giovedì 27 dicembre 2007

Slagsmålsklubben in Italia!

Finite le feste, passato il Natale-con-i-tuoi, basta con le cover indie di stagione e le compilation da scaricare: è tempo di lanciarsi nei riti pagani per il trapasso dell'anno. E per me non c'è modo migliore di propiziarli che nella baraonda nordica portata dagli Slagsmålsklubben, in tour in questi giorni in Italia e in arrivo al Bronson di Ravenna sabato 29 dicembre.
La band, che si divide tra Malmö e Berlino, prende il nome dalla traduzione svedese di "Fight Club" ed è composta (più o meno) da sei elementi e un numero incalcolabile di synth analogici, drum machine, consolle per videogiochi e birre.
Suonano quell'elettronica di solito definita 8bit o bitpop ma in realtà, soprattutto dal vivo, diventano qualcosa che si spinge parecchio oltre, verso la techno, il coro da stadio, il punk e la polka.
Slagsmalsklubben - Boss For LeaderGli SMK sono in giro dal 2001 e per dire quanto sono legato a questi sciabolati che suonano blip blip, uno dei loro innumerevoli progetti paralleli, i 50 Hertz, quelli con l'impeccabile "look da tennista Anni Settanta", furono il primo gruppo che vidi sul palco alla mia prima edizione di Emmaboda. E la gente intorno era totalmente impazzita.
Se volete farvi un'idea di cosa accadrà sabato al Bronson, qui trovate in download una live session registrata lo scorso aprile per la radio di Göteborg SRP3, qui potete vedere com'è stato il release party per l'ultimo album Boss For Leader al Debaser di Stoccolma, mentre qui c'è il video dove lo spilungone Frej collassa durante un'intervista.

Ad aprire la serata, arriverà il nostro Calorifer Is Very Hot, per presentare il debutto Marzipan In Zurich, e a seguire ci sarò anch'io a mettere un po' di dischi.
Ci si vede a banco!

>>>(mp3): Malmö Beach Night Party
>>>(mp3): Övningsköra
>>>(video): His Morning Promenade


(pic by tinamaria)

venerdì 21 dicembre 2007

"It feels like Christmas once again"

Già vedo le luci colorate tutte intorno al mixer, le stelle appese ai microfoni, i calici colmi, il panettone e il Pan di Natale, tutti i nostri dischi sparpagliati...
Questa sera a partire dalle nove, sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (anche in streaming), la classica ultima puntata dell'anno di polaroid: canzoni natalizie, amici lontani che telefonano per fare gli auguri, amici che vengono a trovarci negli studi di Via Berretta Rossa e si raccolgono vicino al camino acceso per guardare ancora una volta la videocassetta di Harry ti presento Sally.

Vi ricordo anche un po' di appuntamenti per i prossimi giorni: domani arrivano le Plastiscines al Bronson, domenica 23 c'è la festa per The Calorifer Is Very Hot al Mattatoyo Club, e la sera del 26 dicembre tornano gli Igloo Party (la mappa è qui), questa volta con il sottoscritto a mettere dischi dopo i concerti, anche se credo che il meglio arriverà dalle cucine, dove supereroi indie e jet set della Bassa si cimenteranno in epiche imprese gastronomiche.

Visto che Natale ci ricorda, fra le altre cose, che "l'Amore è tutto", vi saluto con un pezzo dal prossimo album di remix dei Love Is All, per nulla di stagione ma che probabilmente consumerò durante le feste, quando mi augurerò di essere proprio "busy doing nothing". Se poi volete qualcosa di ancora più corposo, vi consiglio il Fare$oldi Christmas Mix.
Buon Natale a tutti!


>>>(mp3) Harry Connick Jr., It Had To Be You (Instrumental Trio)
>>>(mp3) Love Is All - Busy Doing Nothing (Tapedecic Remix)
>>>(mp3) His Clancyness - Buying Pine Scents

giovedì 20 dicembre 2007

O Holy Night

Per chi ha bisogno di un poco di quiete in questi frenetici giorni prima di Natale, tra le decine di canzoni di stagione che compaiono ogni minuto in rete (la Filthy Little Angels come al solito esagera e spara una tripla compilation con 60 tracce in free download), posso consigliare due cover del classico brano O Holy Night.

La prima è a cura di Theoretical Girl, curioso progetto solista di una elegante fanciulla britannica che ha mostrato sia una propensione per una sorta di folk da cameretta, sia per un'elettronica abbastanza dark e fai-da-te.
Questa sua rilettura di O Holy Night è quanto di più tradizionale e soave ci si potrebbe aspettare.

La seconda versione è del trio svedese dei Detektivbyrån, al momento alle prese con le registrazioni dell'album di debutto (come documenta questo fantastico video).
Il loro sound, in bilico tra Yann Tiersen e un glitch capace di dilatazioni post-rock, qui si fa ancora più minuto e rarefatto, e si dissolve in una ninna nanna di campanelli e fiocchi di neve.

>>>(mp3) Theoretical Girl - O Holy Night
>>>(mp3) Detektivbyrån - O Helga Natt


ps: e non dimenticate che l'ultimo sette pollici dei Detektivbyrån (in split con gli Hemstad) lo trovate su Black Kitten Records!

martedì 18 dicembre 2007

Single is the new together

Look See ProofCerti giorni, mentre lavori da solo chiuso dentro le tue cuffie, tutto quello di cui hai voglia è soltanto un'altra band veloce, con chitarre affilate e jeans stretti, melodie dispiegate in cori à la Futureheads e cardigan del nonno d'ordinanza.
Tutto sommato la musica fa buona compagnia e tu, in fondo, vorresti distrattamente essere un po' come loro.
Quelli di oggi si chiamano Look See Proof, provengono dalla contea dell'Hertfordshire, nel sud della Gran Bretagna, e si sono formati nemmeno due anni fa. Hanno all'attivo un paio di singoli su Tigertrap e uno su Weekender, etichetta che pubblicherà anche il loro album d'esordio nei primi mesi dell'anno prossimo.
Hanno diviso palchi con Gossip e Foals, si sono guadagnati un'apparizione all'ultimo Glastonbury e Steve Lamacq della BBC li ha già invitati per un live negli storici studi di Maida Vale.
Potrebbero piacere parecchio ai fan di Wombats e Fratellis. Secondo me sono abbastanza divertenti, hanno quei tre quattro pezzi che varrebbe la pena provare in pista, e almeno un titolo buono da scrivere sulle magliette.


>>>(mp3) Casualty
>>>(mp3) Single Is the New Together

lunedì 17 dicembre 2007

A polaroid for Christmas
(bonus track #1)

"...and I don't need a car, I just walk till the bar..."

venerdì 14 dicembre 2007

giovedì 13 dicembre 2007

A polaroid for Christmas


A polaroid for Christmas
La mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Quest'anno anche polaroid ha deciso di entrare subito nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo.
Ho chiamato un po' di amici e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutte le band e i musicisti che hanno partecipato, qui sotto trovate i link, sono stati fantastici. Grazie anche a Valido, che ha preparato un artwork davvero appropriato.
Lo zip completo con l'ep e le copertine lo trovate qui.
Spero che vi piaccia. È una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.


1. Le Man Avec Les Lunettes - In All the Christmas Trees
2. Stars In Coma - Holiday Breakdown
3. My Awesome Mixtape - London Bridge at Christmas Time
4. Indurain - If I Had A Film
5. Banjo Or Freakout - Blue Christmas
6. His Clancyness - Buying Pine Scents

La nostra Classifica dei Dischi del 2007

L'altra sera, in radio, mi è venuto in mente che le classifiche dei dischi dell'anno stanno all'epoca dei blog un po' come i vecchi "nastroni" agli anni dell'adolescenza.
Ci sono dentro piccole e consolanti ritualità, c'è il desiderio di specchiarsi in un ritratto, e al tempo stesso c'è la voglia di trasmettere qualcosa che pretendiamo essere originale e di coinvolgere qualcuno in qualcosa che ci piace.
Qui a polaroid le classifiche sono sempre state un piccolo diario abbastanza personale, non certo la smania di dare giudizi su tutto ciò che è uscito nel corso dell'anno. Assomigliano a una scusa per andare a ritrovarsi negli archivi, per vedere cosa abbiamo dimenticato di noi stessi, recuperando imbarazzi e sorrisi.
Qui sotto c'è la classifica dei due conduttori: entrando, sulla sinistra LaFagotta e, proprio di fronte, il sottoscritto.
La puntata in cui l'abbiamo suonata e brindata alla radio è qui.


10. JUSTICE, †
Semplicemente il disco più tamarro dell'anno, opera di recupero indiscriminato, una valanga di bassi grassi e con un inconfondibile French Touch.

9.
BAND OF HORSES, Cease to Begin
I Band Of Horses sono tristi e banali, come la vita. E per questo li amo, incondizionatamente. A marzo saranno in tour in Europa. Imperdibili.

8.
THE CLIENTELE, God Save the Clientele
Le crepuscolari canzoni dei Clientele si muovono in un'atmosfera sospesa tra realtà e sogno, come le giornate di sole e salsedine che hanno accarezzato la mia estate.

7.
BEIRUT, The Flying Club Cup
La musica dei Beirut lascia in molti perplessi. Poi arrivano i valzer, gocce di pioggia parigina, cerchi di vino sul legno dei tavoli, il cantato solenne di Zach Condon e ogni dubbio svanisce. Talento puro.

6.
ISABEL AT SUNSET, Meet The Gang!
Lo spassionato ed esplicito tributo ad una delle band più infuenti degli Anni Novanta. Da Parma, un disco pensato con tutto l'amore per la musica dei Pavement.

5.
FEIST, The Reminder
Il caldo timbro di Feist racconta del gioco dei sentimenti. Per chi ha amato
Let It Die, la conferma di un delicato intimismo.

4.
JENS LEKMAN, Night Falls Over Kortedala
Uno che scrive canzoni così vorresti averlo come amico, più che nelle cuffie del tuo lettore. Per giocare con ironia sulle proprie melancolie e sorridere a ogni inciampo.

3.
WILCO, Sky Blue Sky
Un disco dalla sincerità disarmante, che racconta una quiete solo apparente. Amarezza, rimpianti e fallimenti che scuotono ad ogni ascolto, anche senza le genialate di Jim O'Rourke.

2.
SHOUT OUT LOUDS, Our Ill Wills
Il disco più cantato dell'anno. Canzoni dirette come schiaffi ben assestati, Cure come se piovesse e le gambe che non smettono di ballare dall'inizio alla fine.

1.
ANDREW BIRD, Armchair Apocrypha
Uscito a marzo, è il primo colpo di fulmine dell'anno. Questo disco è la manifestazione evidente di una classe infinita.
Scythian Empire la fischietterò da qui all'eternità.

10. MY AWESOME MIXTAPE, My Lonely and Sad Waterloo
Impossibile per me chiudere l'anno senza ricordare con un sorriso questa band che abbiamo visto crescere sotto i nostri occhi. Il 2007 è una promessa da mantenere. (link + mp3 live 1, 2)

9. LUCKY SOUL - The Great Unwanted
L'eleganza smagliante di Ali Howard e dei suoi amici in cravatta, per la mia festa ideale, tra Northern Soul e Phil Spector. (link: 1, 2)

8. OF MONTREAL, Hissing Fauna, Are You the Destroyer?
Il mio disco filosofico del 2007: psichedelia, glam, riflessioni sulla depressione e pungente disincanto pop.

7. PANTS YELL!, Allison Statton
Enigmatici appunti mentali su tristezza e solitudine sulle consuete e scarne jangling guitars del trio di Boston, condite da occasionali arrangiamenti di fiati. Perfetto.

6. SETTLEFISH, Oh Dear!
"Oh Dear! non è solo il disco più Pop dei Settlefish, è anche il loro disco più luminoso..." (link + mp3 live: 1, 2)

5. THE CLIENTELE, God Save the Clientele
"In queste quattordici canzoni si respira un'aria di rinascita come non mai, [...]
un album che riconcilia con il mondo". (link)

4. CATS ON FIRE, The Province Complains
Il disco più smithsiano dell'anno. Malinconico e tirato, pieno di scintillanti melodie da cantare anche fuori dalle proverbiali camerette.

3. EX-OTAGO, Tanti saluti
Dire che è stato "il disco dell'estate" sarebbe riduttivo. La delirante genialità del quartetto genovese esprime qui finalmente tutte le sue potenzialità. E poi c'è Amato, il più improbabile dance floor anthem mai sentito dalle nostre parti. (link + mp3 live: 1, 2)

2. SHOUT OUT LOUDS, Our Ill Wills
"Le canzoni di Our Ill Wills catturano un inestricabile groviglio di sentimenti. Non sono soltanto malinconiche. Trattengono un senso di perdita e distanza, ma lo mettono a fuoco nel momento successivo al puro e semplice dolore, quando le cose tornano a essere affrontate, nel loro dovere e nel loro peso". (link: 1, 2)

1. JENS LEKMAN,
Night Falls Over Kortedala

L'epigrafe migliore a tutto il mio 2007: "What's broken can always be fixed / what's fixed will always be broken / You put your arms around me". (link: 1, 2)


lunedì 10 dicembre 2007

It's a long way to the Top Ten of the year

Con la lunga diretta di sabato notte, curata da MAPS, Seconda Visione e da un manipolo di valorosi sciabolati, Città del Capo Radio Metropolitana è ufficialmente entrata nella campagna abbonamenti 2008.
Per tutta la settimana, tra giochi a premi e maratone musicali, l'intero palinsesto sarà messo a soqquadro, fino a culminare nella Festa per i 20 Anni della Radio di domenica 16 dicembre.

Anche noi di polaroid faremo la nostra parte, e invece di andare in onda venerdì, come di consueto, condurremo una puntata speciale di due ore e mezzo questa sera a partire dalle 20.
Sarà l'occasione per liberarci della nostra discutibile, trascurabile, e imprescindibile Classifica dei Dischi dell'Anno.
Stay tuned!
Rinviato il concerto degli Amycanbe

Pare che Paolo, trombettista e chitarrista degli Amycanbe, si sia rotto un braccio sulle piste da sci e quindi il concerto di giovedì al Locomotiv è rimandato. In bocca al lupo a Paolo e speriamo che la band riesca a recuperare presto la data.
Confermata invece la presenza dei Trabant, a questo punto headliner della serata, con un guest da annunciare.
Put the days together, and they start to do some damage

Una generazione passa giornate a compulsare Pitchfork, e quando a meno di un'ora di macchina arrivano i newyorkesi Bishop Allen, tipico esempio di "band da blog", ti trovi davanti un pubblico di neanche quaranta persone.
Lode al Mattatoyo Club di Carpi, in provincia di Modena, che porta avanti una programmazione raffinata e coraggiosa. E lode anche ai Bishop Allen, che dal vivo si sono rivelati molto più asciutti, diretti e tirati rispetto a quanto sentito su disco. Quasi una specie di Band Of Horses più pop, oppure degli Okkervil River senza tormenti.
Coinvolgenti, simpatici e disponibili, non hanno risparmiato le chiacchiere al banchetto del merchandising dopo il concerto. Qui era possibile acquistare, in un colpo solo, tutti e dodici gli ep che nel 2006 la band aveva pubblicato mensilmente sul proprio sito, e che hanno poi costituito l'ossatura dell'ultimo album The Broken String.
Mi sono permesso di scambiare una battuta con il chitarrista Christian Rudder a proposito di hype e di mp3. Con un sorriso, ha risposto circa "sono tutte cose molto belle e utili, ma vedi: questo è vero, ed è meglio". Stava stringendo con una mano la camicia sudata e con l'altra aperta indicava la gente nel locale. Ho mosso il calice a mimare un brindisi e ho ritenuto di non dover aggiungere nulla.

>>>(mp3) Bishop Allen - Middle Management

venerdì 7 dicembre 2007

Trabant live in Bologna!

Per una serie di fortunate coincidenze, la band triestina dei Trabant si è aggiunta in extremis alla serata di giovedì 13 dicembre al Locomotiv Club, che già vedeva in programma gli Amycanbe.
D'accordo, è il double bill più eterogeneo che ci sia, ma non si poteva proprio dire di no alla prima apparizione in città degli autori di Waste of Time.
Entrambe le band hanno pubblicato il loro album d'esordio quest'anno e lo presenteranno in un doppio concerto che per il sottoscritto è già imperdibile.
Dei Trabant avevamo già parlato qui e qui (a suo tempo Inkiostro raccontò il loro "viral marketing", e qualche giorno fa IndieForBunnies li ha intervistati), mentre degli Amycanbe ricordo almeno l'emozionante session acustica in radio che ci avevano regalato giusto un anno fa.
Come sempre, ci si vede a banco.

giovedì 6 dicembre 2007

Benvenuti a bordo!

Quando l'avete visto la primavera scorsa al Motron Festival di Modena lo volevate menare, tanto la sua esibizione era stata imbarazzante.
Adesso Kalle J, giovane produttore di Göteborg, finisce su Pitchfork. Qualcosa non mi torna.
Poco importa: When You See Me è la canzone perfetta per l'ultima notte dell'anno più Yatch che si sia mai visto.
Un pezzo con la permanente. Scintillante disco con palloncini colorati, gonna di tulle e calze di nylon. L'orchestra si alza in piedi mentre noi entriamo in pista e scende una pioggia di coriandoli.
I più attenti riconosceranno Parker Lewis a fare il coro. Gopher, Doc, Isaac, il Capitano e Judy stanno già ballando.

>>>(mp3) Kalle J - When You See Me
L'aria misteriosa
Artemoltobuffa questa sera in concerto al Locomotiv Club

L'inverno non sembra lasciarci più alcuno scampo. La nebbia avvolge le giornate finché non si schiudono al sole, per poi lasciarle ripiombare sotto la stessa trapunta di foschia, poche ore dopo. Ma questa sera al Locomotiv Club di via Serlio siamo pressoché certi che il freddo resterà alla porta. Per la prima volta arriva in città Artemoltobuffa, a presentarci le canzoni lievi e malinconiche su cui molti di noi hanno passato un'estate intera a struggersi. Sì, perché i quadri che Alberto dipinge sulle note sono degli acquerelli dai tratti delicati, a volte dalle linee teneramente goffe e che non nascondono nulla, nemmeno il gioco e l'ironia. Se il precedente lavoro, "Stanotte/Stamattina", sempre per Aiuola Dischi, aveva catapultato i registri della tradizione autorale italiana nei corridoi disordinati di un indie pop sghembo e orientato verso oltre oceano, "L'Aria Misteriosa" abbraccia un concetto di pop un po' più lato e quasi classico, grazie anche alla produzione di Fabio De Min dei Non Voglio Che Clara.
Capita perciò di ritrovarsi a passeggiare, con l'immaginazione, in Piazza San Marco e di sentire nelle orecchie gli echi di Liverpool. Chissà se anche dal palco del Locomotiv si alzeranno "le scintille".


>>>(mp3) Artemoltobuffa - Dove lei passa

mercoledì 5 dicembre 2007

"Quello che hai preso, che hai perso, che sei"

Altro - Aspetto Bob Corn
Mi sarebbe piaciuto trovare il tempo in questi giorni per parlare di due dischi importanti, molto diversi fra loro ma entrambi italiani (ancora! È stata forse una buona annata per la musica di casa nostra?), che sono usciti in queste settimane e che mi hanno fatto davvero buona compagnia.
Li accomuna anche il fatto di essere un terzo lavoro: Aspetto della band marchigiana degli Altro e We Don't Need The Outside del cantautore emiliano Bob Corn.
Poi, quasi contemporaneamente, sono comparse due belle interviste: su Rockit Enver ha incontrato "Tizio", mentre Vitaminic ha pubblicato una conversazione tra Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò e Alessandro Baronciani, e ho pensato che in questo caso le parole migliori per presentare i due album, la consapevolezza di questi gesti musicali, fossero proprio quelle degli stessi autori.
(Ancora sugli Altro: qui, dopo un'intro di Andrea Pomini, c'è un commento traccia per traccia dello stesso Baronciani.)

>>>(mp3):
Altro - Quadro A
Bob Corn - The Hottest Autumn Ever

martedì 4 dicembre 2007

Oh Dear!
Nella puntata di polaroid di venerdì scorso ci sono alcuni momenti vuoti, scambi che si perdono, per nulla radiofonici, che me la rendono ancora più cara. Io ero distratto, dimenticavo tutto, restavo con il bicchiere sollevato a mezz'aria e sorridevo.
Ma dall'altra parte del vetro c'erano i Settlefish, arrivati negli studi di Via Berretta Rossa al gran completo e persino armati di contrabbasso, per fare quattro chiacchiere, brindare al nuovo tour e soprattutto per suonare in versione acustica alcune canzoni dall'ultimo eccezionale album Oh Dear!, presentato ufficialmente la sera dopo con un glorioso concerto da sold out al Locomotiv Club.
Nell'album dei ricordi di questi anni di radio fai da te, venerdì scorso è una pagina speciale.
Un ringraziamento alla band per la disponibilità e alla Fagotta che ha girato questo prezioso video.
Qui trovate la puntata intera (in mp3 e streaming), mentre queste sono le canzoni unplugged che ci hanno regalato:

venerdì 30 novembre 2007

Settlefish VS. polaroid alla radio


Questa sera a partire dalle nove, sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana (anche in streaming), polaroid sarà orgoglioso di ospitare i Settlefish dal vivo.
Parleremo dell'ultimo album Oh Dear!, che sarà presentato ufficialmente domani sera al Locomotiv Club (ad aprire il release party anche il cantautore americano David Singer e i Laser Geyser), e la band bolognese ci regalerà quelche canzone live, in una inedita versione unplugged.
Stay tuned!

>>>(mp3): Settlefish - I Go Quixotic!
Ci si vede a banco

Nelle prossime settimane trovate me e la mia valigia dei dischi qui, oltre che a un botto di concerti.
Per Capodanno non ho ancora deciso, che c'è di bello in giro?

bonust track:
Shinichi Osawa featuring Au Revoir Simone - Star Guitar (Chemical Brothers cover)

giovedì 29 novembre 2007

Polaroids From the Web
We are all waving flags now

- Non fate finta di niente, dicembre è dietro l'angolo ed è quasi stagione di classifiche dei dischi. Ancora una volta, Fimoculous fa da pratico segnalibro delle Top10 di fine anno in giro per la rete (e c'è già Scaruffi!).

- La notizia è di quelle esplosive, almeno per me: uscirà a gennaio un album di remix per i Love Is All. Tra i produttori coinvolti, nomi come Hot Chip, Metronomy e Studio.

- Alistair Fitchet sta raccogliendo su Flickr un set di memorabilia dei Belle and Sebastian.

- L'ultimo progetto di Alessandro Raina, Amor Fou, mi piace meno del suo precedente lavoro Nema Fictzione, però lui resta di sicuro un personaggio con una notevole quantità di cose da dire. Basta prendersi dieci minuti per leggere questa bella intervista curata da Gigi "Sound Verité" sulle pagine di Indie-Eye.

- Sempre Gigi (super!) ha realizzato anche questa video-intervista a Will Sheff degli Okkervil River, pubblicata a piccole pillole quotidiane.

- Degli Okkervil River si occupa anche l'iperattivo MAPS, il nuovo programma di Francesco Locane e Jonathan Clancy, con intervista e video tratto dal recente concerto bolognese.

- Lo stesso Clancy mi ha totalmente contagiato con la fotta per il prossimo disco dei British Sea Power (visti a Bologna e apprezzati parecchio già nel 2003). Do You Like Rock Music? "is the hottest record in the world today" secondo Zane Lowe di BBC Radio1.
Sulle pagine del Guardian i BSP si presentano dichiarando niente meno: "We're hoping our new album might help establish a light/dark index for this era. Ma è noto il curioso senso dello humour della band di Brighton.
Per ora in rete non si trovano un paio di radio rip, già molto promettenti:

>>>(mp3) British Sea Power - Waving Flags (radio rip)

martedì 27 novembre 2007

Shout Out Louds in Italia!

Shout Out LoudsFinalmente la notizia ha avuto conferma ufficiale: Our Ill Wills, il secondo meraviglioso album degli Shout Out Louds vedrà un'edizione italiana all'inizio del 2008.
Il disco sarà infatti ristampato dalla Homesleep Music e uscirà il prossimo 28 gennaio, con l'aggiunta di due bonus track.
Inoltre, dopo più di due anni, la band svedese tornerà finalmente in Italia per presentare l'album con una serie di concerti dal 26 al 29 marzo.


(Quanto abbia amato Our Ill Wills l'ho già scritto a suo tempo. E quanto ritenga formidabili gli Shout Out Louds penso sia evidente dalle playlist di polaroid, almeno dall'estate del 2004 in avanti. E dal vivo sono ancora meglio.
Una volta, con la scusa di un'intervista, ce ne andammo fino a Monaco soltanto per rivederli. L'articolo poi lo intitolammo "It's all about semplicity". Forse non è più così vero, ma resta ancora molto, molto importante.
)


>>>(mp3): Don't Get Yourself Involved (bonus track)
>>>(mp3): Impossible - (e qui il video)

lunedì 26 novembre 2007

The Calorifer Is Very Hot!
Si definisce "an experimental solo project formed by a few people" e il suo album d'esordio, intitolato Marzipan in Zurich, esce su MyHoney Records il primo dicembre.
The Calorifer Is Very Hot è Nicola, già voce degli scardinati Juxtabrunch, in compagnia di Nani ai beat e Cesco il Piccolo Marinaretto. Suona un indiepop storto e stralunato, che si concede spesso accelerazioni punk da cantina e romanticismi da stazione delle corriere.
Salpato dalla mitologica Porto Viro, dopo alcuni passaggi a Modena, Amburgo e Parigi, al momento Nic fa base a New York. Attendiamo a giorni il suo ritorno in patria per l'avvio di un fittissimo Marzipan Tour che si preannuncia etilico e memorabile.
Inoltre, questa settimana, la net label francese Les Diks Qui Sautent metterà in download l'ep My Work Is a Tomb, contenente Slow Motion Dream, primo singolo estratto dal'album, un remix dei Cool Kids Can't Die e un paio di inediti.
Già in agenda, la festa di Natale il 23 dicembre al Mattatoyo di Carpi (MO) e la tappa a Bologna, al Locomotiv Club il 7 febbraio.


>>>(mp3) The Calorifer Is Very Hot - Slow Motion Dream
La differenza tra il sorriso di Matt Berninger e il tuo

Matt Berninger - The National

Ci eravamo ripromessi di non esagerare, ma dopo un concerto del genere era inevitabile farsi prendere la mano.
Così, per chi ne ha voglia, ecco le quattromila battute "circolari" (tutto comincia e finisce con About Today, e non era premeditato) che io e Tomm. ci siamo spartiti dopo il concerto milanese dei National.
Grazie alla Ele per le foto e a Marina per il supporto tecnico.

venerdì 23 novembre 2007

The Brunettes in Italia

Per l'arrivo in Italia dei Brunettes, evento di stagione per l'indiepop di casa nostra, polaroid ospita Enrico, falange britannica della Knifeville, che ci introduce alla band neozelandese.

L'Associazione Culturale Knifeville in collaborazione con MyHoney Records è orgogliosa di presentare al pubblico italiano i neozelandesi The Brunettes, in arrivo per la prima volta in Italia per un breve tour che prevede tre date.
Jonathan Bree e Heather Mansfield vengono da Auckland e, musicalmente parlando, fanno coppia dal 1998. Fin dall'inizio appaiono come qualcosa di paradossale: dolce musica per teenager che incrocia Nancy Sinatra e Lee Hazlewood, Velvet Underground e Shangri-La's, in una scena cittadina dominata dal garage rock psichedelico.
Si godono l'isolamento, razziano negozi di roba usata e ascoltano vecchi 45 giri segnati, sognando di essere altrove, in un'altra epoca.
Dopo tre EP e due formidabili album (Holding Hands, Feeding Ducks e Mars Loves Venus) pubblicati esclusivamente dalla nNeozelandese Lil' Chief Records, il loro ultimo album, Structure & Cosmetics (registrato con il supporto degli Shins tra Auckland, New York, Los Angeles e Portland) viene pubblicato dalla storica label di Seattle Sub Pop.
In tracce come Small Town Crew e Obligatory Road Song la nostalgia di casa è evidente. Ma non è tutta introspezione. Ci sono canzoni che parlano di alieni, idoli dell'adolescenza e prodotti per la cura dei capelli.
E poi c'è Stereo (Mono Mono), storia d'amore fra la cassa destra e quella sinistra del vostro impianto stereo.
In tour girano con una formazione che va dai 6 ai 10 componenti tanto che sul palco vedrete strumenti di ogni genere e forma: marimba, glockenspiel, banjo, trombe, sassofoni, clarinetti e altro ancora.
Se volevate un pop divertente, spensierato ma allo stesso tempo elegante e di classe eccovi serviti!

The Brunettes italian Tour:
23 novembre GENOVA @ Milk + Senpai + Mange-Tout
24 novembre MANIAGO(PN) @ La Cheba + Chris Leo - INGRESSO LIBERO
25 novembre CARPI(MO) @ Mattatoyo - INGRESSO LIBERO

>>>(mp3):
- Stereo (Mono Mono)
- Small Town Crew

giovedì 22 novembre 2007

Serate autunnali

Sopra Bologna è calata quella foschia novembrina che fa rintanare nelle sciarpe e cercare con le mani un'altra tazze di tè.
Arriva giusto in tempo, quindi, anche il doppio concerto di questa sera al Locomotiv Club, che vedrà sul palco gli Annie Hall e gli australiani Aviator Lane, band votate a un pop acustico dal respiro folk particolarmente disteso, perfetto per questa stagione.

I bresciani vengono a presentare il loro bell'album di debutto, quel Cloud Cuckoo Land di cui avevamo già parlato il mese scorso in radio.
In apertura, per la prima volta in Italia, suonerà il duo degli Aviator Lane, già compagno di tour di Low, Jason Molina e Sodastream. Il loro primo ep vedeva la collaborazione anche di Marty Brown degli Art Of Fighing, mentre il successivo album ha messo in evidenza l'amore per un sound alla Arab Strap fatto con molta passione.
Chissà se al Locomotiv servono anche un bel punch caldo.


>>>(mp3):
Annie Hall - Ghost's Legs
Annie Hall - Hugs & Kisses
Aviator Lane - Lengthways We'll Run
Aviator Lane - Sinking From the Corners
Sleep in our clothes and wait for winter to leave

Sono sopravvissuto al concerto dei National. Non ci speravo, o forse speravo il contrario. In ogni caso, a parte un livido che mi sono procurato durante Abel, sto abbastanza bene. Anche il cuore.
Nelle prossime ore, su Vitaminic un po' di parole, foto e filmati.
Adesso no, "my mind's not right... and I'm missing something".

Bonus track:
The National - Abel - (live in Boston, October 26th, 2007)
(thanks to Bradley's Almanac)

mercoledì 21 novembre 2007

No Music Day

Spegnete la radio, fermate i giradischi e mettete in pausa gli iPod: oggi è Il Giorno Senza Musica.
L'idea nasce da Bill Drummond, che qualcuno ricorderà come fondatore dei lontani KLF (Kopyright Liberation Front) e come l'artista che diede fuoco a un milione di sterline.
Qui Drummond racconta le origini dell'iniziativa e qui raccoglie le adesioni della BBC scozzese (che oggi quindi va in onda soltanto in voce).
Un articolo del New York Times inserisce il No Music Day in una prospettiva più storica e "di mercato", mentre Idolator non fa mancare il suo consueto sarcasmo: "if Drummond wants to start a No Blogs Day I'm all for it".
Non credo aderirò al No Music Day, ma parlarne può essere utile. Ed è una buona scusa per tornare ad ascoltare quella 3 A.M. Eternal che dopo quasi vent'anni e decine di remix ancora mi strappa un sorriso. Questo, a fidarsi delle disografie, era il primo demo, mai ufficialmente pubblicato:

>>(mp3) The KLF - 3 A.M. Eternal (White Room demo)
The Clever Square live a polaroid

Mentre i due conduttori si perdono fra "traumi da yatch", Wayfarer e birrette, polaroid alla radio rotola senza alcun controllo. Per fortuna la settimana scorsa c'erano due delle nostre provvidenziali rubriche: I Consigli del Paso, con Aurelio in diretta da Firenze per assistere al concerto degli Okkervil River, e Thanks For The Add con Beatroce, presa al volo in una nottata milanese.
E per fortuna che c'erano i Clever Square, arrivati da Ravenna a regalarci dal vivo qualche canzone del loro folk pop a bassa fedeltà.
Qui trovate il podcast con la puntata intera. Grazie a Hi, Chuck! per le foto.



martedì 20 novembre 2007

"The thing is, I like capitalism"

Non possiedo le competenze politiche e musicali di uno Jukka Reverberi per commentare come si deve l'articolo scritto da Kevin Barnes degli Of Montreal su Stereogum a proposito del vendere la propria musica agli spot commerciali. Ma ho trovato comunque molto interessante la lettura del pezzo.
Per prima cosa mi è sembrato divertente il titolo: quel "Selling Out Isn't Possible" ha una sfumatura di ottimismo e suona al tempo stesso da "fine dei tempi" in maniera davvero azzeccata. Qualcosa del tipo "abbiamo sconfitto il cancro, curato l'AIDS, risolto il problema del petrolio e non è più possibile sputtanarsi con l'indie rock! Yeah!".
Poi c'è questa frase:
«In capitalism, you don't get what you think you deserve though. You get what someone else thinks you deserve. So the trick is to make them think you are worth what you feel you deserve. You deserve a lot, but you'll only get it when you figure out how to manipulate the system.»
Kevin Barnes da sotto il mascherone ha capito qualcosa, e non si preoccupa di passare per cinico. Ha capito che il problema del "backlash", o quello dell'integrità totale a ogni costo, sono falsi problemi (almeno nella grande maggioranza dei casi), impostati da chi non riesce a stare al gioco. Il problema, e lo dice chiaro e tondo, è come un musicista campa oggi e come continuerà a campare domani.
«Selling out, in an artistic sense, is to change one's creative output to fit in with the commercial world. To create phony and insincere art in the hopes of becoming commercially successful. I've never done this and I can't imagine I ever will. I spent seven years not even existing at all in the mainstream world. Now I am being supported and endorsed by it. I know this won't last forever. No one's going to want to use one of my songs in a commercial five years from now, so I've got to take the money while I can.»
Mi pare che tutto ciò sia piuttosto realistico. E il grado di disillusione più o meno amara è bilanciato dal fatto che per Barnes la "sincerità" dell'arte continua a esistere e non ne è sfiorata.

>>>(mp3) DJ STV SLV - Hurricane Chris VS Of Montreal - Hurricane Like A Promethean Chris (grazie a The Hood Internet)


(La discussione sul fatto che "our generation is insanely lazy" alla prossima puntata...)

lunedì 19 novembre 2007

Mani in alto

Cut Off Your Hands
Se qualcuno ha bisogno di una bella scossa per cominciare la settimana la può prendere qui.
Si chiamano Cut Off Your Hands, vengono dalla Nuova Zelanda e mi fanno saltare come un ragazzino. Nell'altro emisfero hanno diviso palchi con Bloc Party e Love Is All, negli USA si racconta che abbiano incendiato il SXSW e il CMJ, mentre in questi giorni sono alle prese con un lunghissimo tour in Gran Bretagna insieme ai Foals, e anche i Les Savy Fav li hanno invitati ad aprire una serata per loro.
Sono freschi di contratto con la 679 Recordings, sussidiaria WEA che già segnò l'esordio dei Futureheads, a cui i Cut Off Your Hands rimandano in maniera abbastanza forte. Rock anfetaminico, super tight, pieno di chitarre a spigoli e ammantato di cori magniloquenti. Dal vivo si concedono anche cover di Sonics e Stooges.
Il primo ep uscì alla fine dell'anno scorso a nome Shaky Hands, ma venne fuori che c'era una omonima band a Portland. Dato il previsto e imminente botto mondiale, i ragazzi hanno cambiato denominazione, sono stati ripubblicati dalla statunitense I Am Sound e hanno cominciato a comparire sui vari blog, NME e Pitchfork.
Nel frattempo hanno registrato un secondo ep, intitolato Blue On Blue, insieme a Bernard Butler, e il risultato è appena ammorbidito nelle melodie ma non nel ritmo. Per l'album di esordio in cabina di regia c'è Stephen Street.
Se le premesse sono queste, Cut Off Your Hands è già uno dei nomi da tenere d'occhio per il 2008.

>>>(mp3) Still Fond
>>>(mp3) You and I
>>>(video) Cut Off Your Hands live and interview

venerdì 16 novembre 2007

Pushing the agenda forward
We don't need the outside

- Questa sera a polaroid avremo ospiti in studio i Clever Square. Dopo averli intervistati qualche settimana fa, faremo quattro chiacchiere live con questa giovanissima band di Ravenna (da poco accasata presso la Tea Kettle Records) e ascolteremo un po' del loro folk pop a bassa fedeltà.
Inoltre non mancheranno le rubriche I consigli del Paso e Thanks for the add con Beatroce. Il tutto a partire dalle 21, sulle frequenze e sullo streaming di Città del Capo Radio Metropolitana.

>>>(mp3) The Clever Square - It's OK and I Trust You, But I'd Like To Be 100% Sure Anyway


- Neanche a farlo apposta, un nome scandinavo passa dalle nostre parti e io mi ritrovo ancora una volta in zona mixer. Sabato sera sarò al Vibra di Modena a mettere un po' di dischi insieme ai ragazzi di RadioAntennaUno dopo il concerto di Boy Omega, che per presentare il suo ultimo album Hope on the Horizon è in tour in Europa con l'intera band.
File under: Bright Eyes, Sufjan Stevens, dEUS ed Elliott Smith. Si preannuncia una serata da alto tasso emotivo.

>>>(mp3) Boy Omega - Suffocation Street


- Domenica al Locomotiv Club di Bologna, per i concerti all'ora dell'aperitivo, arrivano gli Scarlett's Well, band britannica fondata da Bid, cantante di origini indiane che alla fine dei Settanta diede vita ai seminali Monochrome Set.
Gli Scarlett's Well verranno a presentare l'ultimo lavoro Black Tulip Wings, pubblicato dall'etichetta spagnola Siesta. Nella nuova formazione, votata a un folk rock dalle sfumtature psichedeliche e dalle forti influenze letterarie, milita anche Peter Momtchiloff, già dentro band leggendarie come Talulah Gosh, Heavenly e Would-Be-Goods.

>>>(mp3) Scarlett's Well - The Stars That Fall On Hairy Tim

giovedì 15 novembre 2007

Souvenir of Canada

Souvenir of CanadaRitrovarmi una sera con tutti i libri di Douglas Coupland raccolti negli anni sparpagliati per la stanza, tra il divano e il computer, con un blocco per gli appunti e molte penne infilate tra le pagine.
Mi sentivo come se stessi ancora preparando un esame all'università. E mi piaceva!
Non sembravo troppo preoccupato di dovermi ritrovare a parlare in pubblico di una nazione che non avevo mai visitato, né di dover tagliare con l'accetta finti giudizi letterari pieni di fraintendimenti.
Stavo solo provando una volta di più a mettere insieme un po' di emozioni vere, a tenerle assieme con uno sputo di disincanto e a presentarle come meglio potevo, cercando di far credere che tutto fosse molto informale di proposito e abbastanza competente al tempo stesso.
Insomma, a pensarci bene, un po' come capita su questo blog, che parecchio tempo fa prese a prestito il suo nome anche da un libretto dello scrittore canadese intitolato Memoria Polaroid.

Questa sera, all'interno della rassegna Pagine Nascoste, organizzata dal Cineclub Fratelli Marx, Fabrizio Inkiostro e io avremo il piacere di presentare e introdurre Souvenir of Canada, un documentario del 2006 in cui Douglas Coupland racconta il suo Paese, come c'è cresciuto, quanto ha influito sulla sua opera.
Il film è divertente e potete procurarvelo in diversi modi. Lo spettacolo di noi due che cerchiamo di restare seri e non sembrare più nerd di quello che siamo davanti a ogni parola di Coupland invece è abbastanza irripetibile.
L'appuntamento è alle 9 alla Sala Centofiori, in Via Gorki 16, in zona Corticella. Si entra dalla rotonda al termine di Via Byron, al capolinea dell'autobus 27, ingresso a 5 euro (cioè 7,1 dollari canadesi).


>>>(mp3) A.C. Newman - Transcanada (from the Souvenir of Canada Soundtrack EP)

mercoledì 14 novembre 2007

Vampire yacht

Se questo è stato l'anno dello Yacht, i blog-darlings per eccellenza del 2007, i newyorkesi Vampire Weekend non potevano che girare il loro primo video in perfetto look preppy Anni Ottanta, a bordo di una leggiadra barchetta nei pressi dell'esclusivissimo Raritan Yacht Club di Perth Amboy, New Jersey.
Mi aspetto di vedere entrare in scena da un momento all'altro anche un giovanissimo James Spader a braccetto con Jami Gertz e Molly Ringwald.
Della band aveva già parlato Davide prima dell'estate, e le canzoni che andranno a comporre il loro album d'esordio (in uscita il 25 febbraio su XL) mi hanno fatto piacevole compagnia in questi mesi.
Sono da poco venuti in Europa di spalla agli Shins e se la bolla dell'hype non li fa scoppiare prima ci si potrebbe divertire parecchio. Oltre ai riferimenti più citati, dal Paul Simon epoca Graceland al David Byrne "mondialista", in tracce come Boston mostrano di saper anche spingere sull'acceleratore.
Mettete i vostri migliori mocassini, tirate fuori i Wayfarer, ci si vede a prua.




>>>(mp3) Cape Cod Kwassa Kwassa
>>>(mp3) Boston
>>>(mp3) Walcott (Insane remix #2)

martedì 13 novembre 2007

Heartbroken forever

Oggi e per tutta la settimana su Vitaminic si ascolta in streaming il nuovo album di Tender Forever.
Si intitola Wider ed esce ancora una volta per K Records.
La formula "meno acustico e più sintetico" lo riassume solo in parte, e non significa che siano venuti a mancare calore ed emozione, anzi. Tender Forever è una di quelle voci che mi tiene incollato il cuore alle casse. Anche quando suona cover che potrebbero piacere a Girolami. Anche quando si diverte a giocare con la black, come nel video di How Many qui sotto.
Prendi Heartbroken Forever, per esempio, con il suo incalzare alla Why?: sta tutta in un soffio, quando il "forever" del ritornello scivola in "for Heather", e tu senti ancora una volta il dimenticato caldo alle guancie di una dichiarazione d'amore.



>>>(mp3) Tender Forever - Heartbroken Forever
>>>(bonus track) Tender Forever live a polaroid

lunedì 12 novembre 2007

The Royal We

Duro il frenetico e vorticoso mondo dell'indiepop: non fai in tempo ad affezionarti all'ultimo gruppetto nato ieri pomeriggio, che questa mattina si è già sciolto. È successo con The Royal We, di cui avevo scritto qualche riga su Vitaminic giusto un paio di settimane fa.
La band ha appena pubblicato l'album d'esordio per Geographic, la sussidiaria della Domino gestita da Stephen Pastel, e le buone recensioni non erano mancate.
Eppure, pare proprio che la band non esista già più e che la cantante Jihae Simmons sia tornata nella natia Los Angeles (io avevo creduto fosse la solita balla da comunicati stampa). Beh, almeno ci hanno lasciato una manciata di divertenti canzoni. Ricordiamoli così:

Popfest New England 2007 Sampler

Popfest New England 2007 SamplerSi è svolto questo fine settimana, a Northampton, nel Massachusetts, l'edizione 2007 del Popfest! New England, un festival "ispirato" dagli iscritti alla Indiepop mailing list, curato dall'etichetta Skipping Stones e dedicato a fare il punto di una certa scena indiepop statunitense, parecchio filologica e "osservante".
In programma molti nomi interessanti, alcuni suonati anche su queste pagine: Pants Yell, My Teenage Stride, Smittens e The Pains of Being Pure at Heart. Ma ovviamente quello che mi ispira maggiore curiosità sono le numerose band a me del tutto sconosciute. In attesa di leggere in giro le prime recensioni, ci si può fare un'idea con una compilation in free download curata da Chris McFarlane di Indiepages.
Il Popfest New England 2007 Sampler si può scaricare qui.

>>>(mp3) The Beasties - Zombie Song

venerdì 9 novembre 2007

My time is only a guess

«Ogni pantano che volevo spiegare
Ho sentito che c'è un funerale per il tuo nome
Dicono che le menzogne siano meglio degli esami
E al tuo ritorno
Mi hai ammazzato con un bacio
Come una gloriosa battaglia
Che mi sarei augurato di evitare
Ah, merda, mi sa che sono innamorato del ragazzino scoppiato»

Broken Social Scene presents Kevin Drew - F--Ked Up Kid

mercoledì 7 novembre 2007

Ba Bamm

Fanfarlo live in Bologna
Sì, non mi sono del tutto ripreso dal fine settimana sul furgone. Ho ancora nelle orecchie e nel cuore quegli otto concerti e non avrei voluto smettere.
In questi giorni dovrei fare molte cose e invece non ho voglia di nulla, nemmeno di ascoltare i nuovi dischi che continuano a finire nell'hard disk, figuriamoci di scrivere.
L'altro giorno sono capitato per lavoro al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Mi ha fatto una grande tenerezza tutta quella fiducia di un'altra epoca nel progresso, nella precisione della meccanica, nei cronometri e nelle leve. Passeggiare anche solo pochi minuti là dentro è stata la cosa migliore che mi è capitata negli ultimi tempi ma non credo interessi a nessuno, perciò metto il link a un mp3 a caso.


Segnalo soltanto un paio di cose:
- domani sera al Locomotiv sarà in concerto Dente. Il cantautore parmigiano (già ospite dal vivo di polaroid) verrà a presentare il suo ultimo album Non c'è due senza te, e io non me lo perderò.
- venerdì al Covo torna la band newyorkese degli Asobi Seksu. La serata si annuncia davvero speciale perché sarà anche l'occasione del Vitaminic Restyling Party, la festa con cui la webzine presenta ufficialmente la sua nuova veste. La redazione al completo (tra cui anche MarinaP e il sottoscritto) si alternerà al mixer, con un ospite d'eccezione: Fabio de Luca. Ci si vede a banco.



(si ringrazia la redazione di Maps per la foto)

giovedì 1 novembre 2007

Polaroid blog loves Fanfarlo

FanfarloSalto sul furgone e me ne vado in giro per tre giorni con una band inglese in netta ascesa e con il migliore gruppo italiano dell'anno prossimo.
Non sono un musicista e nemmeno un giornalista. La versione ufficiale è che metterò dischi prima e dopo i loro concerti, se ci riuscirò, ma il vero motivo è un altro.
Lo faccio perché amo la musica che suonano, perché ho voglia di impararne di più, e perché mi piacerebbe che la musica non fosse per me soltanto una questione di stile, di giudizi, e di chiacchiere scritte più o meno bene. Vorrei, quando parlo di entusiasmo e di musica, provare a dare almeno qualche volta una sfumatura di significato che ha a che fare con la mia vita, con quel poco che faccio e che sono.
E allora prendo il sacco a pelo e la borsa dei cd e me ne vado in tour, che è quello che fa la vera musica e non un blog, e io ho bisogno di quella.
Il post serio con i link e le date lo trovate su Vitaminic.
Ci si vede a banco.

>>>(mp3) Fanfarlo - You Are One of the Few Outsiders That Understands Us
Guardale, sono scimmie d'amore

Non era cominciata nel migliore dei modi. Il suono accurato degli Amari scagliato nel buio della sala del Covo sembrava non trovare la strada, e così voci, strumenti e basi (sempre troppe per i miei gusti) restavano arruffati. Era un piccolo peccato, perché proprio in apertura di scaletta la band friulana aveva piazzato Le gite fuori porta, piccolo inesplicabile manifesto del loro ultimo album Scimmie d'amore.
Ma, d'altra parte, di fronte a loro c'era un pubblico capace di cementare d'entusiasmo qualunque gap tecnico, e pochi istanti dopo che quei cinque giovani uomini (abbandonato l'arcobaleno per un rigoroso black dress-code) avevano preso possesso del palco la festa era già partita. Il Pasta sparava fucilate di coriandoli che piovevano sui nostri sorrisi.
Per me si è sbloccato tutto dopo tre o quattro pezzi, quando è cominciata 30 anni che non ci vediamo ("e speriamo di non vederci per altri 30" ha aggiunto Dariella), una delle loro canzoni più toccanti di sempre. "Ma è una scusa per noi".
E poi anche tutto il resto è arrivato, come vecchi amici da incontrare di nuovo: Bolognina revolution che qui gioca in casa, Conoscere gente sul treno che diventa Blue Monday, e poi la gag di From Disco To Disco in coda a Suffer With Style, una dilatata e rabbiosa Whale grotto e una Campo Minato in versione quasi Kings of Convenience. Poco importa se sono mancate le Fiamme in un bicchiere, ci sarà tempo.
La canzone che mi piace meno del nuovo album è Il raffreddore delle donne, ma ieri sera è bastato vedere quanta passione cantavano in un verso come "vedi le mie braccia / sono lunghe / sono aperte" per crederci, era vero, ed è così.
Gran finale con Emilio dei Settlefish (di bianco vestito) come chitarra aggiunta per Scimmie d'amore, il pezzo in cui gli Amari sono più Amari che mai, ma dentro cui in fondo finisci per riconoscerti un po'.

Emilio VS Amari
(Thank EhiUomo! per la foto)

mercoledì 31 ottobre 2007

Pete and the Pirates in Italia!

 Pete and the Pirates
Nell'estate del 2006 l'etichetta americana Catbird pubblicò un piccolo grande album dal curioso titolo di Lanzafame. Del gruppo che lo firmava, i Tap Tap, non si sapeva quasi nulla, se non che si trattava del side project di un tale Sir Thomas Sanders. La faccenda poteva suonare abbastanza ridicola, dato che la band "principale" di Sanders rispondeva all'ancora più sconcertante nome di Pete and the Pirates e aveva registrato poco più di un demo per la misconosciuta label britannica Stolen Recordings, guadagnando poche citazioni persino sulle pur attente pagine di Drowned in Sound e Sound XP. Qualche tempo dopo, i Tap Tap conquistarono anche un buon 7.7 su Pitchfork e arrivarono sugli scaffali di Insound.
Mi appassionai alla cosa perché, al di là dei fortunosi modi in cui queste canzoni vedevano la luce, erano una forza strepitosa, quelle che mi fanno saltare per la stanza al primo ascolto e agitare un bel po'.
La migliore descrizione del loro sound delle due band l'ha data lo stesso Thomas: "jangly punk-infused pop song about shit relationships, dancing and trying to get home". Prendete un po' di Clap Your Hands Say Yeah, una buona dose di sfrontatezza da pub inglese, chitarre fredde che grattano, melodie aperte e veloci alla Futureheads (con il cui produttore Gareth Parton i Pirates stanno registrando il prossimo album, yeah!), ma anche piccole poesie di Arcade Fire etilici e squattrinati. Tutto infuso in quella vaga aria da nobili decaduti e gloriose tradizioni d'altri tempi che sempre contraddistingue le migliori sorti della musica d'Albione.

Quando ieri ho saputo che Pete and The Pirates sarebbero finalmente venuti in Italia (in concerto al Covo di Bologna il prossimo 22 febbraio - non sono ancora note altre date) mi è sembrata una bellissima notizia, ed è stato molto divertente il febbrile passaparola di mail e sms con i quattro gatti che sapevo l'avrebbero apprezzata. Non so se di questa band importerà mai a qualcuno, se queste canzoni vi sembreranno troppo scarne o poco fashion. Sono quelle che mi strappano sempre un sorriso e mi fanno ballare e cantare in coro parole che ancora non conosco.
Ci si vede sotto al palco ad augurarci di poter dire alla fine "You've had a very good weekend / but you can't remember where you've been".


>>> Pete and The Pirates - Knots - (mp3) / (video)
>>> Gli sconclusionati episodi del tour diary
>>> Un paio di videoclip:





venerdì 26 ottobre 2007

Non fidarti mai dei lamponi gialli
Intervista ai Clever Square

Non so cosa stia succedendo a Ravenna, ma da quelle parti sembra che tirino su i ragazzini a pane e indie.
Dopo quei "nerds on the dancefloor" dei Calcutta Bubbles, intervistati su queste pagine qualche mese fa, ora saltano fuori questi due songwriter minorenni che si fanno chiamare The Clever Square.
Li vedo da sempre in prima fila a tutti i concerti, ogni volta che capito sul loro myspace hanno un nuovo ep da scaricare, e l'ultima notizia è che domani sera suoneranno al Bronson in apertura per Pelle Carlberg (a seguire, tra gli altri, ci sarò anch'io a mettere un po' di dischi insieme a Pullo).
Dopo aver ascoltato il loro ultimo lavoro, Never Trust Yellow Raspberries (in free download sul sito della netlabel francese Les Diks Qui Sautent), pieno di una la bassa fedeltà contagiosa, mi sono detto che era il caso di conoscerli meglio.

The Clever Square
Cominciamo dalle presentazioni: da chi è composta la band? Siete davvero così giovani come sembra su myspace?

In realtà abbiamo 56 anni, con l'aiuto di programmi di fotoritocco ci modifichiamo le facce nelle foto così da farci sembrare 17enni e 15enni. Gec scrive le canzoni, suona la chitarra e canta. Ste suona il basso, la batteria, la tastierina, la chitarra, il kazoo... un po' di tutto, ma niente per bene. Seguiamo la filosofia DIY e lo-fi. Siamo punk insomma.

Com'è successo che avete cominciato a scrivere canzoni tra il folk e il pop, invece di mettere su la solita cover band da adolescenti? C'è una scena intorno a voi a Ravenna di giovani gruppi pronti a vedere la luce?

I Clever Square nascono dalle ceneri di un gruppo di cover di Eels e Neutral Milk Hotel in versione punkeggiante, quindi in realtà siamo passati anche noi dalla fase "cover band di adolescenti". Diciamo che ci siamo spostati su qualcosa di più tranquillo rispetto a ciò che gira normalmente per Ravenna perché siamo dei tranquilloni, ma soprattutto perché siamo pigri e poi con troppe chitarre distorte e trumpà-trumpà ci fa male la testa.
Non conosciamo altri gruppi della nostra città e della nostra età che suonano il nostro stesso genere, ed è un peccato: abbiamo sempre sognato di creare un collettivo, ed è finita che quel collettivo eravamo noi due.

The Clever Square
Nonostante si possa dire che i Clever Square sono ancora totalmente in mezzo alla loro formazione musicale, quali sono stati finora i vostri riferimenti?

A proposito di collettivi, andiamo matti per la Elephant 6 (soprattutto Neutral Milk Hotel, Olivia Tremor Control, Apples In Stereo, Elf Power, Of Montreal).
Siamo abbastanza aperti verso ogni genere di musica. Quest'estate ci siamo innamorati di un po' tutto ciò che hanno fatto i fratelli Kinsella (Joan Of Arc, American Football, Owls, Make Believe), pur non avendo nulla a che fare con quello che suoniamo noi. Tutto ciò che è targato USA Anni Novanta inevitabilmente ci piace.
Sì, insomma, siamo due nerd terribili e rompicoglioni senza pari per quanto riguarda la musica, e tutto ciò che facciamo ruota attorno ad essa (il fatto che questa sia la risposta più lunga ne è un esempio).

The Clever Square
Mi raccontate qualcosa di quel piccolo inno che è "I Did Not Mean To Fall Asleep While We Were Having Sex"? E in generale, cosa raccontano le vostre canzoni?

Eh eh, non auguriamo a nessuno di avere quel pezzo come inno... Comunque è pura invenzione, stavamo scrivendo un pezzo assieme ed è stata la prima frase che ci è venuta in mente.
Le canzoni in generale parlano di continui fallimenti amorosi e fallimenti nella vita di tutti i giorni, ogni tanto con una punta di ironia. I titoli sono spesso messi a caso.
Abbiamo una serie di frasi che ci piacciono e che assegniamo alle canzoni solo dopo averle scritte: è difficile trovare un titolo che sintetizzi il contenuto di un testo senza scadere nel banale.



>>>(mp3) I Did Not Mean To Fall Asleep While We Were Having Sex
>>>(mp3) My Beloved Star, Part 2 (Light #3)