lunedì 9 dicembre 2002

Dove è finito Barret Oliver?


Lo sguardo completamente ottuso della Winona in tribunale con le spalle strette e le mani tra le ginocchia (che solo le avevate visto in un film con Richardgere anche se i più hanno pensato all'Angelinajolie) e il Johnny Deep di un Polansky a diciotto carati (Morandini) in prima tivù. Da cui, e non semplice nesso (si tratta poi sempre di analogia spicciola) la mia triade burtoniana Deep-Ryder-Oliver. Un fatto di epidermide, la loro, di cera. Deep Ed Wood, Winona Lydia calypso in volo cantando Belafonte Day-O, Barret Oliver Galvani Frankenweenie.
Barret Oliver, fu Bastiano nella storia infinita, film che, del resto, finiva col deludere già a dieci anni anni, rimane, o così mi piace pensare, la miglior risposta cinematografica al mio immaginario letterario, e cioè il miglior Bastian che mai avessi potuto immaginare.
Bastian invocato prima (in un terzo livello narrativo), Oliver vessato di lettere illustrate e inviate oltreoceano poi, furono il mio primo amore (un posto d'oltremare, infondo).
Continuando ad associare, ma vox media, anche la Ricci, del resto, potrebbe accedervi, ex-bambina-pesce, fu spalla alla Winona (lì globo dorato come supporting actress) in quell'adorabile film che è Sirene (e pure lì meraviglioso finale danzato, If you wanna be happy di Jimmy Soul se non erro).
Eppoi, collegando biecamente, e senza più intertesto ma per sentieri sentimentali, che stasera va così, anche Beck (lost Winona cause, ma del resto pure lei!) ha la sua cera y laVanessa (ora mamma Deep) ingabbiata e piumata da Chanel quegli innumerevoli anni fa, tambien.

Nessun commento: