giovedì 30 dicembre 2004

Melinda & me

Quando esci dal cinema dopo aver visto un film di Woody Allen hai diritto a un bonus di circa quindici minuti in cui ogni cosa che dici sembra pronunciata al tavolo di un ristorante di Manhattan, mentre tutti reggono calici di vino e discutono degli ultimi lavori che stanno scrivendo per il teatro.
Ieri sera, per esempio, infilandosi il cappotto La Laura ha affermato che in realtà l'unico motivo che Allen aveva per fare questo film era mettere in bocca a Chloe Sevigny la notevole battuta "ho avuto un solo uomo in vita mia".
Io me la sono cavata gigioneggiando l'imitazione della scena della discoteca in Provaci ancora Sam lungo tutta Via Nosadella.
Credo di aver detto anche qualcosa di smodatamente brillante, ma me lo sono dimenticato subito dopo.

Aveva forse a che fare con l'immagine di tutti noi che anno dopo anno torniamo a vedere i suoi film e usciamo con la stessa espressione sulla faccia e diciamo le stesse cose più o meno simpatiche, e tutto sommato siamo contenti così.
È una specie di transumanza culturale.

Sono giunto alla conclusione che per me contano solo due film nella carriera di Woody Allen: Io e Annie e Harry a pezzi.
Nel primo c'è tutto quello che Allen sa dire magnificamente. Il secondo invece mostra come funziona quello che dice. I due livelli sono di frequente confusi e ricombinati.

Ieri sera, mentre l'Upper East Side svaniva in trasparenza contro Piazza Santo Stefano, mi è venuto in mente che verso i film di Woody Allen provo ormai quello che Allen dice di provare nei confronti delle donne in quella celebre battuta alla fine di Io e Annie.
Guardandoli e tornando a guardarli mi rendo contro che non sono molto maturato negli ultimi quindici anni (livello Io e Annnie), eppure non voglio farne a meno proprio perché intuisco come e perché mi piacciono (livello Harry a pezzi).
E alla fine, resta la macchina da presa ferma dentro il bar, sul luogo di quell'ultimo incontro, mentre fuori loro si salutano per strada e vanno via.

mercoledì 29 dicembre 2004

Addio alla Torre

Questa è la polaroid di una casa vuota, in cima ai tetti di Bologna.
È piena di scatole e sedie in mezzo alla stanza, poster arrotolati in piedi contro il muro, pile di piatti avvolti nella carta da giornale appoggiate per terra, giacche ammucchiate dagli anni passati che nessuno metterebbe più. Dietro la porta, dentro un secchio giallo, detersivi e un flacone di alcol.
Ma nonostante il disordine la casa è già vuota, sta per essere chiusa, e sulla tua faccia (perché nella foto non poteva mancare la tua faccia che guarda fuori dalla finestra) è disegnata la preoccupazione che chi arriverà dopo di te sappia prendersi cura dei fragili infissi, dei gradini zoppi e dell'acqua che piove dal solaio.

Avere cura della città che si vede dalla propria finestra.

Hai notato anche tu che conosciamo soltanto gente che abita all'ultimo piano?

E poi sei preoccupato per gli odori che hai lasciato in giro. Malgrado ogni tua premura, il frigorifero sembra abitato da un perenne produmo di melone, e l'odore dei tuoi capelli sembra essere l'ultima cosa che vuole rimanere di te dopo che hai cambiato aria per tutto il giorno.
Ma l'ultima preoccupazione sul tuo volto è per il disco che hai in mano, per quell'azzurro sbiadito che ti eri promesso di tenere lontano, almeno per questa volta. E invece lo stai facendo, eccolo lì, e stai salutando la vecchia casa.

giovedì 23 dicembre 2004

L'mprescindibile post con gli auguri di Natale

- La cosa più natalizia che mi viene in mente adesso è l'ouverture di Maple Leaves, la versione dell'ep omonimo.

- Sì, coi campanellini e tutto il resto... Non te lo volevo dire ma la prima volta che l'ho sentita mi aveva ricordato tutto quello che desidero per Natale sei tu di Mariah Carey.

- Pensavo: se ci fosse tempo farei una compilation di Natale. Maple Leaves la metterei per prima.

- Come facevamo gli altri anni, tutti quei regali in mp3, prima che arrivassero gli m-blog, ti ricordi? E poi, dopo il cenone dai parenti, ci connettevamo con un modem a 56k e i led lampeggiavano a tempo con le luci dell'albero. E invece stavolta non c'è stato tempo per fare le cassette e i regali...

- Nemmeno un bagno schiuma tipo Miss Milky per sentirsi adolescenti rosee, neppure per La buona novella come successe l'anno scorso. Anche se, devo dire, Ratti ha insistito con il suo enorme fiocco, per celebrare degnamente il Natale dei piccioni, e al Calice le fidanzate hanno ancora le sportine di Mister Gal nonostante, grazie al cielo, i jeans di Richmond sembrino caduti nell'oblio (i dondup, almeno non li riconosci).

- In una libreria ho visto una fila talmente lunga che finiva davanti alla cassa di un'altra libreria. Le commesse non sapevano più a chi fare i pacchetti.

- E alla messa delle otto di mattina a Santa Maria della Vita che tutta ridonda di marmi e di ori con il sacerdote che legge le letture sbagliate e poi si scusa, e la preghiera dei fedeli per illuminare la ricerca e i ricercatori, sembrava davvero un mattina festiva di un giorno feriale (e la ricerca ovviamente ha avuto un picco).

- Il centro di Bologna oggi era così pieno di gente che correva per i regali dell'ultimo minuto che per attraversare la strada dovevi provare con lo stage diving.

- Ma la cosa più natalizia di questo Natale è stato mangiare i passatelli in trattoria, guardare la cupola di Santa Maria della Vita dalla finestra, tra i vapori di freddo e le luci arancioni, e il nostro clap hand sulla traccia numero tre del Cwistmas Twee album (è arrivato anche a noi!).

Buon Natale, a tutti. Ci sentiamo tra qualche giorno.
A very rock'n'roll Christmas

Questa sera, ultimo imperdibile appuntamento prima della pausa natalizia.
Nella Casa Coi Graffiti a Idice (BO) in concerto:
Ex-Otago (da Genova, very happy indie-keys-pop),
Black Candy (da Modena, non hanno più bisogno di presentazioni),
The Pope Mobile (metà Tunas + metà Black Candy, totale rock'n'roll).

La festa servirà a raccogliere fondi per la colonia felina Oasi Felix di Medicina (BO).
I folli Ex-Otago ce li ricordiamo dall'ultima edizione di Musica Nelle Valli e non vedevamo l'ora di incontrarli di nuovo. Il loro inno After August, September, tratto dall'ultimo album "The chestnuts time", è stata una delle canzoni della nostra estate.
Le Black Candy presenteranno finalmente il nuovo sette pollici split con Majirelle uscito su Fooltribe, l'unico regalo di Natale che aspetto da mesi.

Il tutto comincia intorno alle novemmezza, il biglietto costa 1 euro. Prima e dopo i concerti dj-set garage'n'soul by Dj Amarezza & Cool Face. Qui trovate le indicazioni per raggiungere la Casa Coi Graffiti.
L'Amico Immaginario

È nata una nuova etichetta, I Dischi De L'Amico Immaginario.
Con l'aiuto dei Fratelli Drezzezze (ovvero Maurizio Borgna e Cristiano Lo Mele), Giasone, l'amico immaginario (che ha pure un blog), "intende pubblicare i dischi che già esistono nella bacheca dell'amico immaginario e che non godono dell'attenzione che meriterebbero".
L'Amico Immaginario ha la propria base operativa a Leuman (immaginario paese compresso alle porte di Torino) e si avvale della distribuzione Audioglobe.

I primi due titoli in catalogo, in uscita nei primi mesi del 2005, porteranno la firma dei Northpole, gruppo veneto attivo da oltre dieci anni, e quello degli Zen Circus, band pisana che ben conosciamo anche da queste parti.

Va segnalato anche il lodevole tentativo di Giasone di contenere i costi: i dischi infatti usciranno al prezzo di 15 euro, "non un centesimo in più (al limite qualcuno in meno)".
C'è però anche un altro modo per entrare in possesso dei Dischi De L'Amico Immaginario ed è quello di aderire alla campagna "diventa immaginario", in pratica associarsi all'etichetta. La tessera dura un anno solare e permette di ricevere tutti i dischi usciti in quel periodo, nonché ottenere altri vantaggi.
Se volete saperne di più scrivete un'email a giasone@lamicoimmaginario.it.

mercoledì 22 dicembre 2004

Regali per noi

Questo post parla di regali. Regali che a volte ci hanno fatto gruppi che ascoltiamo, altre volte gente che neppure conoscevamo.
Trovo ancora fantastico che qualcuno decida di dare proprio a noi un cd con la musica che ha messo insieme. In questi anni di blog e di radio ce ne hanno regalati alcuni, e io non sempre sapevo come ringraziare. Non siamo giornalisti, né siamo nel business. Questa volta provo allora con un post.

Atomic Loosers- The Atomic Loosers, s/t - Sono i primi a venirmi in mente. Ho scoperto che esistono ancora e che me li sono persi poco tempo fa dal vivo a Villa Serena. Andrea, il chitarrista, mi passò un loro cd con otto pezzi ai tempi di Zero In Condotta, più di un anno fa, e io non gli scrissi mai, nemmeno una mail di due righe. Perché faccio così?
Eppure i numeri ci sono. Sotto una robusta pelle punk, nascondono un'anima garage, ed è quella forse più interessante, soprattutto grazie alla convincente voce. A tratti, riecheggiano gli Stooges, altrove li si vorrebbe più apertamente stonesiani. Prometto che andrò a vederli in concerto.

Interflug (particolare)- Interflug, My Casio scripts / Cheap music for cheap people - Il nome degli Skoda me lo ricordavo da una compilation della Ouzel Records. Di quel duo è rimasto Giacomo Botta, nel frattempo migrato a Helsinki, che con il moniker Interflug continua a suonare elettropop, spesso e volentieri mescolato a episodi acustici. Immaginate una specie di versione lo-fi di Postal Service (tanto per fare un nome noto), dove però la facilità delle melodie viene in qualche modo sempre sfasata da un uso dell'elettronica molto più naif e meno diretto, e da una voce timida e sperduta.
C'è una tremenda malinconia (soprattuto quando chitarra e voce restano nude) che mi lascia in testa poche parole di qualche canzone e non me ne libero per giorni. Cose sconnesse e apparentemente insignificanti, il corrispondente sonoro di un inverno qualunque e di tutte le cose a caso che ci capitano dentro (perdere una sciarpa, aggiornare il sistema operativo, scendere alla rosticceria cinese).
Menzione d'onore per i piccoli, delicati e "inutili" inni generazionali di nessuno che sono alcuni dei pezzi in italiano, come Gioventù colossale e La vita da studente (mi sta uccidendo).
Interflug sarebbe molto bello vederlo l'anno prossimo a Murato.
(mp3: My Casio Scripts)

Mersenne - 'Fishes say blu blu'- Mersenne, Fishes say blu blu - I Mersenne li conoscevo per averli seguiti in almeno un paio di occasioni dal vivo, divertendomi sempre molto, anche se i loro pezzi durano a volte quel minuto di troppo.
Le influenze indie rock sono ben chiare ma al tempo stesso mai invadenti, e la band trova da subito la propria strada con sicurezza. In pezzi tirati come Clerks o Teenage c'è tutto il meglio degli Anni Novanta che sono piaciuti a noi, belli frammentati e al tempo stesso epici. In altri momenti dilatano e si allontanano da quell'asciuttezza che la formazione a trio permette loro.
Senza dubbio, però, quello dei Mersenne è un nome da tenere a mente per i prossimi dodici mesi.

Lello Voce - 'Fast blood'- Lello Voce, Fast blood - Sì, d'accordo, Lello Voce non è certo una band né un cantautore agli esordi, ma visto che l'operosa Proserpina sta promuovendo il cd via blog mi sembra giusto parlarne in questa sede.
Ammetto di conoscere Lello Voce più per le sue inchieste sul G8 di Genova che per le sue poesie. Finalmente lo sento all'opera con questo disco che raccoglie suoi spoken words su musiche di Frank Nemola. I testi hanno la forma di una recitazione molto calda, quasi rap (tutto l'opposto della secchezza di un Emidio Clementi, per dire, il quale pure viene in mente dopo pochi secondi d'ascolto), mentre le musiche sono un jazz elettronico e fluido, algido ed elegante.
Ecco, se posso trovare un difetto a questo lavoro, almeno dal punto di vista musicale (da quello letterario o politico mi pare si possa obiettare ben poco), mi aspettavo maggiore interazione tra i due elementi. Si è fatto tanto per realizzare ques'opera, e la consapevolezza che la sostiene è ampiamente illustrata nel libretto che l'accompagna, e poi alla fine tutto quello che si ha è Lello Voce che legge benissimo cose davvero notevoli sopra musiche molto belle. Resta quasi l'impressione che avrebbero potuto essere altre.
L'esperienza dell'ascolto rimane in ogni caso molto forte, e la lunga serie di spettacoli con i quali Voce ha portato in giro Fast Blood lo testimonia.
Forced eccentricity isn't art

Il loro album è una delle uscite più attese del 2005. Prepariamoci con questa lunga e molto bella intervista a James Murphy di LCD Soundsystem (da The Wire del mese prossimo).

"I just don't like scenes, it's just like high school".

(qui intanto si può ascoltare Daft Punk Is Playing In My House)

"The band was designed to be a band that people didn't like".
Christmas is cancelled this year

La canzone preferita da Everett True per questo Natale 2004 è Christmas Is Cancelled dei The Long Blondes.

martedì 21 dicembre 2004

Epigrammi ed epitaffi

Violetta Beauregarde chiude il suo blog con una citazione da Marziale?
Peccato, non scopriremo mai "quanti indie rockers ci vogliono per avvitare una lampadina".
Era cinque minuti che non ne parlavamo

«2004 is being considered by some publications to be the year that "indie" ceased to be shorthand for "independent"...»

Dopo la classifica delle ristampe (in rispettoso ordine alfabetico), Pitchfork oggi compila quella dei singoli, giudicata quanto mai importante nell'epoca in cui "as iPods continue to gain prominence, our self-determined playlists-- increasingly consisting of recommendations by friends, websites, message boards, and MP3 blogs-- offer what commercial radio never could".
A domani per quella degli album.

ps: come segnalato già da più parti, anche quest'anno tutte le classifiche vengono raccolte su Fimoculous.
L'Avvenire alle nostre spalle

Scopro da Max solo ora che qualche mese fa il qui presente blog, insieme ad altri, era finito addirittura sulle pagine dell'Avvenire. Si ringrazia Riccardo Spagnolo.

lunedì 20 dicembre 2004

Cwistmas Twee

Cwistmas TweeL'etichetta di Boston Total Gaylord Records l'avevamo conosciuta alcuni mesi fa con gli Shumai e ci eravamo subito presi in simpatia.

Ora Salvatore segnala questa nuova compilation tutta natalizia dal geniale titolo Cwistmas Twee (che contiene, tra le altre, canzoni di Colin Clary, The Icicles, The Smittens, degli stessi Shumai e dei nostri cari Diskettes).
E aggiunge anche un po' di mp3 a tema in regalo.

"Pezzi che non diventeranno mai classici al di fuori di qualche cameretta che so io, ma che riescono lo stesso a creare il perfetto clima di festa".
La playlist romanzata

Su Rumore il paginone dei dischi dell'anno non ha mai commenti, presentazioni o qualcosa di carino dentro o intorno.
Ogni anno mi chiedo perché viene sprecato così qualcosa su cui, magari anche a ragione, si continua a puntare.
Per fortuna ci sono i blog (si capirà l'ironia?): per esempio, su quello dei Perturbazione, Rossano Lo Mele si lascia andare un po' di più, e anche questa volta ci racconta la sua "playlist romanzata".
Future Free Festival

I ragazzi di Seconda Visione mettono in palio 5 accrediti per il Future Film Festival 2005, in programma a Bologna dal 19 al 23 gennaio.
Tutte le istruzioni le trovate qui.
Jente di un certo successo

Si vede che quest'anno ci siamo impegnati poco, ma un award di Delio siamo riusciti a vincerlo pure noi.
Ex aequo con Inkiostro, per il concerto dei Radio Dept. del primo maggio scorso al Covo.

la spilletta degli indieblog awards
Miglior indieprogetto collettivo che ha avuto successo

Bottura docet

E' stupefacente ogni volta osservare come i livelli di realtà si sovrappongano anche nelle situazioni più semplici. La rosa di causali questa volta l'ha fatta un professionista del genere. Quel tanto, anzi quel quanto di erotia, ce l'ha messo una ragazza di nome Alessia abbordata malamente da un tipo che ha chiesto al suo moroso di presentargliela (sic.) Poi c'erano una matta in verde, il mio medico curante, un maestro di tennis battutto in doppio tanti anni fa, un'attuale cliente con marito e le adidas Chile '62 che stavano per rompermi una gamba non meno di 9 mesi fa, su una botola in Camargue, a Borme les mimosas, giusto sopra al Lavandou di De Stael, (e poi dicono che non ti muovi mai).

Al centro della tavola, e quindi a fare il punto di depressione ciclonica, ma se preferite il gomitolo o lo gnocco del caso, un Edoardo Raspelli (pare tennista pure lui) unto da figure ambigue, (editor zerbino e mitomane locale), che non si è accorto di essere solo un capro espiatorio, insomma una scusa, un'ombra, un'attesa, un aldilà. Eravamo tutti lì, nella saletta Feltrinelli, per il bicchiere di tortellini, anzi bisogna dire il bicchierino, con giusto stillicidio di vezzeggiativi.

Ironia vuole che il carnefice (Bottura) stesse in un angolo zitto, in bianco, con un sorrisino tirato, e in attesa ansiosa dei ventesimi (cioè i voti) dati dal capro (saranno addirittura 17). L'arma in mano: un bicchierino a bolla, uno chinoise e i tortellini. I tortellini in un bicchiere non sono in sé un'idea. Ne abbiamo mangiati due infilzandoli col pungolino in legno verde e poi mi esalto. Dico a Lucio che secondo me il piatto andrebbe bevuto. Mmh... Chiedo a Bottura se a berlo faccio un'eresia. Guarda fisso la pentola e dice: "In effetti tengo la crema di grana sui 50-60 gradi perché così rimane di una consistenza giusta per stare sul tortellino, senza scivolare via. Bevendolo l'effetto deve essere quello di un cucchiaio di tortellini in brodo con la crema. Uso un brodo molto pesante e non lo scolo del tutto. Il ripieno è bagnato, il di fuori asciutto". Ha sovrapposto due ricette: tortellini in brodo e alla panna, pardon, crema di grana. L'effetto è stranamente tradizionale.

Se vi ho fatto perdere tempo con questo stupido post è perché Bottura, quarant'anni, magro, una crestina di capelli, è il primo chef da due stelle Michelin con cui parlo e mai parlerò. Mi ha stupito la sua passione da non professionista. A me ha ricordato quei musicisti veri, quelli che suonano quasi tutte le sere. Come quando chiesi a un batterista, il meno famoso del gruppo, tutto circondato di fan, Christian Meyer, dove entrava il rullante in Lo stato A lo stato B. Ho visto nei suoi occhi l'unica vera felicità: "Entra in battere!", mi ha gridato, e poi si è messo lì, smollando le grupie dietro alla transenna, a solfeggiarmi il pezzo. "Milza invece è un'avventura tutte le sere". Ormai eravamo amici, era ovvio. Per lui non potevo non sapere che Milza era un pezzo in tredici.

Che dire. Rock'n Roll.

venerdì 17 dicembre 2004

Radio e giocattoli sotto l'albero

Questa sera ultima puntata del 2004 per polaroid/thermos (o "il thermos con le polaroid dentro", come preferite).
Tra aperitivi, regali e novità, tenteremo un po' di riepilogo dell'anno ormai concluso, ma per la Top Ten vera e propria bisognerà aspettare il primo appuntamento del 2005, il 7 gennaio.
Ci si vede alle nove, sulle frequenze di Radio Città del Capo (o in streaming, oppure tra un paio di giorni nell'archivio).

A Toys Orchestra - 'Cuckoo boohoo'A seguire, tutti di corsa al Covo, dove gli A Toys Orchestra presentano il loro ultimo album Cuckoo boohoo, ottimo lo-fi rock in bilico tra Pavement, dEUS e Blonde Redhead.
E dove il sottoscritto avrà il piacere di mettere un po' di dischi per voi.

A Toys Orchestra mp3:
Peter Pan Syndrome
Modern Lucky Man
I regali di Natale

Black Candy / Majirelle - split 7''

Losing Today t-shirt

Rough Trade Shops - Indiepop 1

Riotmaker t-shirt: Sigmund Freud All Stars

Murato reloaded
Fooltribe version

Chi come il raffreddato sottoscritto avesse perso Dean Roberts l'altra sera a Murato, o chi volesse tornare a vederlo, può recuperare domenica pomeriggio all'Aquaragia di Mirandola (MO).
E in più ci saranno di spalla i nostri Three in One Gentleman Suit e i Miranda.
Il tutto a partire dalle 17.

giovedì 16 dicembre 2004

Helsinki, Australia

Architecture in Helsinki - 'Fingers Crossed'Per caso, vi abbiamo già detto che l'Australia sarà the place to be nel 2005? Alcuni segnali si potevano avvertire già quest'anno, bastava prestare maggiore attenzione.
Uno di questi, per esempio, era certamente l'album di debutto degli Architecture In Helsinki, che a dispetto del nome provengono dai sobborghi di Melbourne, e per la precisione dalla cittadina di Fitzroy.

Il disco, intitolato Fingers Crossed, è la cosa più sfuggente che si possa ascoltare in materia di pop. Nenie che ricordano certi quadretti di Aphex Twin accanto ad aperte melodie in stile Bacharach, clap hands di puro twee e glitch freschi d'Islanda, voci femminili degne di qualche amica carina che vi è stata presentata da Isobel Campbel e sguaiati cori di bambini come in un sogno di Brian Wilson.
Trombe, tromboni, campanelli, drumbeats interrotti, arpeggi di chitarra delicati, qualcosa che arriva, suona e se ne va. Non mancano il Giappone, gli Anni Ottanta e il futuro.

Fingers Crossed affascina come se fosse sperimentale, coinvolge come il migliore indiepop e non vi fa mancare la vostra dose di malinconia.
Ascoltate The howls go.
Natale con i tuoi?

Sons and Daughters - 'Love The Cup'Mi aveva messo la pulce nell'orecchio già qualche mese fa Franz sulle pagine di Losing Today, in radio li avevo sentiti distrattamente diverse volte, ora ci scrive anche Momo da Glasgow, che li ha visti dal vivo e ne è rimasto folgorato.
E così Love the cup di Sons And Daughters arriva sul mio lettore praticamente a Natale, dopo mesi di inutile hype (qualcuno mi spiega come funziona ancora?)
Di natalizio non ha nulla. Anzi, quelle canzoni che mescolano in modo enigmatico suoni quasi country e atmosfere tutte spigoli diventano presto ossessive.
Disco molto adatto alle notti d'inverno buie e gelate, illuminate da luci colorate sugli alberi e nei giardini, diventate improvvisamente sinistre.


ps: l'amabile scozzese d'adozione tra l'altro ci scrive: "Da notare che qui vengono distribuiti cd pieni di indie locale... sui quotidiani! Altro che le riviste specializzate per quattro gatti".
Teenage Dreams So Hard To Beat

Questa sera, a partire dalle 19 ora di Londra, BBC Radio 1 trasmetterà uno show di tributo a John Peel.
Diverse band suoneranno dal vivo negli storici Maida Vale Studios (tra le altre, Wedding Present, Stuart Murdoch dei Belle & Sebastian, Gorky's Zygotic Mynci e Graham Coxon).
Per l'occasione, e per una sola notte, si riformeranno gli Hefner.
Con i migliori propositi

Consueto clima da riassunto di fine anno, classifiche, riepiloghi dei dischi usciti nel 2004 e tante belle cose.
Provo allora a buttare lì qualche data già da segnare sull'agenda per i primi mesi dell'anno prossimo:

17 gennaio: Hood, Outside Closer
19 gennaio: The Radio Dept., This past week ep
25 gennaio: Mercury Rev, Secret migration; L'Altra, Bring on happiness, The Chemical Brothers Push The Button; Low, The Great Destroyer; M83 Before the Dawn Heals Us; e ben due album per Bright Eyes, Digital Ash In A Digital Urn e I'm Wide Awake It's Morning
25 gennaio (USA) / 28 febbraio (Eu): Stereo Total, Do the Bambi
Attesi a gennaio anche i nuovi album di LCD Soundsystem e ...And You Will Know Us By the Trail of Dead
? febbraio: Mercury Rev, The Secret Migration
14 febbraio: Bloc Party, Silent alarm
8 marzo: Adam Green, Gemstones. Il piccolo folletto darà alle stampe anche "Adam Green: Magazine", raccolta di scritti pubblicati in tedesco e inglese da Suhrkamp Verlag.
15 marzo: The Wedding Present Take Fountain
22 marzo: The Decemberists, Picaresque
28 marzo: New Order, titolo ancora sconosciuto

Tra le date ancora non rese note (ma tutte entro primavera): Beck, Notwist, Grandaddy, Weezer, Sleater Kinney, Hot Hot Heat e Stephen Malkmus.
Tra febbraio e marzo, tre uscite italiane molto attese: Franklin Delano, Disco Drive e Settlefish.
E chissà quanti altri mi dimentico.
"We are our own wannabes"

Annoiarsi e fare filosofia giocando a un videogioco dove il personaggio gioca a un videogioco: un brillante saggio su Sims 2 (attenzione: contiene Platone, Proust, Eco e Baudrillard).

mercoledì 15 dicembre 2004

Murato raffinato

Dean RobertsMurato ribadisce la propria fama di rassegna colta ospitando questa sera quel bel ragazzo di Dean Roberts, chitarrista neozelandese con base a Vienna.

Roberts approda al cantautorato partendo da premesse di sperimentazione elettronica e di improvvisazione elettroacustica, e se vi chiedete cosa sto dicendo vi rispondo che sto soltanto traducendo un comunicato che mi ha passato Mr. unhip, e che per Roberts garantisce lui.

Inoltre, vi posso segnalare l'elegantissima copertina del suo ultimo album Be Mine Tonight e che qui trovate altre info e qualche sample mp3.
L'appuntamento è a partire dalle 21, al Club74 in Via della Grada 10. Prima e dopo il concerto dj set di Morra MC.
"The indiepop mafia"

Finalmente Salvatore pubblica il resoconto del Mon Galà Papillons, la due giorni londinese organizzata da Chickfactor che ha visto sul palco nomi come Television Personalities, Jens Lekman, Stevie Jackson (Belle & Sebastian), Stuart Moxham (Young Marble Giants) e parecchi altri.
E anche il resto del namedropping è davvero eccezionale.

martedì 14 dicembre 2004

Nelle città del mondo

Gli amici

Nell'anno '51 li ricordi
la Giuliana e il Giancarlo
ballerini e acrobati com'erano
con vocazione di poveri
di cui sarà il mondo domani,
salute gioventù fierezza scatto.
E oggi? In una torpida
mattina del '60? O di essi e dei figli
con intatta vocazione di poveri
ancora può essere il mondo
domani
per la decima estate non si orna
di nuovo la bocca del Magra?
Che tempi - mormori - sempre più confusi
che trambusto di scafi e di motori
che assortita fauna sul mare.
Non lasciatemi qui solo
- stai
per gridare - ritornate...
Ma ecco dietro uno scoglio
sempre forte sui remi
spuntare in soccorso il Giancarlo.

E ti sembra un miracolo.

(Vittorio Sereni, da Gli strumenti umani)


Il Giancarlo di questa poesia leggera di Sereni è poi l'architetto Giancarlo De Carlo, e mi andava di dedicare questo post a lui, visto che domani il Politecnico di Milano gli conferirà la laurea ad honorem.

Non so nulla di architettura e non ricordo perché mi sono affezionato alla figura di questo vecchio anarchico (forse Glauco, forse Jonathan), in un certo senso abbastanza perdente e mai à la page come altri suoi contemporanei.

da sinistra: Giovanni Pintori, Elio Vittorini, Vittorio Sereni, Giancarlo De Carlo nel 1964 a Milano (foto di Cesare Colombo)

Domenica scorsa, nell'inserto del Sole 24 Ore, c'era la foto qui sopra (uno scatto di Cesare Colombo). Ve la copio anche se la scansione da quotidiano viene male.
Ma voglio metterla lo stesso perché se penso a cosa stava facendo quella gente all'epoca la trovo totalmente rock'n'roll, e forte come le immagini dei primi Velvet Underground o del CBGB delle origini.
Era il 1964, e da sinistra si vedono Giovanni Pintori (storico grafico di casa Olivetti), Elio Vittorini, Vittorio Sereni e Giancarlo De Carlo.

lunedì 13 dicembre 2004

Love song

The Blow è prima di tutto un progetto di Kahela Marichic, in secondo luogo l'epitome dell'indipendenza. Quella concessa a chi ha una cameretta per ascoltare lo smart pop da camerette, è carino abbastanza da potersi colorare i capelli come preferisce o non colorarli affatto.
E balla nella sua cameretta anni settanta mentre si colora i capelli, o regge la cornetta di un telefono di plastica anch'essa colorata, e dall'altra parte della cornetta, dall'altra parte del mondo, magari a Tokyo, ha un'amica che sta ballando infilando collant colorati, fotografando il mondo fuori. Il mondo fuori sembra un fumetto ed è lo stesso mondo qui e là, come un fiume sotterraneo, che sfocia alla foce di cornette colorate.
Il mondo fuori è sempre una polaroid digitale, dove le foglie gialle, le piastrelle azzurre, i fermacapelli rosa ingombrano i monitor di still life post-qualcosa, immemori di qualcosa d'altro.
E loro si struggono con gentilezza gli uni appesi alla cornetta dell'altra dell'amore scappato, andato, fuggito, caduto nel vulcano: knowing the things that I know.
Championship Vinyl

[mini]marketing è un blog che si occupa, come dice il nome, di marketing e affini.
In poco tempo s'era fatto una buona reputazione e ora mi sento quasi in colpa per avergli dato un suggerimento così frivolo.
Comunque, qui trovate "Il [mini]marketing del negozio di dischi (in via di estinzione)".
(geniale l'idea del negozio dove andare a fare il pieno all'Ipod!)

update: da Fidelio un'interessante osservazione sul campo.
Videomusic fai da te

Ottima idea di Inkiostro: dopo gli m-blog, aggregare un po' di video (Bloc Party, The Go!Team, Morrissey, Broken Social Scene tra gli altri).

giovedì 9 dicembre 2004

B-Losing my edge

Ho sentito dire che tu e quelli del tuo giro avevate lasciato perdere i forum ed eravate dentro i blog.
Ho sentito dire che tu e quelli del tuo giro avete chiuso con i blog e frequentate tutti i forum...
Voglio pagare il college ai miei figli

Un insolitamente loquace (e maturo ) Frank Black intervistato dal Village Voice.
Pausa

«... parliamo troppo. scarichiamo troppo. scriviamo un sacco di cazzate. ne leggiamo altrettante.
siamo abbastanza intelligenti da scherzare sulla nostra indie-spocchia, ma a volte l'ironia si perde per strada.
e succede davvero che indie diventa quella parola "che adesso ti tirano dietro anche quando ti compri le arance al supermercato".
e stiamo un po' zitti, va.»

(Nin-Com-Pop)
Homesleep Weekend - part III

L'ultima volta fu una mattanza. Ora ritorna e noi ci faremo trovare pronti, al banco del bar, con le spillette lucidate.
Comincia questa e sera e si concluderà sabato la terza edizione dell'Homesleep Weekend, organizzato dall'omonima etichetta e dal Covo Club di Bologna. Tre giorni di concerti e dj set nel posto dove preferiamo perdere gli occhiali ballando.

- Giovedì 9 (in collaborazione con Fooltribe):
Q AND NOT U (Washington DC, USA - Dischord) - mp3: Wonderful People dall'ultimo album "Power".
+ special guest 31 KNOTS (Portland, USA - Own) - mp3: Welcome To Stop dall'ultimo ep "The Curse of The Longest Day".
A seguire:
Gate I : Dj Kozmic Dancer (Covo Club / Cut) + Dj Jonathan (Settlefish)
Gate II: Djs Arturo & Fabio (Glamorama/Città Fujiko/Rumore) + Enzo (polaroid blog)

- Venerdì 10:
THE DELGADOS (Glasgow, Sco - Chemikal Underground) - mp3: Sink or Swim dal nuovo album "Universal Audio".
+ special guest MICECARS (Roma, Ita -Homesleep) - sul loro sito si può scaricare l'intero primo demo "Gewgaw tunes".
A seguire:
Gate I: Dj ODA (Unhip) + Populous (Morr Music)
Gate II: Dj Ben Ayres (Cornershop) + Richard Deeney (The Toes)

- Sabato 11:
MALCOLM MIDDLETON, già membro di ARAB STRAP (Glasgow, Sco - Chemikal Underground) - mp3: Best In Me, dall'album di debutto "5:14 Fluoxytine Seagull Alcohol John Nicotine".
+ special guest MIDWEST (Varese, Ita - Homesleep).
A seguire:
Gate I: Dj Yanez + Dedu (Covo Club)
Gate II: Dj Gary Powell (The Libertines)

L'apertura porte è alle 22, i concerti iniziano una mezz'oretta dopo. I biglietti alle singole serate costano 12 euro (post concerto 5 euro). Gli abbonamenti a tutto il Weekend (30 euro) saranno in vendita questa sera alla cassa del Covo.
Per info: 329 0798053.
Poi non vi lamentate se ci prendono in giro...

indieblog awards 2005

Tornano gli Indieblog Awards 2005.

martedì 7 dicembre 2004

Bossa nova

Solo a sentirle le parole in francese, ti fanno venir voglia di agguantare un calice e liquidare tutto in un attimo tra rumore di ghiaccio e frangette e borsette. Nouvelle vague vuol dire New wave e Camille aveva i piedi nudi sul palco e un vestito di tulle e slippini neri. Nouvelle Vague Marina Celeste è bionda ha i tacchi a spillo e questo assurdo pallore trasparente. Sembra un night club con dentro Michelle Pfeiffer che fa la sciantosa, sembra una tenda di velluto, sembra un pubblicità di Dior con il whiskey versato su stole di struzzo. Sembra una sera portoghese in un night francese, in cui le femmine cantano vecchie canzoni in inglese. E Camille scalcia mentre Marina tra-balla. E mentre si bagnano con la peggior birra tedesca, di Marc Collin e Olivier Libaux non gliene importa un bel niente a nessuno. Di John Lydon, nessuno sembra curarsi. This is not a love song.
Murato: è tutto intorno a te

La rassegna più unhip in città prosegue e non si ferma nemmeno per le feste comandate.
Domani sera, mercoledì 8 dicembre, al Club74 (in Via della grada 10) sarà di scena l'elettronica sperimentale dei 3/4 Had Been Eliminated, trio composto da Stefano Pilia (acoustic and electric instruments, loops, live electronics, objects), Claudio Rocchetti (turntables, cd players, live electronics, objects), e Valerio Tricoli (tape loops, acustic and electric instruments, live electronics, vocals).

Se arrivate sul presto, verso le nove, ci sono anche i sottoscritti polaroidi che mettono un po' di dischi uso aperitivo. Nonché dopo il concerto, a coronamento di una splendida serata.
Non mancate.
Musica per il ballo di fine anno

saturday looks good to me - 'every night'"Il 1968 è stato l'anno di prova della distruzione del mondo. Ma prima abbiamo vissuto un'epoca in cui l'armonia (i Beach Boys), la bellezza (Diana Ross), e la potenza (Phil Spector) hanno prodotto una musica senza tempo..."
Si potrebbe parafrasare "Bianca" di Moretti per introdurre il nuovo album dei Saturday Looks Good To Me, Every Night. Ennesima prova del collettivo guidato da Fred Thomas ed ennesima conferma dell'amore sconfinato che quest'uomo nutre per quell'epoca in cui il pop viveva un'eleganza che oggi sembra quasi impossibile capire senza filtri di nostalgia o, peggio, ironia.

La sezione di fiati in smoking si alza per il ritornello, il chitarrista si allenta la cravatta, nella sala piena di luci l'esile voce della cantante rimbomba sopra l'organo, il batterista vi strizza l'occhio e chi vi accompagna vi stringe la mano.
Per il vostro ballo di fine anno, tenete vicino questo disco.
Disco Bravo 2004

[disco bravo 2004]

Anche quest'anno Gecco ha messo in piedi l'aggregatore delle classifiche di fine anno.
Ho caricato come prova quella di Arturo apparsa sull'ultimo Rumore: pare funzionare tutto, basta non usare le maiuscole, non mettere gli articoli davanti ai nomi dei gruppi e altre raccomandazioni che quel pigrone di Gecco non ha voglia di sistemare.
Il Disco Bravo 2004 ha come eccezionali testimonial i Dinosaur Jr.

lunedì 6 dicembre 2004

Luminaria
una polaroid alla radio (3 dicembre 2004)

Bologna, Due Torri, dicembre 2004


Quando scatta la polaroid una vaga nebbia è scesa anche sulla notte del centro di Bologna, avanzata dalle campagne dalla parte di Modena e Ferrara, conquistando casa dopo casa a uno scenario sonnolento e confuso.
Lì, in Piazza della Mercanzia, voi, risaliti dal Circolo sotterraneo del Biliardo, indovinando le scale non senza fatica, sul palato gli anni invecchiati del puro malto, siete venuti a prendere gli schiaffi in faccia dell'aria gelata e umida sperando vi scuotessero, mentre giravate i pugni nelle tasche dei jeans.
E poi, finalmente, avete sollevato gli occhi imbambolati, e siete rimasti zitti, perché tutto quell'oro riverberava nella nebbia e la notte sembrava più soffice.
Nella foto si vede solo questo, la vostra faccia stupita, interrotta dopo tanto parlare e bere, e nient'altro. Il lampo dell'istantanea ha fatto riflesso contro la foschia insinuata sotto i portici, ma non importa.
Avevano finito di montare le luci di Natale, quella notte, e tutte le file di lampadine che dalla base alla cima avvolgevano le due Torri valevano soltanto per quel vostro attimo di meraviglia intatta, come senza più difese.

Bologna, Due Torri, dicembre 2004

Il Dipartimento delle Canzoni Dimenticate

Jens Lekman e i suoi compari d'oltre oceano alla Secretly Canadian hanno messo in piedi una pagina intitolata "At the dept. of forgotten songs"
Qui ogni due settimane saranno postati tre mp3 di canzoni inedite o rare del nostro cantautore svedese preferito.
Tra le prime c'è anche Pocketful of money, traccia presente solo nell'edizione scandinava dell'ep "Maple Leaves" e che contiene una piccola sorpresa per tutti i fans di Beat Happening.
Wittgenstein
(no, non il blog)

In questo post di Miic si manda a quel paese Dave Eggers.
Fin qui niente di male.
La cosa grandiosa, però, è che nei commenti questo genio riassume così una delle opere fondamentali della storia della filosofia (su cui ho passato anni preziosi, non ricordo più perché), facendomi ridere fino alle lacrime:

Miic: e poi magari mi dici anche come va a finire il Tractatus...
Otezap: Il Tractatus finisce con la vittoria della cupola degli Omertosi sul clan dei Metafisici. Spledide le scene dello sterminio finale con gli inseguimenti dentro al cantiere, tra le scale e i calcinacci.

domenica 5 dicembre 2004

EIGHTEEN IN THE EIGHTIES

Rumore di dicembre (# 155) ospita un intervento di Joe Giovanardi, cantante di La Crus.
Argomento: la musica al principio degli anni 80.
Considerato il fatto che negli ultimi 12 mesi abbondanti, buona parte di ciò che abbiamo ascoltato e stiamo tuttora ascoltando (diciamo da Rapture in poi, tanto per semplificare) ha notevoli attinenze con quegli anni, mi pare interessante riflettere su alcune delle cose che Giovanardi ha scritto e che per inciso, avendo io vissuto come lui quegli anni, mi trovo a condividere appieno:
"Se c'è un fattore che contraddistingue la stagione 1977-1984 è la percezione che ogni disco che si ascoltava non era assimilabile a niente di quanto era stato fatto prima. I primi album di Joy Division, Banshees, Cure, Gang of Four, Virgin Prunes, a cosa erano paragonabili? Potevi fare riferimento forse a qualcosa sentita in passato?
Sicuramente no.
Questa è stata la vera spinta propulsiva di quel periodo.
E le case discografiche indipendenti, nate proprio in quei giorni l'avevano capito in pieno. Cercare di mettere sotto contratto i gruppi più originali, che non somigliassero a niente e nessuno. Diciamo che la musica era un po' più vicina all'arte di quanto sia ora.
Delle tre grandi rivoluzioni musicali degli ultimi 40 anni (1965-1977-1990) quella di mezzo rimane unica contenendo due fattori fondamentali: quello culturale, spinto dall'urgenza di esprimere la propria rabbia e un modo di essere e sentirsi vivi al di là di ogni appartenenza, e quello musicale, animato da uno spirito rivoluzionario non riferibile a nulla di quanto sino ad allora accaduto.
Ha un senso oggi il recupero di quegli anni, quando i presupposti di fondo sono - da un punto di vista filosofico - esattamente opposti a quelli da cui tutto è partito, con un orizzonte inevitabilmente ridotto all'aspetto estetico?
E' solamente mancanza di idee, o la voglia di ricreare un periodo che si ama ma che non si è mai vissuto?"

mercoledì 1 dicembre 2004

Gli Impossibili

The ImpossiblesI ragazzi di Seconda Visione ieri sera in radio ne hanno cantato le lodi per mezz'ora e alla fine mi hanno convinto: sabato pomeriggio porterò mio nipote al cinema a vedere Gli Incredibili. Del resto, siamo sotto Natale.

A Luca Sofri il film della Pixar ha fatto tornate in mente Vip - Mio Fratello Superuomo di Bruno Bozzetto.
A me invece il titolo ha ricordato subito quello di un cartone animato degli anni Sessanta, prodotto da Hanna & Barbera, e a cui ero molto affezionato: Gli Impossibili.

Gli Impossibili erano un gruppo rock (dove però mancava stranamente il batterista) dietro cui si celavano tre supereroi: Coilman, che poteva trasformarsi in molla, Fluidman, che poteva liquefarsi, e Multiman, che poteva moltiplicarsi all'infinito.

The ImpossiblesGli episodi degli Impossibili cominciavano e finivano sempre con un concerto piuttosto fricchettone, o con una jam session in studio. In mezzo, i nostri eroi andavano in tour per il mondo sulla loro automobile volante, incontravano un cattivo a caso, e a turno utilizzavano i loro superpoteri. Almeno uno dei tre aveva sempre quello che serviva a risolvere la situazione.
Qui trovate il filmato della sigla originale (quella italiana proclamava "Gli Impossibili paladini della giustizia!"), mentre qui vendevano le statuette in plastica dei personaggi, ma ormai sono sold out.
Era un cartone talmente sfigato che dopo due stagioni (1966-1967) finì. Che io sappia non è mai stato ristampato in DVD, e le videocassette in rete hanno prezzi da collezionisti.

Senza rendermene conto, Gli Impossibili probabilmente sono stati l'idea di gruppo rock con la quale sono cresciuto, insieme agli Archies.
Ma questa magari ve la racconto un'altra volta.

martedì 30 novembre 2004

Steal all you can motherfucker
The Hidden Cameras, live in München, 27/11/2004

The Hidden Cameras -27/11/2004 - MunichNon so se ti interessasero davvero le voci sgraziate rivolte alla bionda violista, oppure che tutti a un certo punto battessero le mani. Non c'era tempo di ascoltare quelli che gridavano da dove venivano, e nessuna risposta per quelli che chiedevano canzoni.
La Funkhouse di Monaco, piena di gente e calda all'inverosimile, non sarebbe stato il luogo del Miracle, del rito pagano raccontato tante volte e così bene da Alistair Fitchet, e che io avevo atteso e spasimato ascoltando i dischi, scalciando in una camera, saltando in una strada, avviandomi con calma e a grandi respiri per un sentiero di montagna sopra un fiordo.

Si leggeva nei tuoi occhi un po' distanti, preoccupati per una corda di chitarra quando invece stava per esplodere l'Unione Del Vino.
Si capiva dalla piega severa delle tue labbra, quasi mai un sorriso, che quello sarebbe stato solo un concerto. Un grande, normale concerto di un buon gruppo che suona buona musica pop. Una canzone dopo l'altra, per un'ora o poco più. Qualcuno avrebbe anche potuto dire che ti stavi ripetendo.

Ma tu sapevi che c'era dell'altro, che non tutte le canzoni sono innocenti e possono essere suonate senza credere, tirare in mezzo preghiere (recitarle inginocchiati), e senza metterci tutto il corpo.
Io non potevo accontentarmi del tuo coito interrotto, e così quando hai pronunciato "I found music and he found me" ho deciso di rubarti tutto quello che avevi da darmi, proprio come canti tu. Mi sono preso ogni nota, ogni parola, riempito le mani e scagliate contro il soffitto con tutta la forza delle braccia. Ho chiuso gli occhi, proprio come hai fatto tu con il solito nastro rosso, e ho ballato. Ogni goccia di sudore che scivolava già dal palco (saremo mai più così vicini?) impregnava d'odore la mia maglietta e scendeva lungo le gambe che non stavano ferme, Smells Like Happiness. Non so se t'importava, se eri lì apposta per farti derubare, se io ero soltanto un ingenuo, ma erano quelle a farmi credere, a farmi credere In The Good Of Life.
For fans only

 The Hidden Cameras - november 27, 2004 - München, Germany - Bavarian Open Festival @ BR-Funkhaus

La setlist l'ha gentilmente raccolta La Laura, che qui ringrazio.
Quando invece sono saltato sul palco io, per arraffare la bottiglietta dalla quale aveva bevuto Joel Gibb, lei si è allontanata facendo finta di non riconoscermi.

ebi + ellegi + joel gibb's bottle

Aggiungo io: mentre gli Hidden Cameras allestivano il loro circo io ero seduta sui bassi, sorbendo 25 cl di acqua San Pellegrino acquistata con la paghetta gentilmente elargita da Fabio e Fla. In quella posizione ero davvero vicina al bottino. E allora Enzo mi dice - finito il concerto tu guadagnerai il palco, come un gatto, un'ondata di mare nordico al sole. Catturare la playlist, che era proprio lì, vicino, scritta a mano, impigliata tra i fili sotto le zampe del leggio era la mia missione. Missione compiuta, un litro e mezzo di naturale era la giusta ricompensa dato il caldo assurdo e la nostra sete.

Affittasi ubiquità (3)

A proposito di date e appuntamenti interessanti, sulla mia agenda anche il prossimo fine settimana è già fitto di nomi e punti interrogativi, esclamativi e aperitivi.
Qui a Bologna ci sarà l'Homesleep Weekend (con Q And Not U, Delgados, Malcolm Middleton degli Arab Strap, Populous e Micecars fra gli altri), mentre a Londra si terrà il Mon Galà Papillons, una due giorni organizzata dalla fanzine Chickfactor. In scaletta Television Personalities, Pipas, Stevie Jackson (Belle & Sebastian), Jens Lekman e Stuart Moxham (Young Marble Giants) e altri...
E ancora, chi come noi ha lasciato un po' del suo cuore in Svezia, correrà subito a vedere se ci sono voli in offerta per Stoccolma: domenica 12 dicembre, infatti, The Concretes festeggeranno il loro compleanno tenendo un concerto insieme a Pastels, Jens Lekman e Frida Hyvönen...
(continua)
Affittasi ubiquità (2)

Superato il jet lag dopo la trasferta di Monaco, la settimana bolognese si prospetta come al solito fitta di appuntamenti, anche se un po' sbilanciata.
Già questa sera, nell'inusuale sede del BlackB saranno di scena i britannici M.A.S.S., di solito grintosi rockettari ma per l'occasione unplugged.

Domani la quantità di proposte musicali è addirittura imbarazzante: di Nikki Sudden al Covo ne ha parlato qui sotto Arturo.
In alternativa Violetta Beauregarde cercherà di fare più rumore possibile al Club 74, per la sempre più unhip rassegna Murato curata da Giovanni Gandolfi.
All'Atlantide Occupato di Porta Santo Stefano, all the way from Austin, Texas, arrivano J Church e il loro "anarco pop punk situazionista". Tra l'altro ad aprire la serata ci saranno i False Nation e Los Caramelos Negros (ovvero le nostre amate Black Candy, che ultimamente sembrano preferire questa esotica denominazione).
Tanto per aggiungere altra carne al fuoco, al Millennium in Via Riva Reno proseguono le serate del festival di musica elettronica EleCtra.Broken.

Giovedì si parte presto per Rimini: al Velvet tornano gli Interpol. La serata è ancora più interessante perché di spalla avranno i Bloc Party. Il biglietto costa 18 euro, ma poi vi danno anche un invito gratuito per il concerto dei The Belles di sabato.

Venerdì ricco cartellone al Libera di Modena, con Three in One Gentleman Suit, Il Giorno Del Pou, Irma Vep e i Draft.
Altrimenti, visto che non passa settimana senza che non si vada a vedere qualche ragazza un po' malinconica che suona la chitarra, Polly Paulusma è di scena al Covo.
Stessa location nella quale, la sera dopo, arrivano i Bellini (ex Uzeda), per scuoterci un po'.

domenica 28 novembre 2004

L'Ultimo Bandito

Nikki SuddenSono passati più di tredici anni dal giorno in cui Cesare ed io decidemmo di imbarcarci per quel viaggio alla volta di Monaco di Baviera. Era la fine di giugno del 1991 e lo scopo della spedizione era un concerto dei Pixies.
Naturalmente ancora non sapevamo che quella sarebbe stata l'ultima volta che avremmo visto i Pixies suonare dal vivo.
Certo poi si sono riuniti quest'anno e siete tutti andati a vederli all'autodromo. Cesare ed io no.
All'epoca noi due eravamo molto amici. E certo lo saremmo ancora oggi se qualche volta riuscissimo a vederci, o anche solo a sentirci. Ma non è mia intenzione occupare questo spazio per scrivere della nostra antica amicizia. Anche se forse a qualcuno, come mi è capitato di leggere recentemente anche su questo blog, interesserebbe sapere che fine ha fatto Cesare. Uno che quando parlava di musica di cose ne aveva da dire, e spesso si impuntava su certi gruppi che nemmeno io riuscivo a capire come potessero piacergli sul serio, e ne discutevamo per giornate intere, pure di fronte ai microfoni aperti di Radio Città 103.
Ma alla fine, a conti fatti, non ha mai sbagliato un giudizio.
E quando ne scriveva, e ne scriveva spesso, ti appiccicava addosso passione vera, mica quei surrogati che ti rifilano oggi.

Tornando alla fine di quel giugno del 1991, sulla strada per Monaco deviammo verso un paesino austriaco chiamato Ebensee. A guardarci oggi sull'atlante, quel paese non è che fosse poi così in strada per Monaco. Però vi si teneva un festival rock, uno di quelli che in Italia allora proprio nessuno pensava di organizzare. Noi eravamo lì per Babes in Toyland, per Lydia Lunch e Kid Congo Powers, ma soprattutto per Thin White Rope, vecchio pallino nostro, soprattutto di Cesare.
Ad un certo punto, sotto il tendone da circo, a metà pomeriggio uno dei ragazzi dell'organizzazione salì sul palco e annunciò che a sorpresa si era presentato un loro vecchio amico e che ora avrebbe suonato. Da solo, lui e la sua chitarra. Quel vecchio amico era Nikki Sudden, e quando sentimmo pronunciare il suo nome Cesare ed io rovesciammo gli sgabelli di legno sui quali eravamo seduti, afferrammo i bicchieri di plastica da litro colmi di birra che qualcuno ci aveva appena spinato e ci precipitammo sotto al palco. E presenziammo ad una mezzora di rock malandato e classico, di quello con ginocchia e gomiti sbucciati, unghie smozzicate, abiti impregnati di fumo e fiato all'aroma di bourbon. Suonato con il cuore e cantato con l'anima. E se ancora oggi mi voglio figurare fisicamente la parola loser, non potrebbe venirmi in mente nient'altro che la faccia di Nikki Sudden quel pomeriggio sul palco di fronte a me.

Quando qualche sera addietro Daniele mi ha comunicato che Nikki Sudden avrebbe suonato al Covo, mercoledì 1 dicembre, mi sono venute in mente tante storie da raccontare su di lui. Tutte avevano a che fare con alcool, droghe, storie d'amore andate a male, e una etichetta indipendente milanese che si chiamava Crazy Mannequin e che è stata una delle cose migliori che quella città noiosa abbia mai prodotto. Ecco si, quella della Crazy Mannequin e di Crown of Thorns, il live di Sudden registrato a Milano, sarebbe stata un'altra storia da raccontare. Magari la prossima volta, chissà.

Di quanto gli Swell Maps abbiano influenzato tutti i gruppi che molti di noi sono soliti ascoltare, o di quanto Nikki Sudden ami certi dischi di Rolling Stones e Bob Dylan trovate senz'altro notizie precise ed ordinate sulla all music guide, almeno credo.
Una bella intervista l'ha curata invece Mimì Clementi, e l'ha pubblicata niente meno che Musica di Repubblica lo scorso giovedì.

sabato 27 novembre 2004

Sua Maestà, Andrew Weatherall (Old School Rules)

Ha l'età giusta per cominciare ad interessarsi di musica nel momento storico in cui a tutti sarebbe piaciuto iniziare ad ascoltare musica, scarabocchia fanzine assieme all'amico Alan McGee, competenti entrambi di football quanto di musica. Decide di riprogrammare una banda di debosciati scozzesi su frequenze screamedeliche, mai ascoltate prima. E come dj imbrocca i due migliori remix di sempre. Poi comincia a fare uscire in proprio una serie di dischi elettronici e warpiani, suonati e composti in prima persona. E ad un certo punto stabilisce che è arrivato il momento di cantare. E quel momento coincide con l'intenzione di reinterpretare una canzone di Jeffrey Lee Pierce, e quella canzone è Sex Beat.

Ieri sera Andrew Weatherall aveva una camicia bianca, maniche arrotolate fino alla spalla su avambracci tatuati. Pantaloni neri, brillantina nei capelli, metà Ian Curtis, metà Elvis Presley. Una bottiglia di brandy dalla forma strana, davanti alla cassa della batteria.
Gli amici suoi sono uligani sulla soglia di Bollini il sabato pomeriggio, indecisi tra la Piazzola ed il chiosco delle piadine.
Due chitarre, basso e batteria, Keith Tenniswood, che di Two Lone Swordsmen è l'altro cinquanta per cento, sembra un bambino uscito da un grande magazzino di giocattoli. Con una chitarra in mano.
E sono tuoni, fulmini e saette.

giovedì 25 novembre 2004

San Joel Gibb, pensaci tu

I commenti ai post pare non funzionino più, questa sera l'IngegnIere si perderà i Broken Social Scene, domani polaroid non andrà in onda, non vedremo nemmeno i Two Lone Swordsmen e i maschi australiani non sono più tanto maschi.
Questo blog ha bisogno di un po' di riposo.
Soldi spesi bene...

Secondo Popbitch, Alan McGee avrebbe fatto un'offerta da cinquantamila sterline per far firmare un contratto all'ex Libertines Pete Doherty.
Sembra quasi primavera

The Galactic Heroes - 'every sidewalk'Prendono il nome dai top scorer di Galaga (classico arcade anni 80), hanno cominciato scrivendo canzoni per bambini con dentro mostri in ordine alfabetico, uno abita in Giappone l'altro nella Carolina del Sud ma riescono comunque a fare dischi per la benemerita etichetta di Portland Magic Marker.

Stiamo parlando dei Galactic Heroes, stiamo parlando del loro ultimo album Every sidewalk e stiamo parlando di indiepop suonato e cantato con un sorriso così, e con tutti gli sha-la-la che occorrono a ricordarci che mentre siamo sempre lì a correre dietro alla prossima novità, da qualche parte ci aspettano care vecchie e semplici melodie. Primaverili, scanzonate, da cantare in coro, melodie che non tramontano mai, ci fanno stare bene e battere le mani. Melodie per camminare su "tutti i marciapiedi di questa città / ognuno ha la storia", tanto per rendere l'idea di quanto sia profondo il discorso...

Musicalmente, chi non bazzica nomi come Of Montreal, Marbles o Apples In Stereo, può farsi un'idea pensando a una specie di Housemartins appena più folk (sì, allora proprio tipo i primi Lucksmiths) con quei bei vocalizzi alla Beach Boys. Qui potete ascoltare Coffee and pastries, dal nuovo album. Altri mp3 nella sezione audio del loro sito (in mezzo ad assurdi jingle per Pizza Hut e Nike).
"He rules"

Fidelio, con i complimenti di Eric Olsen, partecipa a un "foreign language pilot project" di Blogcritics.
A mangiare dalla zia di Alex Kapranos

I Franz Ferdinand visti dalla Grecia.
(grazie a Benty)

mercoledì 24 novembre 2004

Affittasi ubiquità

Comincia il solito lungo weekend e io sono già senza fiato, tra doppi e tripli appuntamenti ai quali non si vorrebbe proprio mancare.
Si parte questa sera, dove al Club 74, per la rassegna Murato, c'è la cantautrice statunitense Diana Darby.
Al Covo invece passano i Colour Of Fire, di cui non so nulla se non che va a sentirli Fabio.
Al Qasi Club di Modena scenderà per un dj set Mani, storico bassista di Stone Roses e Primal Scream.

Domani c'è uno dei concerti dell'anno: Broken Social Scene finalmente al Covo. E di spalla avranno pure lo spin off Apostole Of Hustle.
All'Aquaragia di Mirandola (MO) è di scena un'altra cantautrice americana, Amanda Rogers from Syracuse, NY.
A Villa Serena c'è Riccio Bianco, per una serata dedicata al Giappone che vedrà pure la presenza di Renato Barilli.
In alternativa, se vi sentite più emo, il Vagrant Tour è di passaggio all'Estragon.

Stessa location, la sera di venerdì, per l'attesissimo concerto dei Two Lone Swordsmen di Andrew Weatherall.
Non si farà al TPO perché avevano già in calendario Vallanzaska, sai com'è...
Al Covo invece saranno di scena i paladini locali Cut.
Tra l'altro, giovedì e venerdì sarebbe a Bologna pure Paolo Conte (biglietti a partire da 33 euro).
Chi si sposta un po', non può perdere Shout Out Louds all'Atomic Café di Monaco di Baviera (locale che ha recentemente promosso anche un'ottima compilation di indie rock svedese).

Sabato chi avesse perso i BSS li può ritrovare al Velvet di Rimini, ma tanto sarete tutti a Faenza al MEI e quindi che ve lo dico a fare.
Infine, se tutto va bene, i polaroidi al gran completo saranno ad annusare The Smell Of Our Own.
I'd Rather Dance With You

Qui trovate un po' di concerti dei Kings Of Convenience, tra cui anche quello del Brancaleone a Roma del 2001.
Non c'è neanche bisogno di dirlo

Questo mese (almeno a me) non è arrivata la solita newsletter di indiepop.it. Non vorrei che qualcuno si fosse dimenticato di dare un'occhiata all'ultimo aggiornamento di una delle migliori webzine nostrane.
In questo numero, oltre alla solita valanga di recensioni, c'è una bella intervista agli Spearmint e ai Non Voglio Che Clara, una retrospettiva sui Ride, uno dei pezzi migliori dedicati a Smile di Brian Wilson mai scritti in italiano, e persino un racconto Andrea "Loser" Girolami.
Basta lo dico io

Dopo Zazie, anche Gecco si prende una pausa dal blog.
Ma dico io, come si fa?
Uno che ti segnala un film come How to be emo da scaricare, come fa a chiudere?

lunedì 22 novembre 2004

You are the light

Losing Today #3 - with a Jens Lekman interview by ebi+ellegi

È uscito il terzo numero di Losing Today e c'è questa intervista che abbiamo fatto a Jens Lekman (il ragazzo col cerotto qui sopra) e noi, che siamo dei sentimentali, ci siamo commossi.
Agli antipodi

ugg bootsCome qualcuno avrà già intuito, il 2005 sarà l'anno dell'Australia.
Se ne sono accorti anche nella redazione di Vice Magazine, dove non si vergognano a markettare quegli stivali flaccidi e pelosi che, senza riuscire a farvene una ragione, avete già visto ai piedi di svariate ragazze nella vostra città e che sono stati prontamente definiti da La Laura come "la morte della femmina".


ps: e c'è anche chi ha indetto una campagna di difesa dell'icona australiana...
Annullato il primo tour italiano degli Shout Out Louds

Non è un lunedì senza una cattiva notizia.
Purtroppo gli Shout Out Louds, i nostri nuovi beniamini svedesi, hanno dovuto cancellare le prime date nella penisola previste per il prossimo mese. Bebban (la fascinosa tastierista del quintetto di Stoccolma) si deve sottoporre a una delicata operazione al piede proprio negli stessi giorni.
A questo punto è tutto rimandato ai primi mesi del 2005, anche in attesa della ristampa dell'album dopo la firma con la major Capitol.
Elementi

Gli elementi della coscienza contemporanea non sono più adatti alla nostra condizione mortale. Mai, in nessuna epoca e in nessun'altra civiltà, si è dedicato così tanto tempo e con tanta costanza alla propria età; ciascuno di noi ha in mente una prospettiva di futuro assai semplice: verrà il momento in cui la somma delle gioie fisiche che gli restano da godere sarà inferiore alla somma delle sofferenze (in sostanza sentiamo, nel profondo, il contatore che gira - e il contatore gira sempre nello stesso senso).

Michel Houellebecq, Le particelle elementari

venerdì 19 novembre 2004

Her Majesty The Decemberists
Our modesty the polaroids

The DecemberistsL'appuntamento imperdibile di questa sera sono The Decemberists in concerto al Covo, lo sapete tutti.
Per loccasione l'aria in città ha raggiunto una concentrazione di blog tale che riesce difficile muoversi senza linkare qualcuno.
Prima del concerto svariati di questi illustri blog andranno a intervistare Colin Meloy e compagnia.
I vostri polaroidi invece saranno in radio come sempre a partire dalle ventuno, ma se tutto va bene intervisteremo quelli che li hanno intervistati (anche per rispettare le proporzioni), ovvero: avremo ospiti in studio per la prima volta da quando siamo sulle frequenze di Città del Capo.
Sto già sudando.

Inoltre, e questo è il vero motivo per cui la band di Portland è volata fino a Bologna, prima durante e dopo il concerto il sottoscritto metterà i dischi insieme a Giovanni unhip Gandolfi. Non mancate.

mercoledì 17 novembre 2004

Happy birthday polaroid!
Three is the magic number, no?

Buon compleanno polaroidTre anni fa di questa stagione cenavamo in una osteria del centro. Dovevamo decidere che titolo avremo dato al programma in radio che stavamo per cominciare ed eravamo elettrizzati: doveva essere un nome immediato e bello come Memoria Polaroid.
Quelli di polaroid, ormai è chiaro, hanno un immaginario limitato e così il nome polaroid fu votato e approvato all'unanimità (la Memoria ce la dimentichiamo sempre da qualche parte).

Come spesso accade in questi casi, significati e interpretazioni sono giunti solo dopo, quando, per festeggiare, abbiamo redatto un manifesto illustrato a mano che adesso vale milioni. Chi lo possiede lo conserva in cassaforte.
Poi è arrivato questo blog, perché scattare polaroid in radio ci sembrava incompleto artisticamente e per la tivù era prematuro.

Il seguito lo conoscete: un successo dietro l'altro, le rotative impazzite stampavano ovunque Polaroid is cool! Polaroid rulez! Tu non capisci niente, sei come polaroid! Chi minchia siete, Polaroid è un marchio registrato!
Non mi sovviene di più ma abbiamo trovato il mezzo per sfogare i nostri entusiasmi e, di base, ciò ci ha resi meno frustrati (non è vero, ma l'idea è quella) a livello nazionale, internazionale e non solo.
Abbiamo stretto relazioni socievoli con gli amici di internet e creato un prezioso strumento di monitoraggio degli umori del panorama musicale indipendente all'interno di una sferetta di raggio duecento metri, centrata in viale Zagabria 1 a Bologna.

Grazie alla nostra ostinazione mista a grande bontà e persecutoria passione per la musica abbiamo reso note al mondo le nostre abitudini e segnato coi sassolini i nostri itinerari, rinunciando per sempre a qualunque forma di privacy (se non mi trovi a casa sicuramente sto al Covo).
Non è cambiato nulla, non capiamo di musica più di tre anni fa, non siamo finiti in un'antologia e abbiamo sempre la sensazione che dobbiamo cominciare a fare qualcosa.
Ma è una figata comunque. Il tempo passa, polaroid invecchia, ma per fortuna ha bisogno di un solo restyling all'anno.
Grazie a tutti. Prendete qualcosa da bere.
Buon Compleanno.
Radiocapitolazioni

Vinicio Capossela«Chiudete gli occhi, e accendete le orecchie, è una cosa non troppo invadente, ma inoculante. A sprazzi, a bagliori! Apparecchiatevi attorno a un apparecchio radio, trovatevi insieme a casa di qualcuno, vino e castagne, è autunno oramai, e per quanto vada in rovina il mondo, fate attenzione! L'ha dichiarato Cinaschi in persona: Sarà un bellissimo autunno, prologo di un magnifico inverno... perciò ecco Qualcosa per accompagnare la stagione, LE RADIOCAPITOLAZIONI!

E vi dico che n'è a Quantità, dato che è forse Dio stesso la Quantità! Bisogna Capitolare, alla Grazia, alla Bellezza, all'Epica dovunque si sia impigliata, nascosta nella rete della quantità, nella sua stratificazione tentacolare. Bisogna anzi RADIOCAPITOLARE!
Queste CAPITOLAZIONI, che abbiamo registrato in 15 puntate da 15 minuti,in onda dal 16 novembre alle 20 su Radio Rai 3, sono il nostro serial radio...»

Vinicio Capossela
(continua...)
Faking the books
Tutto il resto è desistenza

Questa sera bisognerà trovare il modo di incastrare tutti gli impegni, e riuscire anche a prendere appunti.

Al "Cortile" di Via Nazario Sauro 24a, alle 21, gradoZero non-presenta il romanzo solista di Wu Ming 2, Guerra agli umani. Ci saranno letture dello stesso WM2 e di un'attrice che dicono molto bella e brava di nome Flaminia. Non ho capito se prima, durante o dopo, comunque Kai Zen J. metterà la musica.

Solo che dopo, secondo me non ce la facciamo, perché bisogna correre al Club74 in Via Della Grada 10, dove verso le 22 per la rassegna Murato ritornano a Bologna gli acclamatissimi Offlaga Disco Pax.
Qui a mettere i dischi ci saranno Jonathan Clancy e Michele Restuccia di Radio Città Del Capo.
Indie Nederlands

Anche se mancano i Vive La Fete, sua ultima passione, potrà interessare a Fabio questa raccolta di mp3 di gruppi indie belgi.

(segnalato da Sad Pandas)
Double Decker Crusher

Per chi si fosse chiesto cosa cavolo fa Mr. Loser da quelle parti tutto il tempo, ecco a voi l'utilissima "Guida al rimorchio nei bus di Londra".

martedì 16 novembre 2004

Datti un'opportunità

La cosa peggiore del centro commerciale in questi giorni non sono le decorazioni natalizie, le belle donne che non conosci, i conoscenti che non ti salutano, i soldi che spendi, il pranzo da solo.
E' che, in mezzo a tutto questo, suonano in continuazione quella canzone di Paolo Belli per lo spot del Lotto, quella sul guardarsi le mani, e avere desideri e il darsi un'opportunità.
Ecco, non so voi, ma a me quella canzone fa venire voglia di piangere.
I giorni del rock

Giovedì sera alle nove, all'Aquaragia di Mirandola (MO), Alberto Campo presenterà il suo ultimo libro GET BACK! I giorni del Rock, edito da Laterza.
La serata è organizzata da Fooltribe, Aquaragia e Presidio del Libro di Carpi.
Oltre allo stesso Campo, storica firma del giornalismo musicale italiano, ci saranno Gigi, Elena e Tommaso dei Perturbazione, che proporranno in versione acustica classici del rock.

(tra l'altro, sul blog dei Perturbazione è possibile proporre suggerimenti per il titolo del nuovo album, da poco finito di registrare.)
Zio bo' che radio!

Zio Radio - http://zio.cavedoni.com/Antonio Cavedoni (aka Blogorroico), uno che aveva un blog quando tutti gli altri non sapevano neanche cos'era Geocities, questa settimana sta mandano in onda 24 ore su 24 Zio Radio, un esperimento di radio via web nato apparentemente come tesina per un esame di Teorie e Tecniche del Linguaggio Radiofonico e Televisivo all'università di Modena e Reggio Emilia.

L'iniziativa poi, come si può ascoltare o vedere dal palinsesto, non si è limitata a questo e ha preso un'altra piega: "Le nostre ragioni per questo progetto sono varie, ma girano più o meno attorno a quattro punti: perché possiamo, perché è l'esercizio di una libertà importante, perché è divertente, e soprattutto, perché no? Zio Radio è fatta interamente da DJ non professionisti, con attrezzature a volte di fortuna, e viene trasmessa da un ambiente piuttosto ostile per questo tipo di operazione: camera mia".
E già si pensa al futuro.
Zio Radio ha un unico difetto: manca ancora polaroid!

lunedì 15 novembre 2004

Smart bedroom pop

Evidentemente quei due di Architetture lontane sono finiti sul camion giallo di Gondrand, assieme a tutto il nostro mondo, lasciandoci una stanza vuota e un maledetto lampadario che oscilla misterioso.
Una mattina, che era davvero troppo freddo per sopportare vuoti e lampadari, un progettista di Tulsa ha bussato allo porta con il suo un algoritmo un po' complesso per ridisegnare il cuore. E' del 2003, ma bisogna riconoscergli che funziona ancora piuttosto bene. Adesso quella famosa etichetta di Seattle ne ha prodotto uno nuovo in piccolo formato, ma gli effetti non sono compatibili. Bisognerà attendere il nuovo anno, e chissà se è ancora tutto da giocare.
Bee stylish

Fanciulle, dovreste andare a comprare degli slippini con i disegni dall'Ebe. Questo è il momento. Non è necessario che li proviate. Ed è questo il bello: nella bottega con le ali in Piazza Pomposa a Modena vi sembrerà per un attimo di essere Kirsten Dunst che balla in canottiera e slippini sul sonno di un uomo immemore. E anche se non è vero è magnifico pensarlo. Alla fine, ovvio, comprerete anche una gonna e una borsetta, fa ancora un poco freddo per uscire senza.
Elegia

Paolo Conte - 'Elegia'Per una volta non sono d'accordo con EmmeBi: Elegia, ultimo album di Paolo Conte, non mi pare così magnifico.
Aggiungo subito "purtroppo", perché del post di Michele condivido (e letteralmente) la premessa biografica: in gioventù si ascoltavano Pixies e Public Enemy, "ma quando c´era da imbastire quel timido e sconclusionato spettacolo d´arte varia con le ragazze, era lui che mi forniva le parole chiave. Ok, non sempre funzionava, ma per me andava bene così".

Può darsi che Elegia mi sembri un passo indietro rispetto agli ultimi Novecento e Una faccia in prestito proprio perché non so più prendere a prestito queste parole.
Ma riesce difficile farlo di fronte a episodi che definire laconici è poco (La casa cinese, Chissà, Bamboolah: tre in un disco di Conte sono tantissimi).
Non è una questione di lingua: per fare un esempio dal passato, bastava che nell'Inno in Re Bemolle saltasse fuori quel "qui ci sei tutta tu", che più colloquiale non si può, per fare venire la pelle d'oca.

Oppure può darsi che io non sia riuscito a capire il perché di questo sottrarsi di Conte oggi, la sua scelta di abbandonare le orchestrazioni sontuose degli ultimi due album (e per non citare l'episodio Razmataz del 2000 o i due Tournée) e preferire forme più scarne.
Quasi tutte le canzoni di Elegia cominciano pianoforte e voce, in alcuni casi gli altri strumenti si aggiungono in seguito, pochissime le percussioni. Quando non succede (come in Sandwich man o La giacca nuova) si respira tutta un'altra aria.

Poi, certo, ci sono colpi magistrali di cui solo Conte è capace: la storia di Il Regno del tango, Sonno elefante o la stessa Elegia (che non può non ricordare proprio la title track dell'album precedente).
Ma mi manca qualcosa, arrivato in fondo, qualcosa a cui aggrapparmi, qualcosa da abbracciare. Dove sono finiti quei due delle Architetture lontane?
Musica Per Aperitweevi
a Paola, venerdì 5 novembre '04, Enoteca Marsalino - Bologna

01 - Tullycraft, twee
02 - Black Candy, straight to your hands
03 - 14 Iced Bears, balloon song
04 - Hefner, hello kitten
05 - Jens Lekman, you are the light (by which I travel into this and that)
06 - Stereolab, pinball
07 - Baskervilles, day one, Amanda year
08 - [ingenting], syster dyster
09 - Camera Obscura, number one son
10 - Razorcuts, sorry to embarrass you
11 - Electralane, on parade
12 - Happy Supply, theme song
13 - Shout Out Louds, shut your eyes
14 - Dealership, toujours ta fille
15 - The Lucksmiths, frisbee
16 - The Fairways, phtalo blue
17 - Saturday People, no matter where you are
18 - The Movies, she tied a rope
19 - The Parcels, Jessica pancakes
20 - Second-Hand Furniture, nice try, sunshine
21 - The Happy Birthdays, every week
22 - Comet Gain, you can hide your love forever
Comunicazione di servizio

Per errore ho cancellato l'mp3 della trasmissione di venerdì scorso.
A meno che Paolo non abbia tempo e voglia di sbattersi a rimediare qualcosa dal long recording della radio, questa settimana non riuscirò ad aggiornare la pagina dell'archivio sonoro.
Me ne scuso con i due lettori a cui interessava.

venerdì 12 novembre 2004

Avant Disco (D'Oro)

TUSSLE - 'Kling Klang'Adesso salta fuori che li conoscevate tutti e figurati, è roba vecchia, ma dove vivi.
I Tussle sono in giro da quasi un paio d'anni.
Batteria, basso, batteria e vintage synth: i Tussle evidentemente abitano a San Francisco.
Niente voci, e quindi le affinità con i !!! si fermano al comune denominatore Liquid Liquid (aggiungere krautrock, Can, ESG, Chic quanto basta).
Laddove i Tre Punti Esclamativi coinvolgevano, crescevano, spingevano, i Tussle dilatano, oscurano, sottraggono.
Sì, insomma, avete capito: tutti quesi sinonimi che trovate nelle recensioni di musica dub.

Perché, siamo onesti, un'ora di quattro quarti punky funky e slega i legamenti e balla e suda, non è che siamo tutti in grado di reggerla ogni volta. Non a caso a metà del loro debutto Kling Klang i Tussle piazzano una spaziale Decompression. E da lì in poi l'album si sfalda tutto in echi e riverberi e bassi a scandagliare.

"Stilisticamente, mi sento alla periferia di un sacco di cose" è una frase che ognuno di noi ha pronunciato innumerevoli volte, e anche il batterista Alexis Georgopoulos la usa per descrivere l'approccio musicale del quartetto.
Il quale, va aggiunto, conta anche un po' di amici giusti: Soft Pink Truth, Erase Errata, Numbers, Trans AM (se ho capito bene, Phil Manley ha prodotto l'album), nonché Devendra Banhart (se ho capito bene, coinquilino del bassista Andy Cabic: insieme hanno il progetto folk Vetiver).

Insomma, un bel giro. Si balla, si fa un pezzo intitolato Disco D'Oro (lasciando in noi bolognesi il dubbio che possa trattarsi di un omaggio a uno dei luoghi storici per il punk e la new wave italiani), si va come sempre in Giappone, si registra nello studio di Tommy Guerrero, si insonorizza una mostra al museo d'arte moderna di Frisco.
E molto meno campanaccio, in generale.

giovedì 11 novembre 2004

Bibidi Babidi Boo

E' il titolo dell'album live che i Deerhoof hanno messo in download gratuito sul loro sito.
C'è anche The Forbidden Fruits, traccia registrata a Emmaboda (Svezia), lo scorso 12 agosto.
"No copyright, no idioti"

Italy Gig List e la leggenda del Blinkatron.
Che cos'è un blog?

Scusate, ma da quand'è che la home page di Blogger parla italiano?

mercoledì 10 novembre 2004

Supercar For Cutie

David Hasseloff potrebbe produrre il prossimo album di Ben Gibbard?
Musica per cielo di calcestruzzo
The Concretes
Il mattino era cominciato nell'aria. Faceva venire voglia di lunghe passeggiate in montagna, quelle con i boschi al sole, scarponi e pantaloni di velluto.
Finalmente congelato e limpido, stava tutto sopra l'azzurro. Tendeva al bluescreen per i nostri andirivieni digitali molto più modesti.
Ma andava ancora bene.

All'ora di pranzo, verso la periferia a ponente, scesero nubi. Le nubi dello scazzo, dei problemi degli altri, del tedio e dell'insofferenza per sé stessi. Il colore del cielo degradò, mescolandosi a quello dei palazzi per anziani e immigrati con regolare permesso di soggiorno dietro la Via Emilia. Il calcestruzzo si assestò sotto lo sterno. La pioggia non lo scalfì.
Mi rifiutai di accendere la luce, bastava quella del monitor. Accesi invece la voce di Victoria Bergsman e dei suoi Concretes.
Un'altra band svedese, sì.

Non lasciatevi ingannare da allegre scampagnate come Seems fine o You can't hurry love (titolo che insieme a un altro come Diana Ross mette subito in chiaro po' di riferimenti). Non fatevi distarre dal desolato valzer di Warm night.
I Concretes che i passi di questo novembre invocano sono quelli dolenti di New friend e This one's for you. Arpe, sassofoni, pianoforte e tamburelli. Poco altro. Foreign country tiene il ritmo a quest'acqua che picchia sui vetri, e il soul di Lonely as can be resta trafitto di freddo scandinavo.
Dischi così dovrebbero essere proibiti in questa stagione.
Alla deriva

Matt Madden - Alla Deriva

Matt Madden, Alla deriva, Black Velvet (2004).
Un'altra piccola, cordiale mazzata di cui non avevo bisogno.
Consigliatissimo, dannazione.

martedì 9 novembre 2004

Andando a Gonzo

Ho trovato nella sezione mp3 di Pitchfork un'intera intervista a Tom Wolfe, lo scrittore del Falò delle Vanità e di Un Uomo Vero, nonché l'inventore del Radical Chic.
Davvero appropriato per Pitchfork.
"Costellazioni sonore nello spazio"

Fidelio al concerto di Stockhausen le ha viste, e per fortuna ce le racconta.

lunedì 8 novembre 2004

Qui c'è il sole. Fa più freddo.

Pausa pranzo al centro commerciale.
Ero entrato solo per la consueta spesa di pane e acqua e invece sono uscito con:
Jonathan Lethem, La fortezza della solitudine
Wu Ming 1, New thing
Paolo Conte, Elegia.

Bisogno di letteratura?