sabato 30 dicembre 2006

Affittasi ubiquità
"Toh, chi si rivede"

La mezzanotte del 31 dicembre potrebbe essere il momento dell'ubiquità per eccellenza. Vorremmo essere in ogni luogo a festeggiare con tutti, vorremmo brindare con chi è lontano e baciare sotto il vischio chi non può essere con noi.
E quindi, che si fa da queste parti la sera di capodanno?

Il sottoscritto lo trovate a mettere dischi al Covo, in compagnia di tutti i dj che si sono alternati al mixer durante la stagione. Ma il pezzo forte della serata sono i due concerti: i nostri Death Of Anna Karina e, dopo la mezzanotte, per la prima volta in Italia i britannici Johnny Boy, quelli dell'anthem You Are The Generation That Bought More Shoes, And You Get What You Deserve.

Al Circolo della Grada (Via della Grada 10), c'è 1, 2, 3, Casotto! la festa organizzata dalla Riotmaker con i dj set di Amari, Scuola Furano, Faresoldi ed Ex-Otago. Visuals a cura dei IRagazziDellaPrateria e Jimmy Pensone.

Altrove in città i locali scelgono di puntare sulle risorse di casa. Quindi dj set a volontà, differenziandosi per generi musicali e fasce di prezzo. All'Estragon, Mingo, Scandella e gli altri, per restare in ambito rock; al Link, con Andrea Maver e tutti i residents abituali, dalla techno alla drum'n'bass; e al TPO, dal breakbeat al pop revival 80.
L'ultimo dell'anno al Cassero porta il titolo di (2)007 Missione Tacchi A Spillo, con un ricco programma di ospiti e la consueta proposta musicale a base di house e altre più divertenti perversioni.
Chi aveva voglia di reggae e ritmi in levare, forse avrà già saputo che l'evento The Big One è stato annullato, mentre pare fare le cose in grande il Sunrise organizzato da Fashion FM presso le vecchie ex Fabbriche Castelli di Ozzano.

Fuori città sono da mettere in agenda almeno due eventi. Il capodanno della Piola di Ferrara, con cinque strepitose band live: The Tunas, HighSchool Lockers, Honey Don't, Sorelle Kraus e Signorine Taytituc. A seguire, tra gli altri a mettere dischi, ci saranno anche CoolFace & Ginger.
Un po' più lontano, a Montelupo, vicino a S.Giovanni in Marignano (dalle parti di Cattolica), avrà luogo una nuova edizione della Gara di Batterie Elettroniche: "Non ci saranno addobbi, spirito capodannesco, intrattenimento popolare, mutande rosse e se qualcuno prova a fare un countdown ci sarà una rissa". Eccezionale.

Infine, segnalo che il Bronson di Ravenna anticipa i festeggiamenti a questa sera, "tanto qua sembra sempre capodanno e dubito che questo sabato sarà diverso dal solito". Ultime Indie Electro Sessions del 2006 in formazione tipo con Chris Vins Trinity Len e Diego.

Dimentico di sicuro un botto di roba, se volete potete aggiungere il resto nei commenti.
Buon Anno a tutti, da qualche parte di sicuro ci si vede a banco.

venerdì 29 dicembre 2006

"The year blogs got lame"

Cominciamo a lasciarci alle spalle il 2006.
Se in questi giorni di vacanza avete un quarto d'ora da spendere, leggetevi questo articolo di Alec Hanley Bemis (già collaboratore di Village Voice, Slate e altre) apparso l'altro ieri sul Los Angeles Weekly. Un disordinato ma penetrante punto di vista su come si stanno evolvendo la comunicazione e l'industria musicale in relazione al mondo dei blog e all'evanescente concetto di "hype":
«I suspect Blogosphere 1.0's influence will deteriorate in 2007, as it's challenged by a series of new, more professionalized sites».
D'altra parte, se la "sfida" (quanto meno percepita) per un certo tipo di pubblico è sempre stata quella di ricercare o costruire una "alternativa", ora che non ci sono più limiti al gestire e fruire in completa autonomia i linguaggi (condivisione della musica e delle opinioni), il rischio è un altro:
«All our niches will seem far less fascinating when there's no mainline against which these alternatives can measure their obscurity».
Senza dimenticare che qui, in fondo, si parla di business, e che le case discografiche sono, ancora e prima di tutto, aziende.

venerdì 22 dicembre 2006

Adesso è Natale! (Happy End)

«When Harry met Sally, Home Alone 2, Frank Sinatra, Chestnuts Roasting on an Open Fire.
I've made a X-mas song for you to play late at night on Christmas eve, when your relatives have all fallen asleep and you invited your best friends over for a Christmas cigarette on the balcony.
From now on your troubles will be out of sight.
Merry Christmas from Parker Lewis,
Love.»

Ecco, la mia canzone di Natale per quest'anno.
La suonerò questa sera alla radio, per l'ultima puntata del 2006, quella con tutte le canzoni di stagione messe da parte in queste settimane. Chissà se qui a Bologna c'è ancora qualcuno all'ascolto. E del resto, chi ce la fa a star dietro a uno streaming in questi giorni? Per fortuna c'è il podcast...
Passate delle felici vacanze, con l'augurio che abbiate la compagnia di qualcuno che vi è amico, riposatevi, non sprecate tempo. Ci sentiamo tra qualche giorno. Buon Natale a tutti.

Parker Lewis - Xmas-Carol, NYC

Mettiamoci avanti

Ancora non hai portato a casa il panettone dall'ufficio, che in giro trovi già qualcuno che si mette a fare previsioni sulle "hot bands" e i dischi importanti del 2007:

- Rolling Stone Album Preview
- Drowned in Sound's Guide to 2007's Early Releases e relativa discussione
- ContactMusic: Comebacks predicted for 2007
- Sul Guardian, da un paio di settimane, Paul Lester tiene la rubrica "New band of the day"
- Montreal Gazette: Top bands you don't want to miss in 2007

(Lista in aggiornamento... forse.
Se volete, segnalate pure nei commenti
)
Adesso è Natale! (12)
Edizione "Natale con i tuoi"

Tre band di casa nostra ci fanno un bel po' di regali:

 - Albanopower, Christmas ep.
Sono in tre e arrivano da Siracusa. Già Demo Del Mese sull'ultimo Rumore e, grazie a Enver, apparsi anche su Blow Up, descrivono la propria musica così: "Il suono è volutamente daltonico e impreciso, ubriaco e autoironico; si nutre del sacro che risiede nella passione per il mondo sonoro profanandone la forma e catturando ogni suono con invadenza e senza ritegno alcuno".
Qualche ripetizione a parte, il loro ep di classici di stagione rivisitati possiede una tristezza nervosa e sfuggente, nella quale è difficile non rimanere invischiati.

 Diaframma - Diaframma, Christmas Gift EP
Già segnalato da El Rocco, arriva questo nuovo ep in download gratuito per Federico Fiumani, in un episodio accompagnato anche dai Delta V.
Cinque tracce tra cui spiccano le cover di Impressioni di settembre della PFM (già ripresa a suo tempo da Battiato) e Viaggio di un poeta dei Dik Dik. Ma soprattutto, quella voce.

 Le Man Avec Les Lunettes - A Natale siamo tutti più buoni, e anche se in questa piccola rubrica raccolgo soltanto canzoni a tema uscite quest'anno, per i Le Man Avec Les Lunettes si può fare un'eccezione:

>>> A Very White Christmas

Non me l'aspettavo

La canzone dell'anno per Leonardo.
Nuovo album per i Ponys

Si intitola Double Vision ed è la prima anticipazione da Turn The Lights Out, prossimo album per The Ponys (atteso per il prossimo il 20 marzo), il primo ad uscire su etichetta Matador, dopo i due ottimi precedenti su In The Red Records.

The Ponys - Double Vision

Adesso è Natale! (11)

 Stars In Coma Di Stars in Coma avevo già parlato lo scorso gennaio, a proprosito delle sue canzoni e di un piccolo episodio, una mia versione lo-fi & do-it-yourself della notizia del giorno.
Ora André, che nel frattempo ha pubblicato il secondo album (per Action!Pop) e ha tenuto il suo primo concerto proprio due sere fa, torna con un piccolo ep natalizio, scaricabile gratuitamente dal sito dell'etichetta Molokini (fino alla fine dell'anno).
Mentre Snow Bound e Farewell Song evidenziano il gusto di Stars In Coma per le melodie semplici e distese, e vanno bene da ascoltare davanti al caminetto mentre fuori la neve ricopre il bosco, la seconda traccia Holiday Breakdown rivela un'inedita vena Belle & Sebastian in crisi glicemica che, a dispetto del titolo, questa mattina mi mette proprio di buonumore.
La motosega VS. l'albero di Natale

C'è da dare una mano agli Architecture in Helsinki

Wang Schlung, How's Your Canoe?, Phantom Whimps, Fan-Fractal-Tastic... Se non volete che il titolo del prossimo album degli Architecture in Helsinki sia uno di questi, aiutateli a trovarne uno migliore.

giovedì 21 dicembre 2006

Adesso è Natale! (10)

 indiekören

L'altra sera al Pet Sounds devono essersi divertiti parecchio con questo Indiekören, di cui in realtà non so nulla, mi piaceva solo la locandina con la citazione.

>>> (mp3) Indiekören - Last Christmas
L'amour c'est tout

Breve postilla alla Top10 del 2006 qui sotto, e precisamente alla posizione numero 8: per Indiepop.it ho avuto la fortuna di fare una piccola intervista ai Love Is All, una delle band più interessanti e meno classificabili che hanno fatto il botto quest'anno (pur essendo in giro con questo nome da almeno un paio d'anni, e prima ancora come Girlfriendo).
Qualcuno li porti in Italia, presto.

>>> (video) Busy Doing Nothing
>>> Love is All live @ Knitting Factory (una canzone nuova?)
>>> video intervista all'ultima edizione dell'Iceland Airwaves (dove parlano anche dei Jakobínarína)
Adesso è Natale! (9)
Cover edition

 Girls In Milan - Una delle canzoni che meglio esprime il mood "vacanze di Natale" è senza dubbio Moonlight Shadow di Mike Oldfield, con i suoi ricordi di vecchi Mixage in cassetta e film imparati a memoria da bambini.
Come suonerebbe oggi quel pezzo rifatto dai Grandaddy? È quello che si sono chiesti i Girls In Milan, italico progetto dai contorni abbastanza misteriosi che dichiara come unico riferimento la band di Modesto e la passione per fascinosce vocalist. A questo giro, infatti, hanno assoldato Victoria Arvidsson, diciottenne svedese dalla voce severa, e si sono lanciati in questa cover di stagione. Altre pare seguiranno, a cadenza più o meno mensile.
>>> (mp3) Girls In Milan - Moonlight Shadow
>>> (video) Mike Oldfield - Moonlight Shadow


 www.940.it/blog - Anche No Vol. 1 - L'incredibile Valido presenta Anche No Volume 1, la definitiva compilation trash di Natale, che raccoglie tredici impresentabili cover sotto l'albero.
In scaletta perle come Ozzy Osbourne che rifà Woman di John Lennon o Joey Tempest che massacra Born to run di Springsteen, per finire con il super classico David Hasselhoff di White Christmas.
Grazie Valido!
Scaricatevi Anche No - Vol.1.

martedì 19 dicembre 2006

La classifica dei dischi del 2006 di polaroid

 I'm From Barcelona 10) I'm From Barcelona - Let Me Introduce My Friends (Dolores/EMI)
Mi sarebbe impossibile tentare un diario degli ultimi dodici mesi (unica ragione per queste liste di stagione) senza ricordare gli I'm From Barcelona. Certi momenti irripetibili hanno suonato il loro chiassoso inno We're From Barcelona, forse non troppo raffinato, ma perfetto per vederci battere le mani e ridere tutti assieme. Il resto dell'album assolve con simpatia il non semplice compito di tenere alto l'umore della festa (Treehouse, Rec & Play). Ma nel piccolo teatro di legno del Popadelica Festival, a casa loro, io avevo gli occhi lucidi.
>>> (mp3) We're From Barcelona
>>> bonus track: una sentimentale intervista


9) Strip Squad, The Adventures Of Strip Squad (autoprodotto)
«Gli Strip Squad sono il gruppo più licenzioso (non ho detto sconcio) e al tempo stesso più capace di adolescenziale malinconia che si possa immaginare...»
>>> (mp3) Unreliable Narrator


 Love Is All8) Love Is All - Nine Times That Same Song (What's Your Rupture)
Il quintetto di Göteborg si descrive così: "Sounds Like: Confusion. Influences: Misunderstandings". Geniale. Rock mescolato a new wave dal taglio sporchissimo (al mixer c'è la mano di Woody Taylor dei Comet Gain), e un sax che scombina tutto. Un disco senza molti paragoni, che non compie un solo passo falso e non diminuisce mai di intensità.
>>> (mp3) Busy Doing Nothing


 Belle And Sebastian 7) Belle And Sebastian - The Life Pursuit (Rough Trade)
All'epoca della sua uscita, non molti apprezzarono il nuovo lavoro di Murdoch e soci, lamentando che la band di Glasgow aveva smarrito la bussola. Io, in effetti, dentro The Life Pursuit mi ci sono perso. Un attimo fa stavo ballando We Are The Sleepyheads e all'improvviso ecco che "the beauty of the moment is the beauty sadly lost". Dannazione, ancora.
>>> (mp3) We Are The Sleepyheads


 Tender Forever - 'The Soft and the Hardcore' 6) Tender Forever - The Soft and The Hardcore (K Records)
«...questo disco ha richiamato alla mente di chi ne ha scritto Bright Eyes, Patrick Wolf, Annie, i Postal Service e la sua labelmate Blow. Più di tutto, però, trovo che The Soft And The Hardcore, con le sue canzoni che fanno salire il caldo alle guance, suoni come una compiuta e totale dichiarazione d'amore...»
>>> (mp3) Take It Off
>>> (mp3) Tender Forever live a polaroid
>>> bonus track: The Magic Of Crashing Stars


 The Long Blondes5) The Long Blondes - Someone To Drive You Home (Rough Trade)
L'album dell'Epoca della Precarietà. Non ho ancora fatto in tempo a scriverne sul blog, ma sono convinto che l'album d'esordio del quintetto britannico sia una delle più importanti cose uscite in campo Pop in questa annata. Per quello che dice e per come lo dice. Per lo Stile. Per il modo in cui racconta la cultura che lo ha generato. "So never, never, never try to tell me it's a pleasure being alone / All I have here with me are the records and the books that I own".
>>> (mp3) Once and Never Again


 Envelopes 4) Envelopes - Demon (Brille)
Un esordio folgorante: una somma di Pixies, Pavement (che non avevano mai ascoltato prima!), Violent Femmes ed elettronica lo-fi usata in maniera contundente e al tempo stesso giocosa. E quelle due voci sgraziate fino in fondo che non possono non far sorridere e invitare al coro, o almeno a schiantare sedie contro i muri.
>>> (mp3) Glue


 Human Television - Look At Who Youre Talking To 3) Human Television - Look At Who You Are Talking To (Gigantic Music)
Un disco di pop classico e al tempo stesso minimale, statico e a tratti vorticoso, sospeso tra primi REM, Wedding Present e quel mare di dimenticate band degli Anni Ottanta. Billy Downing, cantante e chitarrista della band di Philadelphia, una volta ha detto che queste canzoni "are kind of like found objects". E vanno benissimo per quando ti senti così anche tu.
>>> (mp3) Tonight's The Night


 Pants Yell! 2) Pants Yell! - Recent Drama (Asaurus Records)
"When you're lonely, lying in bed and you're thinking about your work day and the bills you've left unpaid. The food ran out, you have nothing, it's so dreadful, but you once had me as your boy"... Un disco così emblematico che potresti farlo ascoltare a un marziano per spiegare cos'era l'indiepop sul pianeta Terra. Arpeggi di chitarra che si rincorrono e io li seguirei ovunque, ben consapevole che i Pants Yell! sono un residuo della storia della musica, e che io resto aggrappato ai loro tortuosi testi perché ne ho disperato bisogno: "We've got history longer than the road we walked upon. We've got plans to make. I won't take out those old songs. There's dust collecting on your notebook pile. I'm sure it's my fault, we haven't talked in a while".
>>> (mp3) Your Feelings Don't Show


 Hemstad 1) Hemstad - s/t (Catbird Records)
Gli Hemstad sono l'idea di big band applicata all'indiepop che si trasforma in urgenza hard-core. Suonano un forsennato pop strumentale farcito di fiati inconsulti, tastiere analogiche a metà prezzo e rudi cori la-la-la che sembrano arrivare da una birreria in fondo alla strada. Musica per ballare fino a dimenticarsi. Il mio disco dell'anno è un disco fatto di canzoni senza più parole.
>>> (mp3) Patrik Sjöberg (versione demo)
>>> (mp3) Fyllekärring


- Premio della critica: Amycanbe (dal vivo a polaroid qui)
- Concerto dell'anno: Hemstad, 12 agosto, Emmaboda
- Premio Made in Italy: Knifeville, a pari merito con My Honey
- Menzione speciale: A Century of Covers (Belle & Sebastian Tribute), la compilation curata da Kirsten Postcard


ps: Qui c'è la puntata di polaroid alla radio di venerdì scorso, con la classifica suonata tutta in una volta.

lunedì 18 dicembre 2006

Jakobínarína!




Voi non avete idea di quanto ho guardato a ripetizione il video di questi ragazzini islandesi. È perfetto, non c'è niente, solo quella luce, il colore di quella pelle, i capelli corti, i riflessi sulle chitarre, questa canzone da ballare e loro che ballano.
Le-e-e-e-ave this island, for good!
Si chiamano Jakobínarína, hanno tra i sedici e i diciannove anni, e grazie al cielo vogliono suonare solo "fresh body movin electro indie rock". Ora, voi che ascoltate tutto e scaricate tutto, ditemi dove siete stati negli ultimi dodici mesi e perché nessuno mi ha detto dell'esistenza di questa band. Io ne avevo bisogno.
Votati tra migliori live acts dell'ultimo festival SXSW di Austin, elogiati da Rolling Stone USA, sono stati messi sotto contratto dalla Rough Trade che ha ripubblicato il loro singolo d'esordio.
Tre canzoni brucianti e fenomenali per impeto e immediatezza, roba da mandare a casa un'intera generazione di band inglesi, dagli Arctic Monkeys in giù. Un bel gusto alla Mark E. Smith per le reiterazioni e il tono declamatorio, qualche bel coro che rimanda ai Futureheads, e idee molto chiare: "Nice Guys Don't Play Good Music": ecco la ricetta elementare ma dannatamente efficace per lo spigoloso pop punk dei Jakobínarína (Jako per gli amici). Si attende con trepidazione l'album per i primi mesi del 2007.

>>> (mp3): Jakobínarína - His Lyrics Are Disastrous
Adesso è Natale! (8)

Mi domando a che cazzo serve fare l'albero di Natale quando abiti da solo e la sera torni a casa da solo, e lo accendi e te lo guardi da solo.

>>> mp3: Monster Bobby - Silent Night

Il cantautore di Brighton Monster Bobby è il chitarrista dei Cassettes, la backing band delle Pipettes, nonché loro ideatore.
Questa classica cover è tratta dalla compilation di beneficienza Christmas Crackers.

>>> Bonus track: Segnalazioni interessanti anche da Howty.
Buzz Vertigo

La continua ricerca della next thing ("big" o meno non sembra importare più tanto, oramai) e l'inseguimento ostinato dell'hype possono provocare vertigini e smarrimento: questo è quanto sostiene (con un po' d'ironia, prego) un lungo articolo sul Los Angeles Times, molto interessante anche perché chiama in causa e intervista sia i soliti noti blogger musicali statunitensi, sia alcuni manager di major discografiche.

venerdì 15 dicembre 2006

Saturday looks good to me

Prima di capodanno dovrei proprio tornare a provare quei trucchetti con l'ubiquità, sento che ce la posso fare. Per questo fine settimana, accontentatevi ancora di una segnalazione alla volta, declinata al singolare.
Se volete, aggiungete le vostre nei commenti e, come sempre, abbiate fede nella Italy Gig List.
Domani sera, la redazione di Città del Capo Radio Metropolitana conclude la Compagna Abbonamenti con il tradizionale aperitivo godereccio al Sesto Senso (Via Petroni 9/c). Metteranno i dischi fra gli altri Jonathan Clancy, FedeMC, Michele Restuccia e il sottoscritto.
Cercherò di contenere il tasso acolico (sarà dura) perché poi in serata mi troverete al Bronson di Ravenna, ospite delle Indie Electro Session di casa, che seguiranno il concerto di Moltheni. Vista la partecipazione anche di Pullo in consolle, io credo consegnerò l'auto al guardaroba e non se ne parla fino a domenica pomeriggio.
A quel punto si scheggia all'Ekidna di S.Martino Secchia (MO) per il One Man/Woman Festival con: Sj Esau (Uk), Nora Keyes (Usa), Littlebrown (Ita), Pentolino's Orchestra (Ita), Sethevoltracks (Ita), Madame P (Ita), Musica Da Cucina (Ita), Anni Rossi (Ita), Art Of Wind (Ita). Il tutto a partire dalle 16.30, info e link su Fooltribe.
Ci si vede a banco.
Anche i redattori di Indiepop.it possono scrivere "vaffanculo"

Salvatore suda e lotta insieme a noi. Ma soprattutto scrive una gran bella recensione del concerto dei Cansei de Ser Sexy a Milano.

ps: a proposito, guardatevi Jarvis Cocker sul palco con i CSS a Londra venerdì scorso (anche qui).

update: ne ha scritto anche Nin-Com-Pop, dando un giudizio un po' più moderato.
Adesso è Natale! (7)

Quasi a festeggiare la classifica dei dischi del 2006 di Inkiostro, in cui hanno trionfato, The Knife pubblicano sul loro sito una "versione natalizia" di The Reindeer, traccia che chiudeva il loro omonimo album del 2001.
Le renne di Babbo Natale non sono mai sembrate tanto cupe.

This house must be the last now
And we follow mister Santa
To the end
...

>>> The Knife - Reindeer

giovedì 14 dicembre 2006

Disco Bravo 2006

Su Internet non è Natale senza il Disco Bravo fatto da Gecco.
Per chi ancora non lo sapesse, il Disco Bravo è il paginone dove ogni buon blogger scrive la sua pregiatissima Classifica dei Dischi dell'Anno.
La mia arriverà venerdì sera, subito dopo la trasmissione in radio.
Voi intanto votate!

 disco bravo 2006

Hemstad band of the year

 Hemstad Io non ho parole, e a volte non ho voglia di averne.
Del resto, cosa pensare di una band che suona musica strumentale e le cui voci senti per la prima volta quando pronunciano il nome del tuo sconclusionato programma alla radio?
Del disco degli Hemstad avevo scritto, forse a sproposito, qui.
Il loro concerto è stato uno dei più belli a cui abbia mai assistito.
Da oggi, sul myspace di polaroid c'è il jingle che mi hanno spedito.
Sono contentissimo. È uno dei più incredibili regali di Natale che potessi ricevere.
Tack så mycket!
Adesso è Natale! (6)

Dato che Salvatore mi ha anticipato la canzone natalizia degli Higher Elevation (qui), oggi rilancio con il lo-fi pop delle improbabili patatine Lucky Lucky Pigeons, che giocano a travestirsi da Babbo Natale e a ballare intorno alle luci e ai regali, chiedendo civettuole "do you want me to be Red Santa?"

>>> Lucky Lucky Pigeons - Red Santa
Days of "Simple Things"

 Days Non ho fatto in tempo a innamorarmi dei Days, quartetto proveniente da Göteborg che si fa ritrarre sui campi di croquet, e a scrivervi due righe e un link su di loro, che i ragazzi hanno già levato le canzoni dal loro myspace, in vista di una prossima pubblicazione. Pare infatti si siano accasati alla Lavender, piccola label curata dal batterista dei Celestial.
Ma poi dove li ritrovo? Dall'altra parte dell'oceano, in casa Shelflife, etichetta californiana rinata per l'ennesima volta (speriamo sia quella buona).
Il loro ep si intitola Downhill ed è puro jangle pop sospeso tra Smiths, Field Mice, Sarah e tutta quella roba li per cui io ancora mi perdo, voi passate tranquillamente oltre.

>>> Ascoltate Simple Things
Battere le mani sott'acqua

Mi si chiede un parere a proposito delle due nuove tracce che i Clap Your Hands Say Yeah hanno messo in anteprima sul loro sito (una terza è in streaming sul loro myspace e la trovate, fra gli altri, chez Colas).
Le sto ascoltando a ripetzione da una settimana. Per quanto mi riguarda, non mi aspetto che la band di New York con il prossimo album Some Loud Thunder cambi il proprio sound in maniera radicale: l'insieme è costituito da troppi elementi caratteristici, e la distanza dal precedente lavoro è troppo breve, calcolando anche i mesi passati in tour.
Non a caso Underwater (You and Me) era già fra i demo dei Flashy Python, il precedente progetto del cantante Alec Ounsworth. Love Song No. 7, invece, mette in campo la voglia di fare un passo verso una dimensione più aperta. La voce lamentosa di Ounsworth riecheggia sopra un decadente pianoforte, mentre cori e fisarmonica allestiscono un fondale quasi psichedelico. C'è qualcosa di malato, come spesso accade nelle canzoni dei CHYSY, ma in questo caso, sopra questo ritmo che si fa via via più cadenzato e ipnotico, non si vede la luce. Un genere di canzone che non è esattamente il mio pane quotidiano, ma che tenta la strada di una seduzione morbosa.
Underwater (You and Me) invece è meravigliosamente velvetiana, e tutto vibra. Ounsworth si sta smarcando dal trito paragone con David Byrne. Un colpo di campana e la batteria pesta con semplicità. Ci sono anche qui cori ad allargare lo spazio e poi entra una slide guitar come un organo da chiesa. Mi domando cosa potrebbero fare gli Hidden Cameras di questa canzone. Anche così, però, è già meravigliosa: "Some songs see us sailing away / Navigating foreign borders, and climbing the waves".
Si attende impazienti il 30 gennaio per l'album, oppure il parere informale dei giornalisti a cui è stato inviato un promo codificato in modo tale da riconoscere l'eventuale distribuzione in rete.

>>> Clap Your Hands Say Yeah - Underwater (You and Me)

mercoledì 13 dicembre 2006

Staffbus
Bologna - New York

Ieri sera sono andato a vedere pure io questo Shortbus. Preferisco lasciare ad altri più affidabili un giudizio argomentato.
Volevo soltanto segnalare che nel chiacchierato film di John Cameron Mitchell, oltre al bravo cantautore australiano Scott Matthew, a JD Samson delle Le Tigre, all'incredibile batterista degli Hidden Cameras, Lex Vaughn, a Daniela Shea di L-World, a svariati altri vostri amici di myspace e a diversi momenti di involontario eccebombismo, c'è questa scena iniziale in cui uno schiavetto biondo e sottomesso indossa la celebre t-shirt dei "nostri" Staff e si prende un sacco di frustate e, e insomma, ecco, è stato abbastanza buffo incontrarli così.

  If It Ain't Staff It Ain't Worth A Fuck.

>>> mp3: Staff - Teenagers Wearing Blazers

Adesso è Natale! (5)

 celestial ? saving up her wishes (for another christmas) L'adorabile etichetta Music Is My Girlfriend agugura a tutti un Natale "celestiale", invitandoci a riflettere sul fatto che "Christmas is to spend time with each other, not buying expensive and crappy stuff no one's happy about. If you'll give away something, then give something that can signify something to the receiver"...
Così ci regalano un inedito di Celestial (con tanto di artwork), opportunamente di stagione, come sempre colmo di feedback e amore per lo shoegazing.


- Celestial - Saving Up Her Wishes (For Another Christmas)
Voilà

 The Snow Fairies - 'Voilà' Più che un regalo di Natale, questo è un regalo d'addio: gli oramai disciolti Snow Fairies hanno da poco pubblicato il loro terzo album intitolato Voilà! (del loro precedente Get Married scrissi a suo tempo qui), e ora, oltre alle 200 copie in vinile dipinte a mano, lo mettono a disposizione in versione integrale e in download gratuito sul proprio sito.
Ascoltando queste otto tracce, si rimpiange ancora di più la dipartita degli Snow Fairies, dato che Voilà brilla per una energia e una compattezza che non sempre la band di Philadelphia era stata capace di esprimere.
L'album si apre con The Love Affairs of a Southern Belle che sembra uscita dalla penna di Hello Saferide, e in generale tiene fede al nume tutelare degli Heavenly. Qui e là, però, mostra di possedere anche maggiore aggressività (Record Shop, Wyld Tygers).
La canzone con cui la band di Philadelphia ci saluta è il sarcastico racconto della battaglia tra gli Snow Fairies, paladini del twee ("always blowing bubbles, always holding hands"), e i malvagi Spleens che fanno fuori tutti i membri della band uno a uno, colpevoli di ripetere stupidi La-La-La.

>>> mp3:
- Record Shop
- The Love Affairs of a Southern Belle
Cosa resterà

Ieri sera ho dovuto registrare per la radio una Top Ten dei dischi del 2006. Non mi sono impegnato troppo, ma volevo ricordarmi qui i nomi che alla fine ho lasciato fuori:
Asobi Seksu, Camera Obscura, Cansei De Ser Sexy, Hidden Cameras, Pipettes, Radio Dept., Sonic Youth, Tap Tap, Tv On The Radio, Whitest Boy Alive...
In pratica, potrei scriverne un'altra.

martedì 12 dicembre 2006

Adesso è Natale! (4)

 Eux Autres Il duo fratello e sorella degli Eux Autres, proveniente da Portland e devoto al sixties french-pop ha messo sul proprio sito il nuovo singolo Another Christmas At Home, colmo di campanellini, regali da Phil Spector e cori intorno al camino.


>>> Bonus Tracks:
Dal primo al 23 dicembre, su New Ears Day appaiono quotidianamente un sacco di mp3 di band provenienti da etichette come Bella Union, Fat Cat, Saddle Creek, Stereo Test Kit e altre. Non mancano quattro chiacchiere con gli artisti coinvolti.
"I feel like LCD is a pop band"

«I have a bunch of important goals in making music: it should be enjoyable; it should make me really uncomfortable; I shouldn't rely on my safety zone; I should try to address popular culture; I should make music that I want to listen to at home. It's a series of rules, and if I'm not doing that, if I'm not pushing myself, I'm just trying to get paid.»

James Murphy si racconta a Pitchfork in una intervista abbastanza monumentale, dove tra l'altro si spiega che le balle scritte per la Nike a proposito di 45:33 potrebbero essere "total bullshit".

lunedì 11 dicembre 2006

Voglio solo limonare!

 Crookers Li abbiamo suonati a polaroid nell'ultima puntata grazie all'esperto di pose Ema (ma c'erano già arrivati quelli di Sabotage), e in pochi giorni sono diventati un mio vero tormentone.
Sono i Crookers, ovvero Phra e Bot, due milanesi che si presentano al grido di "caghiamo rap con i suoni da deep house", ed è proprio quello che fanno con la loro musica: coniugare hip-hop e dance, rime e cassa dritta, stile e maragliate.
Sono stati scoperti da Stefano "Stylophonic" Fontana, e su Vitaminic trovate un'intervista fatta da Zingales in tempi non sospetti.
A breve dovrebbero far uscire un mixtape (sì, un mixtape, alla vecchia) con numerose collaborazioni tra cui anche gli Amari. La roba che già circola in rete contagia e diverte parecchio. Impossibile non cantare all'istante a squarciagola insieme a La Pisa Voglio Solo Limonare! Limonare limonare limonare!

>>> mp3:
Crookers (feat. La Pisa & M.O.L.) - Voglio solo limonare
Crookers (feat. Amari) - La vita sotto la tastiera
Ciottantasei

Indiepop.it pubblica una lunga e appassionata storia del "movimento" C86 nel suo ventesimo anniversario (con alcune interessanti rarità in mp3).

>>> The Siddeleys - What Went Wrong This Time?
Adesso è Natale! (3)

 OH NO... IT'S CHRISTMAS VOL. 1 La label svedese Razzia Records ha pubblicato una compilation di stagione intitolata Oh no...it's Christmas! Vol.1, che raccoglie nomi come Hello Saferide, Laakso, Soundtrack Of Our Lives, South Ambulance e Consequences. Sul myspace dell'etichetta, proprio la bionda cantautrice di Stoccolma regala la sua nuova traccia.

>>> Hello Saferide - iPod Xmas

giovedì 7 dicembre 2006

Due flyer per il weekend

A Banco @ Vibra!


In questo fine settimana allungato, la valigia dei dischi correrà per la grigia pianura che sarà un piacere. Questa sera mi porterà al Vibra di Modena, per un nuovo appuntamento con A Banco! in compagnia di Soneek Max. Domani sera non potrà mancare al Covo di Bologna, per la festa di presentazione della graphic novel tratta da Bastogne. E in mezzo farà tappa anche negli studi di Città del Capo Radio Metropolitana, per una inusuale conduzione antimeridiana, tra la rassegna stampa e l'ora di pranzo, giusto poche ore prima della puntata di polaroid di domani sera.
Ci si vede a banco: un drink, un cappuccino o un caffè forte, secondo l'occasione.
Adesso è Natale! (2)

Per gli Irene, "a Christmas without a surfboard is no Christmas at all". Forse è anche per questo che hanno appena celebrato un Christmas Beach Party a Lund.
E visto che è stagione, insieme alla loro etichetta Labrador, regalano a tutti questa Christmas on the Beach.

«Christmas on the Beach continues to prove Irene's unbeaten talent for timeless evergreens. It hits off at full tempo with more jingle bells and castanettes than you've heard in ages and ends 1 minute and 44 seconds later as a gentle and sentimental Christmas ballad».
La Compile de l'Automne

 La Compile de l'Automne Al motto di "A bas les compiles à thème!", l'etichetta parigina Le Diks Qui Sautent pubblica una compilation intititolata La Compile de l'Automne, in download gratuito sul proprio sito, raccogliendo 20 band da Francia, Italia, Svezia, Germania, Belgio, Stati Uniti, Spagna e Africa del Sud.
Sonorità in prevalenza acustiche, che vanno dal twee-pop a certa sperimentazione giocattolosa, al folk meno convenzionale. Nel complesso un disco non proprio facile, ma che restituisce adeguatamente un bel mood novembrino.
A tenere alti i colori nazionali ci sono Le Man Avec Les Lunettes, Svenzy e Walking The Cow (che chiudono la raccolta con quello che sembra quasi un tributo lo-fi ai Suicide).
Potete scaricare o ascoltare in streaming La Compile de l'Automne qui.

mercoledì 6 dicembre 2006

Electric President @ Murato



Il curioso video di Invisible Machine degli Electric President è per ricordarvi che questa sera la band statunitense sarà in concerto al Circolo della Grada (Via della Grada 10) all'interno della rassegna Murato, per presentare il suo omonimo album di debutto.
L'ennesimo cambio di location della rassegna è dovuto alle vicende che hanno reso impraticabile musica dal vivo allo Zò Caffè. Queste le parole di Giovanni dalla mailing list della Unhip Records: "è l'ultimo concerto di murato dell'anno, il gruppo spakka ed urge dare un segnale forte che la ciudad non si fa intimidire dai draconiani provvedimenti dell'amministrazione e che le pulse non si devono fermare. il concerto inizia alle 22 puntuali. poster di electric president in omaggio ai primi arrivati, fino ad esaurimento".
Per il live gli Electric President saranno formazione a trio. Oggi pomeriggio c'è la consueta anteprima radiofonica a Su La Testa, tra le 16.30 e le 17.30 su Città del Capo Radio Metropolitana.

>>> video:
Electric President - Insomnia
Adesso è Natale! (1)

 Indiepages.com Mentre a Seattle nevica, Arianne e Chris di Indiepages si domandano "Oh, what would December be without the requisite batch of holiday songs?"
E quindi eccole!


(il Natale,
le canzoni di Natale,
i blog con le canzoni di Natale,
i link ai blog con le canzoni di Natale,
ricordarsi i link ai blog con le canzoni di Natale...)
Goodbye Glamour

JuxtabrunchDevo dire che è stata un po' una sorpresa ascoltare Goodbye Glamour, il nuovo ep autoprodotto dei Juxtabrunch, dopo averli visti dal vivo. Il concerto alla Piola era finito con Nick, il cantante dagli occhi azzurri, in glorioso tuffo sulla batteria, e conseguente frana con graffi. Un paio di canzoni erano state suonate senza una chitarra perché qualcuno aveva portato una grappa allo sciabolatissimo Tom. Una totale baraonda si sprigionava dal quartetto veneto, e mi aveva fatto pensare che avrebbero meritato di aprire una serata dei Babyshambles.
Le sette tracce di Goodbye Glamour, invece, rivelano molta più pulizia e determinazione. Il suono è decisamente rock, perdendo forse qualcosa nell'immediatezza e innestando arrangiamenti più pieni (ma un violino appare in Sweet Dirty Suite, ed è una buonissima idea).
Insomma, un gruppo che forse sta ancora decidendo quale strada prendere, tra cose più tirate alla Hives/Strokes (Cheer Me Up) e un passo più pop (gli inediti con cui hanno aperto il concerto, o la vecchia Juxtapause, Please), ma che nel frattempo diverte parecchio.

>>> mp3:
Juxtabrunch - Other Way Around
"Quanto siamo simpatici noi emiliani"

Negli ultimi tempi, parecchia gente si è fatta un'opinione su Giovanni Lindo Ferretti, riassunta bene nelle parole di Colas.
Io sentivo che mi mancava qualcosa. Ha colmato questa lacuna (ancora una volta) Leonardo, da uomo della Bassa come me, con questo bel post di antropologia emiliana.

«Ma a noi stava bene così, pensavamo fosse una posa, un gioco. Se invece diventa una cosa seria, ci restiamo male».

lunedì 4 dicembre 2006

Pecksniff live a polaroid!

Sabato scorso, al Bronson di Ravenna, alla musica degli adorabili Pecksniff mancavano i giocattoli e i cori di Simone Sommi. In compenso, la band parmigiana ha avuto il valido contributo di Marco Del Soldato, che ha trascorso l'intero concerto svaccato su una poltrona in fondo al palco, agitando ogni tanto una maracas senza convinzione e finendo la birra del batterista.
Peccato non avere avuto Marco anche in radio la settimana scorsa, a dare man forte ai Pecks nella sconclusionata serata in cui sono venuti a presentare il loro nuovo album Honey, You're Murdering Me.
L'intera, disordinatissima puntata è qui (ringrazio Tommy per le foto e l'inedito remix di Skinny Legs), e queste sono le tre canzoni unplugged che i Pecksniff ci hanno regalato.

Heidi On The Mountain
Wonder Boy Monster Land
Funny Lips


 Pecksniff live at polaroid  Pecksniff live at polaroid  Pecksniff live at polaroid
 Pecksniff live at polaroid  Pecksniff live at polaroid  Pecksniff live at polaroid

Compiti per le vacanze

Una lunga lista di band da tenere d'occhio nel 2007 secondo la label svedese Hybris.

venerdì 1 dicembre 2006

Gelato al veleno

Questa sera non ci sarà polaroid alla radio, vado in trasferta a Milano a sentire cosa fanno gli indie di laggiù.
Ci si vede a banco al Rainbow, per il Gelato Al Veleno Party organizzato da Rockit. Suoneranno Bugo e Violante Placido, i Tre Allegri Ragazzi Morti e i Ten Thousand Bees.
Prima e durante i live dj set a cura di Enver, dopo i concerti metterò un po' di dischi io. È una serata pop, non aspettatevi neu-rave, disco o robe da Girolami. Ho voglia di ballare.

>>> bonus tracks:
Bugo & Viola - Amore Mio Infinito (video)
Viola - Still I (video)
Ten Thousand Bees - Water Circles (mp3)


 Rockit - Gelato Al Veleno

mercoledì 29 novembre 2006

JPod

Douglas Coupland - 'JPod' Caro Doug,
era da un po' che volevo scriverti due righe a proposito del tuo ultimo romanzo. Sì, sono sempre stato quello senza il minimo senso critico ed era così scontato che JPod mi piacesse, ma volevo dirtelo lo stesso.
Tu puoi anche finire a fare il personaggio dentro un tuo libro, e nascondentri dietro tutte le citazioni, ma, vedi, la nostra vita raccontata da Douglas Coupland resta sempre tra i cinque migliori sostitutivi di un abbraccio disponibili sul mercato.
Non mi importa del compiacimento, o se ogni tanto dai l'impressione di divertirti a prendere in giro proprio questo. O che in certe pagine sorga il dubbio di un'operazione a tavolino: Microservi + La Sacra Famiglia. Oppure che altri dialoghi sembrino uscire da Fidanzata In Coma. Tutti quei momenti in cui, insomma, qualcuno vorrebbe gridare "Sveglia Doug, sono passati dieci anni!"
Sono stati proprio quei momenti che mi hanno fatto domandare se stessi cercando di dirci qualcosa su come si compone un romanzo arrivati a questo punto della carriera, oppure su come succede che si diventa più vecchi e, beh insomma, si compone una vita. Prendiamo pezzi di noi e li ricicliamo insieme alle cose nuove che durano sempre di meno, cercando di aggiornare il linguaggio, tentando (a volte disperatamente) di non perdere coerenza. E a volte finiamo per diventare un nostro personaggio, a cui ormai possiamo far dire e combinare anche cose tremende, l'importante è che si riconosca in qualche modo. O almeno che lo riconosciamo noi.
Vi siete telefonati spesso tu ed Easton Ellis, negli ultimi tempi?
Dentro JPod si ride come mai nei tuoi romanzi, ma c'è anche un sacco di cattiveria mai vista. E il conto mi torna, perché ogni volta che mi trovo a ridere, oggi, mi aspetto prima o poi qualche coltellata alla schiena. Se me lo avessi detto in California, al tempo di Generazione X, credo che sarei passato oltre sbuffando e me ne sarei dimenticato subito. Ma quella era ancora l'epoca in cui "non succede niente" significava "momento di sagace riflessione". Oggi al massimo vuol dire "non ho tempo, ho un lavoro, la scrivania è incasinata di roba e ho una scadenza per (inserire tutti i giorni)".
Le cose succedono di continuo ma sopra la nostra testa (probabile fosse così anche prima, ma appariva di meno), abbiamo più soldi e ce ne sono meno in generale, tutto sembra essersi fatto più pesante e senza corpo al tempo stesso. A un certo punto, dici che «è sempre più evidente che quelli che definiamo "carattere" e "personalità" non sono realtà spirituali né stati cosmici dell'esistenza bensì l'effetto complessivo di una serie di disfunzioni cerebrali». Cosa che, oltre a richiamare Vonnegut (che però viveva in un secolo in cui si aveva ancora fiducia nella Chimica) è una definizione perfetta per costruire i tuoi personaggi. Oppure, continuo a domandarmi, per spiegare come noi stiamo al mondo.
Vorrei essere ottimista come te, Doug, avere la tua fiducia che per ogni problema ci sia una soluzione (non importa a spese di chi), e che per ogni affanno esista una "hug machine" che ci rimetterà in piedi. A volte, quando leggo i tuoi libri, per un attimo lo sono. E ancora sorrido.
Ciao, a presto,
e.


ps: so che tempo fa ti hanno scritto anche la Francesca e Fabrizio. Adesso che ho finito il romanzo corro subito a vedere cosa dicevano.

martedì 28 novembre 2006

Once we were ubiquitous (3)

Alcune rapide segnalazioni per i concerti di questa settimana in città:

1) Giovanni della Unhip Records comunica che «l'appuntamento con Murato di questo mercoledì 29 novembre allo Zò Caffè (Satellite Inn + August In Fall) è stato annullato. Quello del mercoledì successivo 6 dicembre (Electric President) sarà spostato al circolo Arci della Grada (Via della Grada 10). Vorrei scrivere liberamente dei motivi che hanno portato a questa forzata e improvvisa decisione, ma non voglio compromettere l'eventuale prosecuzione della rassegna in altre location. Devo purtroppo ancora constatare (dopo l'interruzione forzata nella location precedente) che in questa città (che si vanta di essere "città della musica") è diventato praticamente impossibile organizzare concerti di qualità di piccole/medie dimensioni. Nella speranza che la straordinaria efficienza che viene applicata nel far rispettare regole deliranti e terzomondiste possa essere utilizzata per crearne di nuove e più flessibili, finalmente adatte a quella che è la realtà».

2) Un appuntamento live caldamente consigliato è quello di questa sera al Circolo Sesto Senso (Via Petroni 9/c), dove suoneranno i Thousands Millions. Quando li ho avevo visti per la prima volta, all'inizio dell'estate, mi avevano davvero entusiasmato, e da allora Joining The Red House (il loro demo registrato insieme a Bruno Germano dei Settlefish) in radio l'ho passato parecchio.
Annullato pure questo. Si recupera, pare, in gennaio.

3) Per mercoledì sera è saltato anche il concerto di The Books e venerdì quello di Supersystem (pare si siano sciolti), entrambi al Covo. Il primo dicembre comunque si recupera con i grandiosi Tunas, che presenteranno il loro selvaggio album d'esordio The Tunas Au... Go-Go.

>>> mp3:
Electric President - Good Morning, Hypocrite
Thousands Millions - Falling Is Delicious
The Tunas - I Want You Dead (demo)
Forse non dovrei dirlo ma...

... sulle canzoni dell'ultimo disco dei Junior Boys potete benissimo cantare i testi di Diana Est. Spero prima o poi in un mash-up di Maxcar.
Free tracks for Track & Field

Per questa settimana la webzine inglese The Downloader metterà in download gratuito ogni giorno un mp3 delle varie band del catalogo Track & Field.
Si comincia con i Radio Dept. (Pet Grief infatti è stato ristampato in UK il mese scorso) e ho appena scoperto che i ragazzi hanno finalmente un sito ufficiale (ragazzi, è quasi il 2007!). Spulciando tra le pagine, ho ritrovato con un sorriso polaroid.

lunedì 27 novembre 2006

Musica da tinello

 Matt and Kim Prediligono ambientare i loro video in cucine dove succede un po' di tutto, splatter incluso, e si sorridono a ripetizione tra la batteria e lo sgabello dietro la tastiera.
Sono Matt and Kim e se li cercate su youtube troverete tetti di Brooklyn ("this is our corner of the world, enjoy"), esibizioni unplugged sulle rive dell'Hudson che ricordano Musica Nelle Valli, trailer di videomagazine sullo skateboard e una marea di fan che gli stanno tutti intorno, vicinissimi ai concerti.
La migliore descrizione di questo duo newyorkese l'ha data il Village Voice, definendoli un incrocio tra Mates Of States e Thermals. Da un lato, la stessa formazione ridotta, la scelta non convenzionale dei suoni e il fatto di essere una coppia anche nella vita. Dall'altro una musica che per quanto scarna e ripetitiva mantiene sempre forte, fortissimo il tasso di Urgenza.
Il loro debutto onomino stipa undici tracce in ventinove esplosivi minuti. L'inno Yea Yeah l'avevo linkato quasi per caso un mesetto fa, e da allora non si è ancora fermato.

>>> No More Long Years
>>> Yea Yeah

"Music's not just about the journalists"

Un articolo sul "Pitchfork effect" oggi potrebbe suonare datato, ma siamo sulle pagine del Guardian, e tra le parole dei diretti interessati (insieme a Stylus, Drowned In Sound e un goffo NME) qualche bello spunto c'è sempre.

(e a proposito: "Can you say anything nice about Universal Music?")

venerdì 24 novembre 2006

Once we were ubiquitous (2)

- Questa sera gli adorabili Pecksniff saranno a polaroid per presentare il loro nuovo album Honey, You're Murdering Me. Brindisi, live unplugged e strumenti giocattolo a partire dalle 21 sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana. Per chi non è a Bologna e dintorni c'è anche lo streaming e (con calma) l'archivio mp3/podcast.
A seguire, il sottoscritto sarà a mettere un po' di dischi al Covo in compagnia di mr. Unhip, ma immagino sarete tutti all'Estragon per dire addio agli Arab Strap.

- I Pecksniff saranno al Covo invece sabato sera, per un concerto vero e proprio in cui divideranno il palco con gli You Should Play In A Band.
La serata fa a gara con quella della Piola dove scendono i Juxtabrunch. Sarebbe bello essere, come una volta, ubiqui.

- Visto che qualche giorno fa ho incautamente scritto che non ero mai stato al MEI e non ne sentivo la mancanza, per la legge del contrappasso gli dei dell'indie rock ora mi costringono a condurre la diretta radiofonica che domenica pomeriggio, sempre su Radio Città del Capo, seguirà in collegamento con Faenza le vicende di Independulo, l'ultima follia dei ragazzi di Magazzeno Bis. Si comincia verso le due e mezza e si va avanti per un bel po'.

- Per tutti gli altri appuntamenti c'è, come sempre, la più affidabile Italy Gig List. Ci si vede a banco.

>>>mp3:
Pecksniff - You May Kiss The Bride
You Should Play In A Band - Borders Of Love
Juxtabrunch - Juxtapause, Please

giovedì 23 novembre 2006

La creatura è qui

 MiceCars - 'I'm The Creature' Ci sono voluti quasi due anni ma è valsa la pena aspettare. Del debutto dei MiceCars si parla da quando nella primavera del 2004 cominciarono a circolare le loro prime registrazioni, raccolte nel Gewgaw Tunes ep. E poi da quando, quella stessa estate, vincendo il concorso Progetto Demo, finirono addirittura sul palco del festival di Benicassim.
Logico attendersi che la band romana facesse in fretta a capitalizzare il momento di grazia. I ragazzi invece non persero la testa. Si chiusero in studio a inseguire quel suono per il quale i MiceCars erano nati: chitarre ruvide ma indolenti, melodie sbilenche ma contagiose, ironia a profusione.
Esatto: la formula è quella classica ma ancora imbattibile dell'Indie Rock maiuscolo.

Non a caso, questi due anni di registrazioni hanno avuto due numi tutelari d'eccezione, come Matteo Agostinelli degli Yuppie Flu e Francesco "Burro" Donadello dei Giardini di Mirò. E proprio dalla nostra Homesleep viene finalmente pubblicato il frutto di questo lavoro: I'm The Creature, già dalle prime note uno di quei dischi che sembra quasi impossibile siano stati fatti in Italia.

Tutto pavementiano l'avvio con il riff di Watch Over Your Gun!, ammorbidita da un coro degno di Wayne Coyne e soci. In generale, è proprio l'armonia delle voci di Peter T. e Little P. a dare a tutto I'm The Creature una sensazione di coesione, nonostante i frequenti e repentini cambi di marcia delle canzoni. Nihil Is The Quest sembra puntare il mirino sui Dinosaur Jr., salvo poi chiudersi tra battimani e festa delle medie (peccato che sfumi). Più ambiziosa Introducing The Liquid Pets, che affastella temi, procede in crescendo e si condensa in un ritornello per amanti di Violent Femmes. Underwater Slug si apre come un tributo ai Beatles e da sommessa prende poi a deragliare rauca. L'irresistibile The Ancient Art Of Peeping deve essere nel cassetto dei MiceCars dagli anni buoni del Brit Pop, mentre la fumosa Fritz Is Alive è la necessaria sosta a metà strada per riprendere fiato. The Battle Against Nimesulide si diverte a presentarsi tutta scompigliata per confonderci le idee, ma per i successivi due minuti mette in piedi uno di quegli anthem da saltare tutti sotto al palco. Ghost Trolley comincia come un pezzo dei Pulp e tira la volata per l'accoppiata Hulk Hogan e Heretical, due canzoni piantate sul confine tra i Pixies più spensierati e i Blur di una volta. Tutti a ballare, un giro a banco e poi si torna per il gran finale. Devil vaga in un deserto alle porte di Roma (non a caso compare la slide guitar dei Franklin Delano) e incontra i Grandaddy, fatti del tutto prigionieri nella successiva Americans. Immancabile traccia fantasma a completare il quadro, una ninna nanna sognata dai MiceCars addormentati sul divano alla fine di una festa.

C'è davvero molta carne al fuoco dentro I'm The Creature, un album d'esordio che non passerà inosservato, auspicabilmente anche fuori dai confini nazionali. Fatevi sotto. Ci sono voluti quasi due anni perché arrivasse, ma è valsa la pena aspettare.

>>> mp3:
- Introducing The Liquid Pets

>>>bonus tracks (courtesy of Rockit.it):
- Underwater Slug
- Heretical

mercoledì 22 novembre 2006

Natural's not in it

 Marie Antoinette Dei tre film che ho visto nell'ultimo anno al cinema, due riguardavano figure monarchiche femminili in crisi. Non so se questo dato dovrebbe suggerirmi qualcosa sulla società contemporanea, o soltanto che devo uscire più spesso.
Certo, se l'insopportabile The Queen avesse avuto gli Strokes in colonna sonora forse sarebbe stato più digeribile, ma dubito. Magari le scarpe di Manolo Blahnik avrebbero aiutato di più.
Per Marie Antoinette il discorso era diverso: ehi, Sofia Coppola è dei nostri! Oggi ci sentiamo tutti un po' Lost in qualche Translation, no? E allora vado a vedere anche queste due ore e tre minuti di film in costume, stucchi, specchi, parrucche, lacche, affreschi, cristalli, cipria, corse per i corridoi di Versailles e, soprattutto, Manolo Blahnik.
Poi, siccome ho degli amici intelligenti, ho imparato che quando a me sembra che non succeda niente, invece si sta compiendo un'intensa analisi dei caratteri e delle situazioni, e allora resto seduto ad aspettare, aspettare e ammirare Manolo Blahnik.
Tranne quando in un paio di scene suonano i Radio Dept. in sottofondo. Lì scatto in piedi a esultare come Tardelli nell'82. Non ci posso fare nulla: i consulenti di marketing che progettano le colonne sonore dei film della Coppola hanno memorizzato il mio numero sul cellulare con il nome "Target Facile #1".
Poi mi torna in mente che Johan e Martin ci avevano raccontato di avere concesso le canzoni al film solo in cambio di sapere dalla Coppola cosa sussurra Bill Murray nell'orecchio a Scarlett Johansson alla fine del film. Mi giro per dirlo a qualcuno, ma i due bear di mezza età che mi siedono accanto stanno limonando.
Intanto passa la festa in maschera a Parigi, passano le All Star, passa il teatro del Settecento, passano i Bow Wow Wow, passano i dolci fluo, passa Marianne Faithfull Maria Teresa d'Austria, passano i New Order, passa Manolo Blahnik.
A un certo punto ricompare quel candore da Vergini Suicide, quel controluce di vesti bianche e abbandonare di corpi sui prati. E la storia del matrimonio non consumato, delle sorti della nazione e della corte, sfumano lontano. Quasi mi scordo anche di Manolo Blahnik. Per un attimo penso che la Coppola volesse arrivare soltanto lì, dove Kirsten Dunst è come dovrebbe sempre essere, un biondo sorriso acquerello che si muove sulla musica degli Air.
E invece, proprio lì c'è questa scena delle uova, appena un attimo, in cui si mostra come anche lo slancio bucolico e materno siano artificiosi e fatui (tanto che alla prima cena in giardino con le ostriche, ecco l'amante), e tutto è così senza rimedio, che dopo non bastano nemmeno i Cure e Manolo Blahnik a tirarmi su di morale.
Sarà pure un fallimento di film, come dicono quelli abili nell'arte della conversazione, ma ho trovato che riuscire a essere tanto pessimisti prendendo una materia così vuota e frivola, e schivando ostinatamente ogni occasione di approfondimento, sia comunque frutto di una certa abilità.
I ragazzi del marketing della colonna sonora avevano detto tutto già ai titoli di testa, dove hanno messo i Gang Of Four a gridare:
The problem of leisure / What to do for pleasure
Dream of the perfect life / This heaven gives me migraine
.


(poi, certo, uno può sempre dire che i problemi sono ben altri, vabbè...
Analisi più interessanti chez Leonardo, Seconda Visione, Violetta...)

>>> mp3:
Gang of Four - Natural's Not In It
The Radio Dept. - Pulling Our Weight

martedì 21 novembre 2006

Canzoni per la ragazza dell'ultimo banco

 Math And Physics Club Non è certo un caso che i Math and Physics Club, sulla copertina del loro omonimo album di debutto, si facciano fotografare al tavolo di una biblioteca.
Leggono attenti, si annoiano, sorridono e si addormentano. Insomma, non proprio delle rockstar. Tre su cinque portano gli occhiali. La violinsta assomiglia in maniera incredibile alla segretaria del mio ufficio in una vecchia foto da signorina.

Come certe storie d'amore nate e vissute in sala studio, tra un esame e l'altro, le dieci canzoni di questo disco fanno poco rumore, piccoli appunti a margine di fotocopie prestate e mai restituite.
Se con i due ep precedenti era evidente la frequentazione dei seminari su Belle and Sebastian e Sarah Records, con questo album i Math and Physics Club mostrano di avere seguito con profitto anche il corso monografico sui Lucksmiths (come al solito, Indiepop.it lo spiega meglio).

La delicata musica del quintetto di Seattle, che prende il nome da una scena di un film ambientato, guarda caso, in una scuola come The Breakfast Club (Dio, c'è qualcosa di più adolescenziale?), è puro pop da cardigan, ispiratore di rinnovate buone abitudini, sveglie mattutine ed entusiaste letture autunnali.
Un altro bell'esempio di band che "dove la metti sta" (cit.), come si può vedere da questi tre video live in un negozio di dischi della loro città.

>>> mp3:
Darling, Please Come Home
I Know What I Want

lunedì 20 novembre 2006

Alessandro Raina would like to be added as one of your friends

 RAINA / PETRIS / SPAZIO - 'NEMA FICTZIONE' Le giornate sono divise in maniera equa tra nebbie, piogge e stanze in scala di grigio, giornate perfette per i docili raccoglimenti del doposbronza, divano e libro, e di conseguenza la musica qui si fa vicina e quieta. Direi comprensiva, tollerante come nimesulide.
In mezzo a questa musica ho riconosciuto una voce, quella di Alessandro Raina, che ricorderete per essere stato anche cantante nei Giardini di Mirò, epoca Punk... not diet!
Dopo Colonia Paradi'es del '99, e le collaborazioni con Cesare Malfatti dei La Crus, Raina torna con un'opera a sei mani, insieme a Giacomo Spazio e Pierluigi Petris, intitolata Nema Fictzione. Il progetto si presenta abbastanza ambizioso, o quanto meno non proprio di immediata fruizione: un libro di poesie e interventi grafici dedicato a personaggi del Novecento italiano (dalla letteratura alla cronaca), a cui è reso omaggio con brevi testi in inglese e italiano.
In mezzo alle pagine compaiono i titoli dei quattordici brani contenuti nel cd allegato, creando così rimandi tra lettura e ascolto, e aprendosi a diverse interpretazioni.
Non sono la persona più adatta per giudicare il lavoro poetico di Nema Fictzione, ma di sicuro la parte musicale ha la capacità di insinuarsi nell'ascolto e rivelare una bellezza non comune né comoda. Frammenti di indietronica e folksong tra l'acustico e lo sperimentale si mescolano in un paesaggio a prima vista spoglio e freddo, ma che a poco a poco affascina.
Spicca tra le altre canzoni My Fragile Family 3, che all'apparenza potrebbe ricordare qualcosa dei Notwist più melodici, ed è costruita su un campionamento dei Wilco. Si candida a canzone d'amore dell'autunno 2006, anche solo per il fatto di contenere i versi:

Normalcy directed me to phone you again
I tried not to bleed it
on your Unhip t-shirt


>>> mp3: Alessandro Raina - My Fragile Family 3
>>> Altre due tracce si possono ascoltare qui.

venerdì 17 novembre 2006

Come si dirà "A Banco" in svedese?

Lo so, sabato 18 novembre è una di quelle date da far impazzire un ipotetico curatore di una rubrica dal titolo "Affittasi Ubiquità" (sta per tornare, promesso), visti tutti gli appuntamenti musicali che si accavallano in calendario, ma per ora l'unica cosa che mi va di scrivere a proposito di questa serata è:

Juta Sthlm: den bästa indiepopen fran Sverige, enligt SoneekMX (AntennaUno Rock Station), speciala gäster Enzo (polaroid blog) och Lucio (officiell fotograf). Lördag, 18 November 2006, från 19 till midnatt, @ Juta Cafè, Via Taglio 91, Modena.

A seguire, al Vibra, secondo appuntamento con la selezione "A Banco!", ci si vede lì.
Sodastream contest!

 Sodastream - 'Reservations' Un cd o forse un biglietto per il concerto di domani al Covo di Bologna, oppure tutti e due, vedremo.
Insomma, questa sera a polaroid (in onda dalle 21 sulle frequenze di Città del Capo Radio Metropolitana) si fanno un po' di regali per celebrare l'arrivo di Reservations, il nuovo album del duo australiano Sodastream.

>>> Twin Lakes (mp3)
>>> Twin Lakes (video)

ps: e ad aprire per Sodastream, sul palco di Viale Zagabria 1, ci saranno i nostri Comaneci!
Stop Staring At My Tits

 Stop Staring At My Tits


In occasione del tour europeo delle Ian Fays, che dopo l'Italia toccherà anche Germania, Olanda e Belgio, il blog olandese Stereo ha raccolto una compilation in mp3 tutta al femminile, intitolata Stop Staring At My Tits. Tra i nomi in scaletta, oltre alle gemelline californiane: Au Revoire Simone, El Perro del Mar, Erase Errata, Emily Haines e altre.