martedì 7 marzo 2006

Think I'll stay inside the music, you'll have to come and get me here

I Chrysler mi stanno ossessionando da mesi, dal giorno della loro fortuita intercettazione nell'intermittenza di un banner sulla prima pagina di Pitchfork (the brutal way that fate played).
Alla fine, si sa, poteva succedere anche agli Amandine, i presupposti erano gli stessi, ma quelli arrivarono per strade convenzionali ed io avevo parole da spendere subito, e una volta spese, poi, non è stato più lo stesso.
Una serie di fortunate coincidenze ha alimentato l'ossessione: il loro sito addormentato sotto una coltre di neve, le loro facce coperte da maschere a triangolo suprematista russo, le poche parole, e nemmeno troppo entusiaste, di quegli scellerati nuovaiorchesi musicofagi (so t-shirt righteous) e la copertina violetta di "Cold war classic" sul sito della Rough Trade. I Chrysler sono svedesi, suonano la chitarra e hanno campanelli e trombette a innestarsi in anticipo sul tuo stupore (non troppo, però, da innervosirti). I Chrysler assomigliano ai Clientele (e sono bruttini proprio come loro), omaggiano pieni di deferenza i Velvet Underground e arrossiscono se cantano come Bob Dylan e Nick Drake. I Chrysler sono ossessionati dalle stagioni come i Lucksmiths (e.g. between the winter and the fall Roses springing from the dead land e ancora The way I can't accept that seasons change) e il ricordo dei Radio Dept. è lì annidato: while the tide is high miracles will happen, nel meraviglioso paese in cui against the tide, strange things will happen. Ma, ovvio, c'è qualcosa in più, i brividi alla schiena (sends shivers!), come il sole di febbraio attraverso il vetro della macchina, Saint Simon tenuta nelle cuffie ad un aeroporto, Lugano, addio un'estate di mille anni fa.

L'etichetta svedese che pubblica The Chrysler si chiama Flora & Fauna.
"Failure and sparks" (2004), loro album d'esordio, è stato distribuito in America dalla Galaxy Gramophone l'anno scorso, anno in cui è uscito il loro secondo meraviglioso lavoro "Cold war classic" (negli UK su Rough Trade) che si è avvalso della collaborazione di Concretes e Laakso.
Materiale edito e inedito si trova sul loro sito, scritto in Courier, dove è possibile scaricare il video di "While the tyde is high" (.mov).
La mia canzone preferita è "Thinking about the brown haired boy" (.mp3).

Nessun commento: