta e dovrebbe farlo più spesso.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

"si spostano a tratti dal settore Byrne a quello Thom Yorke (cosa che per me non rappresenta un miglioramento)"

"Ero partito con un po' di diffidenza, dato che il termine di paragone più ricorrente nelle recensioni del gruppo sono i Radiohead,"

ti piacciono molto i radiohead eh?

mario

ebi ha detto...

Beh non è che ne abbia mai fatto un segreto.
Visto che però tutto il mondo li ama, temo sia un problema mio.
Magari li capirò fra vent'anni, ma per ora resto un po' allergico, sorry.

Anonimo ha detto...

non è un problema, anzi è interessante
pensa che un mio amico, come me cinefilo, detesta kubrick.l'ho sempre conisiderato un segno di carattere, anche se io kubrick invece lo adoro. come i radiohead del resto.

belzebù ha detto...

un commento un po' fuori tema: scusa ebi, ma tu che sei una blogstar, perchè linki una lagna come Alinola?

ebi ha detto...

Vedi caro anonimo, una cosa bella dei primi blog era che si usava scambiare link anche solo per cortesia. Cioè, si era così pochi che quando qualcuno ti linkava, anche se sconosciuto, tu facevi altrettanto.
Sembrava, e mi sembra tuttora, una piccola gentilezza senza alcuno sforzo, e per quanto possibile, cerco di portare avanti l'abitudine. L'unico filtro è la stupidità, o la decenza.

Un'altra cosa bella, dei primi blog, era che non avevano i commenti. Soprattutto come questi.

Anonimo ha detto...

Con la sola eccezione del primo (e, quando sono di buon umore, del secondo) album, i Radiohead non hanno mai detto un granchè neppure a me.
Si tratta solamente di uno di quei gruppi che continuano a riproporre la stessa cosa e dei quali, purtuttavia, per qualche motivo che mi sfugge (oltre che, naturalmente, grazie alla presunta autorità di certe "icone" della critica musicale, nostrana e non), è proibito dir male.

Tim Dropday ha detto...

Ero presente a Villa Serena ed è stata una bellissima serata di musica. Avevo sentito qualche canzone degli Uzi & Ari ed è chiaro, a sentire 'Don't Black Out' il paragone con i Radiohead viene quasi naturale, considerando il timbro vocale. Poi si scopre che non è tutto così. Ad esempio le suite strumentali post-rock alla Mogwai non me le aspettavo. Avessi saputo prima che suonavano anche qui a Modena sarei venuto, ma evidentemente non è destino che riesca a venire alle serate del Vibra.
E poi finalmente ho potuto apprezzare gli Amycanbe, un gruppo meraviglioso che se non ne avessi letto su questo blog probabilmente non avrei conosciuto. Francesca poi è adorabile con quello sgambettìo discreto sul palco.

Anonimo ha detto...

Omaggio a Bon Jovi



Sarà il giornalista Antonello de Pierro, direttore di Italymedia.it e noto conduttore radiofonico di Radio Roma a presentare sabato 17 marzo 2007 presso Stazione Birra a Morena (Roma) alle ore 22.00, con l’esibizione degli Shock Rock Band: http://www.shockrockband.com (official italian Bon Jovi Tribute), il Bon Jovi celebration, per festeggiare insieme a tutti i fans + di 20 anni di carriera della straordinaria band americana che ancora richiama migliaia di persone sugli spalti provocando emozioni Il gruppo piacentino chiama a raccolta tutti i fans del cowboy del New Jersey per una serata tributo, evento unico nel suo genere per unire i supporter bonjoviani della capitale e di tutta Italia. Il locale, rinomato palcoscenico romano x live performance, verra’ allestito a tema e dedicherà l’intera serata live al Bon Jovi Celebration, in attesa del nuovo album previsto per la primavera, seguira’ discoteca per coloro che vorranno trattenersi. Consigliato look country e tanto entusiasmo e partecipazione!!

costo del biglietto € 5,00 compresa consumazione e proseguimento della serata.

lunarpunk ha detto...

ma nel filtro decenza passa la cover band dei Bon Jovi? MAH

ebi ha detto...

Tim: sono contento ti siano piaciuti Uzi & Ari (ieri sera a Modena un ottimo set ha confermato il valore della band), e che anche tu abbia finalmente scoperto gli Amycanbe. I ragazzi migliorano ogni volta che li vedo, vedi i pezzi nuovi che hanno fatto venerdì. E sì, Francesca è proprio adorabile :)

Anonimo bonjoviano: sei simpatico e non ti cancello il commento totalmente fuori luogo. Ma sai che 5 euro per "il proseguimento della serata" è proprio un'idea grandiosa?

Lunarpunk: sveglia!

bollA ha detto...

li ho visti ieri alla casa139...concerto stupendo, veramente... un impatto scenico notevole... si "lamentavano" del fatto che a modena abbiano scoperto cosa è la GRAPPA...